Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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I consigli di amministrazione delle compagnie di assicurazione coinvolte nel salvataggio di Eurovita continuano a riunirsi in questi giorni. In ballo c’è l’avvio della newco Cronos, che rileverà i portafogli della compagnia vita per mettere in sicurezza tutti gli assicurati. Una partita che vede coinvolti cinque big assicurativi ma che potrebbe chiamare in campo anche altre imprese, a partire da Axa, anche se a oggi non ci sarebbe ancora alcun impegno da parte di altre compagnie.
Il mercato della riassicurazione nel ramo Danni dovrebbe crescere al di sopra del pil per il prossimo decennio, trainato dall’aumento dei rischi a livello mondiale e sostenuto dall’aggiustamento dei tassi. Le previsioni arrivano da Swiss Re che, dopo anni di performance deboli e attività catastrofali superiori alla media, evidenzia che il mercato riassicurativo sta tornando a un «livello più sostenibile di prezzi corretti per il rischio».
Prosegue il calo dei prestiti a famiglie e imprese. A luglio i finanziamenti delle banche alle famiglie sono diminuiti dello 0,3% su base annua, a fronte di un aumento dello 0,2% del mese precedente. Si tratta del primo calo da otto anni. Per trovare un valore negativo dell’andamento dei prestiti alle famiglie, spiega Bankitalia, bisogna tornare indietro a maggio 2015, quando si era registrata una flessione dello 0,2%.
Dopo una fase di crescita la liquidità delle aziende italiane tira il freno. È questo l’effetto della crescita dei costi e degli oneri finanziari che hanno pesato sui conti nella seconda metà del 2022 e che anche quest’anno pongono una pesante ipoteca sulle prospettive di crescita. Questa è l’analisi fatta da Cerved nel suo Osservatorio annuale che si basa su 221 mila bilanci di esercizio presenti negli archivi del gruppo milanese controllato da Ion.
Il tavolo fra Alberto Nagel e il ceo di Delfin Francesco Milleri non è saltato del tutto. Venerdì scorso la holding della famiglia Del Vecchio ha bocciato la proposta di mediazione del banchiere sulla lista del cda, ma le due parti continuano a trattare, anche perché c’è tempo fino a mercoledì 20, quando è stato convocato il board di Mediobanca per licenziare la lista.

Capire l’intelligenza artificiale generativa (GenAi). Riconoscere limiti e contesto. Rispettare le norme esistenti, in attesa del regolamento Ue. Integrare e non sostituire la competenza giuridica. Osservare il segreto professionale e garantire la privacy nell’uso dei dati del cliente nelle ricerche legali. Informare l’assistito sull’esito dell’utilizzo di Ia, assumendosene le responsabilità. Sono le regole d’oro per gli avvocati nell’era nell’era di Chat Gpt: le linee guida arrivano dall’associazione degli Ordini forensi europei (Fédération des Barreaux d’Europe). Il tutto «per sfruttare al meglio le opportunità offerte dai modelli linguistici di grandi dimensioni»: il rapporto Fbe vuole essere «una bussola per gli avvocati che aspirano ad abbracciare queste tecnologie senza precedenti, pur aderendo ai requisiti professionali».
Il diritto di operare la variazione in diminuzione ai fini Iva, per effetto del mancato pagamento del corrispettivo, spetta solo al cedente/prestatore che ha realizzato l’operazione imponibile, per cui non si trasferisce al soggetto che gli è subentrato nel credito verso la controparte. Lo ha chiarito l’agenzia delle entrate nella risposta 427/23. Il quesito era stato presentato da una compagnia di assicurazioni che stipula con le imprese clienti contratti per la copertura del rischio di mancato pagamento dei crediti commerciali.
Le reti di consulenza finanziaria hanno cominciato la seconda parte dell’anno con una raccolta netta di 2,9 miliardi di euro. Il risultato di luglio, in linea con il mese precedente, conferma il maggiore orientamento all’investimento in strumenti finanziari amministrati, dove sono confluite risorse nette per 2,9 miliardi. C’è stata una crescita del risparmio gestito, pari a 348 milioni, in linea con la riduzione della liquidità per 365 milioni.
Il terremoto del Marocco è un evento molto triste. Centinaia di morti, uccisi in modo orribile o (quel ch’è peggio) morti a poco a poco, di sete e di ferite, perché sepolti vivi. Dinanzi al terremoto invece siamo smarriti: abbiamo lo stesso numero di vittime innocenti, uccise a tradimento, ma chi è il responsabile? La guerra la comprendiamo: ma il terremoto? La banale verità è che, se vogliamo comprendere il pianeta Terra, dobbiamo assolutamente smetterla con l’antropomorfismo. Su di esso operano forze enormi ed oggettive, che non tengono assolutamente conto di noi esseri umani.

