Più prestiti e sofferenze

A LUGLIO SALITI DEL 4,1% IN UN ANNO SECONDO I DATI DEL RAPPORTO DELL’ABI
Sono aumentati, a luglio, i prestiti bancari a famiglie e imprese (+4,1% in un anno) e sono saliti i tassi di interesse, attestati al 2,32% ad agosto, come pure le sofferenze nette, arrivate a 16,8 miliardi di euro (+0,8 mld su giugno), quasi il valore di aprile 2022 quando erano pari a 16,65 miliardi. Un dato comunque in riduzione di circa un miliardo su luglio 2021 e in calo sui valori massimi raggiunti a novembre 2015. È quanto risulta dal consueto rapporto mensile dell’Abi, l’associazione bancaria italiana, nel quale si precisa come il rapporto tra sofferenze nette e impieghi permane sotto l’1% e ha fatto segnare a luglio 2022, a 0,95%, lo stesso valore di aprile 2022.

Ad agosto sono cresciuti i tassi di interesse sul totale dei prestiti dopo l’aumento dello 0,50% del tasso di politica monetaria della Bce anche se permangono su livelli bassi. Secondo l’Abi il tasso medio sul totale dei prestiti è del 2,32%, salito rispetto al 2,25% di luglio. Il tasso sui mutui per l’acquisto di abitazioni è stato pari al 2,13%, in lieve flessione sul 2,15% del mese precedente. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è l’1,26%, in calo rispetto all’1,31% di luglio. L’euro garantisce «una condizione di maggiore stabilità sul lato dei tassi di interesse», ha detto il vicedirettore generale dell’Abi, Gianfranco Torriero, che ha sottolineato come uno dei temi fondamentali da considerare, «ê che partiamo da un livello di tassi particolarmente basso, quindi da condizioni particolarmente favorevoli per i prenditori. Ci saranno incrementi, ma permarranno su un livello di tassi ancora strutturalmente basso rispetto all’esperienza storica dell’Italia, quando avevamo la lira e non l’euro».

In accelerazione i prestiti a imprese e famiglie che sono stati pari a 1.351 miliardi, in aumento del 4,1% rispetto a un anno fa, a fronte del +3,9% di luglio. A luglio, per i prestiti alle imprese è stato registrato l’aumento tendenziale del 3,7%, mentre quelli alle famiglie l’incremento è stato del del 4%.

Positiva la dinamica della raccolta sul fronte dei depositi, mentre continua a diminuire quella da obbligazioni, confermando un trend in atto da alcuni mesi. Nel dettaglio, la raccolta diretta complessiva ha registrato un aumento del 2,4% su base annua. I depositi sono pari a 1.860,7 miliardi, in aumento di 61 mld di euro sull’anno precedente, evidenziando un balzo del 3,4% su base annua, ma comunque in frenata rispetto al +3,8% di luglio.

I depositi, invece, sono risultati in calo rispetto a luglio, quando erano pari a 1.874,5 miliardi. La raccolta tramite obbligazioni è scesa di circa 12 mld negli ultimi 12 mesi, con un decremento del 5,7%.
Fonte: