La raccolta del risparmio gestito torna positiva

A LUGLIO SALDO NETTO DI 5,4 MILIARDI DOPO IL ROSSO DI 1,16 DI GIUGNO. IN RIPRESA ANCHE I FLUSSI SUI PRODOTTI OBBLIGAZIONARI
di Paola Valentini
Ancora presto per dire se il peggio dei mercati sia alle spalle, ma a luglio, anche grazie al mini recupero dei listini in quel mese, il risparmio gestito ha registrato un forte rimbalzo della raccolta, che con 5,4 miliardi di euro ha rivisto l’attivo dopo il rosso di giugno (-1,16 miliardi). Il saldo annulla i deflussi del secondo trimestre (-4,17 miliardi) e porta il patrimonio complessivo a 2.334 miliardi. Da inizio anno i flussi sono pari a 12,15 miliardi.

Il risultato di luglio, come emerge dalla mappa mensile di Assogestioni, l’associazione italiana del risparmio gestito presieduta da Carlo Trabattoni ( Generali), è sostenuto dai fondi aperti che virano in attivo con flussi di oltre 2,6 miliardi dopo il rosso di 2 miliardi di giugno (da inizio anno +14,5 miliardi). Lo spaccato della macrocategoria evidenzia anche il primo dato positivo da inizio anno per i prodotti obbligazionari a +1,44 miliardi a luglio, segno che probabilmente gli investitori ritengono scontato dal mercato il movimento rialzista sui tassi. Confermato anche il forte interesse dei sottoscrittori italiani per i fondi azionari che, nonostante tutte le difficoltà delle Borse di quest’anno, raccolgono oltre 1,7 miliardi, in linea con i mesi precedenti (17,3 miliardi da gennaio), mentre bilanciati e flessibili registrano rispettivamente 143 e 484 milioni di di deflussi (per un totale di +6,7 miliardi e -899 milioni da inizio 2022).

Luglio segna anche il mese migliore da inizio anno per la raccolta dei fondi chiusi, che hanno fatto registrare afflussi netti per 1,1 miliardi (3,9 miliardi nei sette mesi), portando il totale di sottoscrizioni delle gestioni collettive (quindi fondi chiusi più fondi aperti) a 3,7 miliardi dopo i -1,4 miliardi di giugno (+18,5 miliardi da gennaio), per un patrimonio di 1.212 miliardi, equivalente al 52% degli asset totali dell’industria.

Il restante 48% del patrimonio, 1.122 miliardi, è destinato alle gestioni di portafoglio, la cui raccolta netta a luglio si è attestata a +1,6 miliardi, in aumento dai 239 milioni di giugno (ma ancora in rosso per 6,4 miliardi da gennaio).

Al primo posto nel mese si piazza il gruppo Intesa Sanpaolo con flussi per 2,3 miliardi di cui 1,8 miliardi riferiti a Eurizon e 486 milioni a Fideuram. Seguono le Generali con 748 milioni, Poste con 656 milioni, il gruppo Cassa Centrale Banca con 496 milioni e Mediolanum con 426 milioni. Bene anche Anima con 198 milioni e Arca con 214 milioni. In rosso invece Axa Im (-304 milioni9), Amundi (-211 milioni), Ubs Am (-174 milioni), Bnp Paribas (-140 milioni), Mediobanca (-85 milioni) e Deutsche Bank (-54 milioni). Tra le società di gestione estere che in Italia non dispongono di una propria rete di distribuzione Jp Morgan Am ha registrato flussi per 30 milioni confermandosi al secondo posto per masse (47 miliardi) in questo gruppo di sgr dopo Blackrock con 92,4 miliardi (ma in questo dato sono inclusi anche gli Etf e la società non lo aggiorna mensilmente). Positiva la raccolta anche per M&G con 75 milioni. Invece Morgan Stanley ha archiviato il mese con un dato negativo (-22 milioni) come Schroders (-92 milioni) e Templeton (-63 milioni). Azimunt non comunica più i dati da luglio, quando ha annunciato a sorpresa l’uscita da Assogestioni. (riproduzione riservata)
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