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I tassi d’interesse dei mutui scendono per la prima volta da un anno. Secondo Bankitalia, a luglio il costo dei nuovi finanziamenti per l’acquisto di abitazioni è calato dal 4,65% al 4,58%. La riduzione è dovuta con ogni probabilità alla maggior incidenza del tasso fisso: a luglio ha optato per la rata costante il 73% delle famiglie che ha stipulato un mutuo, il dato più elevato del 2023. Una scelta dettata forse dalla prudenza dopo la stangata subita negli ultimi mesi da chi aveva preferito il variabile. Forse dall’ormai sostanziale parità di costo fra le due formule di finanziamento.
Mancano ancora tre settimane alla scadenza del 28 settembre, la data fissata per il deposito delle liste in vista della nomina del nuovo board che dovrà traghettare Mediobanca nel prossimo triennio. Ma Piazzetta Cuccia, ha già in calendario per il 20 settembre un cda che dovrà approvare il bilancio annuale, un appuntamento che potrebbe offrire l’occasione al consiglio della banca guidata dal ceo Alberto Nagel per depositare la lista del cda.

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Brutto colpo di freno all’economia europea. E anche a quella italiana. Il Pil europeo passa nel 2023 dall’1 per cento allo 0,8 per cento. Quello dell’area euro dall’1,1 sempre allo 0,8 per cento. Il trend non cambia nel 2024: da una crescita dell’1,7 si passa all’1,4. E per l’Italia le notizie sono altrettanto negative. Il Pil era prima previsto per quest’anno all’1,2 e ora scende allo 0,9. Nel prossimo calerà ulteriormente allo 0,8 ed era fissato a maggio scorso all’1,1. Dati che mettono in difficoltà l’Italia e il resto d’Europa con qualche eccezione come la Spagna.
La tempesta Daniel ha rovesciato sulla città di Derna e sul resto della costa orientale della Libia una quantità d’acqua che il centro meteo nazionale non aveva mai registrato in quattro decenni di lavoro, con effetti devastanti. Il letto del canale che taglia in due Derna per un paio di chilometri e poi si getta in mare e che spesso è asciutto non è riuscito a contenere la piena di fango e acqua, che a giudicare dalle immagini in alcuni punti ha superato i tre metri. Trentatré milioni di metri cubi di acqua, dicono fonti locali, che hanno travolto tre ponti – non esistono più perché sono stati disintegrati dall’onda e dai detriti – hanno sradicato file intere di palazzi costruiti ai lati e li hanno fatti crollare, hanno sfondato edifici e almeno una moschea e hanno scavato i fianchi della collina fin dove sono arrivati.
L’intervista al fisico dell’atmosfera Antonio Ricchi. «Nelle prossime 24-36 ore il ciclone Daniel si calmerà, ma nel frattempo potrà ancora fare danni muovendosi verso est», spiega il fisico dell’atmosfera Antonio Ricchi, dell’Università dell’Aquila Cetemps, autore di diversi studi sugli uragani mediterranei. «Nel Mediterraneo non vedremo altri medicane (crasi tra Mediterraneo e hurricane, ndr), ma i cicloni che avremo potranno essere più intensi rispetto al passato».
Con la chiusura del tunnel del Gottardo, che mette a dura prova anche i collegamenti tra l’Italia e la Svizzera, torna in primo piano la questione dell’attraversamento delle Alpi. Il problema è la fragilità del sistema trafori a pochi giorni dalle difficoltà del tunnel del Frejus, chiuso al traffico pesante per una frana in Francia, e del Monte Bianco, su cui Roma e Parigi hanno concordato un rinvio del primo stop di tre mesi per i lavori di manutenzione.

L’elenco dei settori in crescita termina già qui, certificando anche a luglio la debolezza della nostra manifattura. Produzione industriale che cede lo 0,7% rispetto a giugno e oltre due punti nel confronto annuo, dati non episodici che confermano il passivo 2023, ora a -2,6% nel bilancio dei primi sette mesi. Segnali di allarme in parte attesi, commenta il ministro per le Imprese ed il Made in Italy Adolfo Urso, all’interno di un quadro Istat che vede cali diffusi tra più settori, con le riduzioni maggiori per alimentari, chimica, carta e legno, comparto quest’ultimo in coda alla classifica, giù di quasi 14 punti.

Handelsblatt

 

La guerra in Ucraina, le catastrofi naturali e gli alti tassi di inflazione fanno aumentare i premi assicurativi. La domanda di copertura assicurativa rimane comunque elevata.