Rassegna Stampa assicurativa 5 settembre 2022

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Manutenzione di facciate e balconi: la sicurezza ha la priorità. Se l’amministratore non si attiva per effettuare i lavori necessari a mettere in sicurezza i beni, in quanto l’assemblea non riesce a deliberare o non vengono stanziati i fondi necessari, i condomini non sono autorizzati a rimanere in fiduciosa attesa, ma devono intervenire autonomamente per evitare danni a terzi. Oltre a una responsabilità civile pendente in capo al condominio o ai singoli condomini, a seconda che si tratti di un bene comune o di proprietà esclusiva, per questi ultimi vi può infatti anche essere una responsabilità penale. Ha fatto luce sul punto una recente sentenza della sezione prima penale della Corte di cassazione, la n. 31592, pubblicata lo scorso 7 giugno 2022.
Sebbene l’87% dei manager, a livello globale, ritenga che l’intelligenza artificiale (Ia) costituisca un valido strumento nella lotta ai cambiamenti climatici e circa il 40% delle organizzazioni sia disposta ad utilizzare l’Ia per le proprie iniziative climatiche e di sostenibilità, il 78% del management denuncia l’insufficiente competenza in materia, il 77% la limitata disponibilità di soluzioni di Ia e il 67% mostra una mancanza di fiducia verso dati e analisi Ia. È quanto emerge dagli esiti dello studio “How AI Can Be a Powerful Tool in the Fight Against Climate Change” realizzato da AI for the Planet Alliance in collaborazione con Boston Consulting Group (Bcg) e Bcg Gamma.
La grave siccità che ha colpito molte regioni d’Europa dall’inizio dell’anno è in ulteriore espansione e peggioramento a partire dall’inizio di agosto. Le cause sono rappresentate dalla persistente mancanza di precipitazioni e dal susseguirsi di ondate di caldo a partire da maggio in poi. A delineare tale scenario è l’ultimo rapporto “Dought in Europe – August 2022” elaborato dal Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione
Appalti privati e pubblici al setaccio della privacy: se non si rispettano le norme sulla protezione dei dati l’appalto salta. Il rispetto delle disposizioni sulla protezione dei dati (dal codice della privacy al regolamento europeo detto “Gdpr” fino alle norme settoriali), applicato al cosiddetto procurement, si fa in tre: 1) è criterio di valutazione delle offerte per le aggiudicazioni; 2) è condizione da rispettare nell’esecuzione delle forniture e dei lavori; 3) infine, in caso di inosservanza, è causa di scioglimento del contratto per inadempimento.

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  • Quei 500 miliardi di titoli di Stato nei forzieri di banche e compagnie
È la somma del valore dei bond governativi posseduti da istituti di credito, assicurazioni e fondi. Una protezione per la tenuta dell’Italia in caso di attacchi speculativi, ma anche un rischio per i bilanci societari. Al 30 giugno scorso, le principali banche e assicurazioni del nostro Paese, ossia Intesa Sanpaolo, Generali, Unicredit, Unipol, Banco Bpm, Mps, Bper e Mediobanca, avevano in pancia titoli di Stato per 228 miliardi, cifra in calo rispetto ai quasi 253 miliardi di fine 2021. I gruppi più esposti sono quello guidato da Carlo Messina, che in tutto custodisce obbligazioni pubbliche per 80,25 miliardi, suddivise in 30,9 in carico alle attività bancarie più 49,4 sul business assicurativo; quello triestino capitanato da Philippe Donnet, che possiede Btp e altri titoli di Stato per 52,8 miliardi; e poi c’è la banca che vede al vertice Andrea Orcel, con 41,2 miliardi. Soltanto Generali e Intesa, nel primo semestre, hanno ridotto l’esposizione rispettivamente per 10,2 e 8 miliardi.
  • Il semestre buio delle polizze vita la raccolta ai minimi del decennio
Se si esclude il 2020 pandemico, era dal 2013 che questo genere di contratti assicurativi non vedeva sottoscrizioni così ridotte. Anche se ora qualche segnale di ripresa arriva dal canale di vendita bancarioL a magia si è spezzata. Dopo la forte ripresa del 2021, per le polizze vita il primo semestre del 2022 è un record negativo, secondo i dati dell’Ania, l’associazione del settore. Si tratta della più bassa raccolta lorda degli ultimi nove anni dopo quella del 2020: 40 miliardi contro i 36 dell’anno della pandemia. Per trovare una raccolta lorda inferiore occorre risalire al lontano 2013, con 36 miliardi. Va detto che la raccolta al netto dei disinvestimenti, anche nei primi mesi del 2022, resta pur sempre positiva ma il dato negativo che riguarda i nuovi premi delle polizze individuali, quindi gli afflussi di denaro fresco, mostra che anche il comparto delle assicurazioni risente dei venti di guerra.
  • L’affare Vittoria degli Acutis
Negli ultimi due anni la compagnia, ritirata dalla Borsa nel 2018, ha assicurato alla holding della famiglia torinese 60 milioni di dividendiL a famiglia torinese Acutis, proprietaria di Vittoria Assicurazioni, ha festeggiato nel migliore dei modi i cento anni di vita della compagnia presieduta da Andrea Acutis e guidata da Cesare Caldarelli. Qualche settimana fa, infatti, l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2021 che se pure ha visto calare l’utile anno su anno da 108 a 102 milioni, ha comunque deciso di confermare il dividendo complessivo già distribuito nel 2020 e pari a 30 milioni. Il che significa per gli Acutis, che controllano Vittoria Assicurazioni tramite Yafa Holding con il 99,7%, un incasso di 27,7 milioni.

