Nel secondo trimestre frena la raccolta del risparmio gestito

di Paola Valentini
Raccolta netta negativa nel secondo trimestre per l’industria italiana del risparmio gestito a causa di un mix di fattori, dalla guerra in Ucraina all’aumento di tassi e inflazione, che hanno messo ko i mercati finanziari. Il periodo aprile-giugno si è chiuso con flussi in rosso per 4,17 miliardi, di cui -851 milioni sui fondi comuni aperti, +1,63 miliardi sui chiusi e -4,96 miliardi nelle gestioni di portafoglio, dopo i 10,92 miliardi dei primi tre mesi (+12,77 miliardi nei fondi aperti, +1,22 miliardi nei chiusi e -3,07 miliardi nelle gestioni). Da inizio anno il saldo resta comunque positivo per 6,75 miliardi (+11,92 miliardi nei fondi comuni aperti, +2,86 miliardi nei chiusi e -8,03 miliardi nelle gestioni). Questi numeri emergono dalla mappa trimestrale di Assogestioni che completa e aggiorna i dati pubblicati ogni mese i quali coprono circa il 90% del mercato.

Azionari in forma

Ma se i fondi comuni aperti hanno visto la raccolta andare in rosso, al loro interno c’è un dato che spicca ed è quello degli azionari, che sono positivi nonostante le difficoltà delle borse. Nel trimestre hanno raccolto 6,37 miliardi dopo i 9,24 miliardi dei primi tre mesi per un totale da gennaio di 15,6 miliardi. Assieme ai fondi bilanciati (1,69 miliardi per un totale di 6,94 miliardi nei sei mesi) sono l’unica categoria in attivo nel secondo trimestre. Gli obbligazionari infatti hanno avuto una raccolta negativa per 9,87 miliardi dopo i -5,41 miliardi del primo trimestre, i flessibili sono a -780 milioni dai +364 milioni del primo trimestre, gli hedge a -20 milioni dai -36 milioni nel primo trimestre. Discorso a parte meritano i fondi monetari, che spesso sono utilizzati prevalentemente per il parcheggio della liquidità interna delle società di gestione e quindi sono meno influenzati dai movimenti della domanda: nel trimestre hanno raccolto 1,7 miliardi (3,36 miliardi nei primi tre mesi).

Patrimonio in calo

Il patrimonio in gestione a fine giugno è sceso a 2.257 miliardi per via dell’effetto mercato che, spiega l’associazione presieduta da Carlo Trabattoni, ha comportato una variazione di circa il -7% del patrimonio. «Limitato l’impatto dell’effetto raccolta, come confermano le sottoscrizioni dei fondi aperti, che mostrano un saldo sostanzialmente invariato per un patrimonio gestito complessivo di 1.095 miliardi», osserva Assogestioni.

Pir poco mossi

Nessuna variazione sostanziale per i Piani Individuali di Risparmio: tra aprile e giugno scorsi i fondi Pir ordinari hanno rilevato deflussi per 195 milioni di euro, mentre i Pir alternativi afflussi netti positivi pari a 152 milioni, per un saldo complessivo di -43 milioni di euro nel periodo. Il patrimonio complessivo, censito sulla base di 65 Pir ordinari e 13 Pirt alternativi, risulta pari a 18,9 miliardi.

I risultati delle singole sgr

Tra le singole società i risultati del secondo trimestre vedono in rosso i big Intesa Sanpaolo (-4,67 miliardi di euro) e Assicurazioni Generali (-3,91 miliardi). Nel caso della compagnia triestina a pesare sono stati principalmente movimenti interni legati anche al pagamento del dividendo sui risultati del 2021 avvenuto in maggio (monte totale di 1,69 miliardi di euro) che ha comportato l’uscita della liquidità parcheggiata nei fondi monetari del gruppo, contabilizzata ad aprile (maggio e giugno sono stati infatti positivi per Generali). Amundi ha chiuso il trimestre a -379 milioni. A raccogliere di più sono stati invece Poste Italiane (+1,35 miliardi), Mediolanum (+1,04 miliardi), Arca (734 milioni), Deutsche Bank (616 milioni), M&G (437 milioni), Pictet (407 milioni) e Anima (+386 milioni di euro). Va ricordato che Azimut non comunica più i dati da quando, lo scorso luglio, è uscita da Assogestioni.

Anima, flussi positivi

Questi i dati del semestre trascorso, ma è importante ora verificare se l’incertezza sui mercati per via delle forti difficoltà sull’approvvigionamento di energia in Europa sta facendo tornare l’avversione al rischio. I dati delle reti quotate in uscita in questi giorni potranno dare segnali. Per ora a uscire allo scoperto è stata Anima, che per agosto ieri ha comunicato flussi sempre positivi e pari a 28 milioni di euro ma in frenata rispetto agli oltre 100 milioni di luglio. (riproduzione riservata)
Fonte: logo_mf