Trend Micro: l’80% delle imprese teme attacchi cyber

L’80% delle aziende italiane si sente esposto ad attacchi cyber: ransomware, phishing e alle infrastrutture IoT.

Emerge insomma molta preoccupazione in tema attacchi cyber e cybersecurity dall’indagine “Mapping the digital attack surface: Why global organisations are struggling to manage cyber risk”, realizzata da Trend Micro, che fa luce sui dati relativi alla percezione delle minacce informatiche e sugli approcci per sventarle.

Dalla ricerca emerge anche che il 31% delle aziende italiane afferma che la valutazione del rischio è la principale attività nella gestione della superficie di attacco, ma anche che le organizzazioni aziendali sono in difficoltà a causa di approcci manuali nella mappatura della superficie di attacco (37%), e per il fatto di lavorare con più stack tecnologici (26%).

La difficoltà delle organizzazioni nel valutare accuratamente il rischio della superficie di attacco genera confusione anche all’interno del management. Il 36% dei responsabili di security fa fatica a quantificare l’esposizione al rischio ai responsabili aziendali, e solo l’1% ritiene che quest’ultimi comprendano appieno i rischi informatici. In questo contesto, le organizzazioni hanno l’opportunità di avvalersi dell’esperienza di terze parti.

Consente l’invio di comunicazioni promozionali inerenti i prodotti e servizi di soggetti terzi rispetto alle Contitolari che appartengono al ramo manifatturiero, di servizi (in particolare ICT) e di commercio, con modalità di contatto automatizzate e tradizionali da parte dei terzi medesimi, a cui vengono comunicati i dati.

Il 42% del campione esplorato ha già investito in un approccio basato su piattaforma per la gestione della superficie di attacco, mentre la metà (50%) afferma che vorrebbe fare lo stesso. Tra i vantaggi citati dalle aziende che utilizzano una piattaforma unificata per la gestione della security, al primo posto una visibilità migliorata (36%), seguita da una riduzione dei costi e da una risposta più veloce alle violazioni (31%).

Fonte: Corcom