  • Sanità digitale. Venti miliardi per gli ospedali 4.0
Il Pnrr come leva di ammodernamento tecnologico dei macchinari e degli ospedali, con l’obiettivo di creare hub interconnessi sicuri ed efficienti, dove la medicina predittiva assuma un ruolo sempre più centrale, insieme ai dati. Dal punto di vista di uno dei più grandi produttori globali di tecnologia per la sanità — dalle Tac ai ventilatori, ai monitor ai servizi di informatizzazione — l’occasione è irripetibile. «Il Pnrr oggi è un’opportunità per digitalizzare il settore», riassume Andrea Celli, nuovo general manager di Philips per Italia, Israele e Grecia. Ingegnere elettronico, in azienda dal 2011, ad aprile ha preso il posto di Simona Comandè, che dopo aver guidato il business italiano è ora responsabile dell’area Sud Europa. Celli arriva al vertice della multinazionale olandese — oltre un secolo di storia iniziata con la lampadina e che l’ha portata a diventare un colosso dell’health technology, con focus unico dagli elettrodomestici per il benessere della persona alla diagnostica e all’informatica per la sanità —, in un momento decisivo. «Il Pnrr mette a disposizione della salute 20 miliardi di euro, dopo anni di tagli e in un Paese dove le spese per la sanità sono ferme al 6-7% del Pil. Abbiamo l’occasione di fare investimenti duraturi e di spingere sul digitale, un capitolo di spesa ancora troppo basso in Italia».
  • Cani e gatti, un business che marcia all’8%
La pet economy è il comparto che comprende i prodotti alimentari, i medicinali, gli accessori e i servizi per gli animali domestici. È un comparto che si è sviluppato a ritmo sostenuto in tutto il mondo a partire dal 2000, come risultato di un processo che ha avuto un’ulteriore accelerata durante la pandemia. «Prima del 2000 — spiega Guido Guerzoni, docente Università Bocconi e autore del libro Pets — gli animali domestici erano un lusso dei popoli occidentali. Nel 2021, solo in Italia, 11,7 milioni di famiglie avevano in casa almeno un animale e si stima che un milione di famiglie abbia adottato un cane o un gatto per la prima volta durante la pandemia. I cani e i gatti registrati nel nostro paese sono più di 16 milioni». I dati spiegano lo sviluppo di questo particolare comparto economico. «Fino a dieci anni fa — prosegue Guerzoni — la pet economy, in Italia, valeva circa 2,5 miliardi, comprendeva solo prodotti alimentari e veterinari che pesavano il 50% ciascuno.
  • Investire nell’allungamento dell’esistenza
La Silver Economy è il comparto economico che comprende servizi e prodotti specifici per soddisfare le esigenze della popolazione più attempata: salute, assistenza, ma anche tempo libero, viaggi, finanza, assicurazioni, immobili. È il comparto economico strettamente legato all’evoluzione demografica che, inevitabilmente, avrà un forte sviluppo. Secondo l’Istat, infatti, nel 2050, un italiano su tre avrà più di 65 anni, mentre diminuiranno gli italiani in età lavorativa ( in calo dall’attuale 63,8% al 53,3% sul totale della popolazione). Il rapporto di 1 a 3 degli over 65 in Europa, secondo l’Ocse, è previsto nel 2060. In realtà tutto il pianeta si avvia ad essere sempre più silver. E la bella notizia è che si vivrà più a lungo e non necessariamente in condizioni di salute precarie. «Si dovrà, quindi, pensare di ampliare la tipologia di servizi e prodotti offerti in un’ottica di prevenzione e benessere per un invecchiamento attivo, in salute, e guardando anche alla fascia di popolazione con buone disponibilità oggi fuori dal welfare pubblico tradizionale, – commenta Elisabetta Notarnicola, docente Sda Bocconi, -. Oggi l’offerta pubblica riguarda gli anziani non autosufficienti, mentre occorre pensare agli over 50 e 60 ancora attivi che hanno semplicemente cambiato abitudini di consumo. Il settore che oggi sta esplodendo in Italia è l’immobiliare, con unità abitative dotate di domotica, sistemi di sicurezza e accessibilità specifici, servizi di assistenza e spazi per momenti di socialità, ma sono molti i servizi e prodotti da sviluppare.

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