Agenti contro Ivass sulla RcAuto

SNA PRONTO A FARE RICORSO CONTRO L’OBBLIGO DI OFFRIRE AI CLIENTI PIÙ PREVENTIVI
di Anna Messia
Questa volta il terreno di scontro è l’Rc Auto. Gli agenti di assicurazione dello Sna, secondo quanto risulta a MF- Milano Finanza, starebbero preparando per metà settembre un nuovo ricorso al Tar contro l’Ivass. Nel mirino c’è l’ultimo regolamento emanato dall’Istituto guidato dal direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini che obbliga in particolare gli agenti plurimandatari, che hanno mandati da parte di più assicurazioni, a presentare ai clienti i preventivi offerti da tutte le compagnie per conto delle quali lavorano. Un confronto che dovrà avvenire tramite l’accesso al Preventivass, il preventivatore online messo a punto dall’Ivass in collaborazione con il ministero dello Sviluppo Economico, fornendo al cliente le proposte di un contratto base, che rispetti quindi le clausole minime ad adempiere all’obbligo di legge Rc Auto. Novità, secondo lo Sna, tali da rendere di fatto impossibile l’operatività degli agenti e nei giorni scorsi, in una lettera inviata al titolare del Mise, Giancarlo Giorgetti, il sindacato ha sollevato la questione. «Mentre gli agenti monomandatari, che operano con un’unica impresa assicurativa, nel caso in cui il cliente avesse già interrogato il preventivatore Ivass sono esentati dall’obbligo informativo, i plurimandatari saranno invece tenuti a completare i dati per ottenere i preventivi non consultati dalle compagnie, con evidente aggravio gestionale», si legge nella lettera firmata dal presidente Sna, Claudio Demozzi, nella quale si sottolinea che analoghi obblighi non spetterebbero ai broker e ai subagenti, con il cliente che «non avrebbe quindi analoghi diritti d’informativa corretta e trasparente», rivolgendosi a intermediari diversi. Posizioni respinte al mittente dall’Ivass dove si sostiene che il preventivatore è uno strumento di tutela del consumatore che favorisce trasparenza e concorrenza. Un tool voluto dal legislatore con la normativa secondaria emanata da Ivass dopo un’ampia consultazione con il mercato. L’Ivass, con il trascorrere del tempo e con l’esperienza maturata non esclude tra l’altro possibili adattamenti che si rendessero utili ma intanto gli agenti non demordono. I veicoli assicurati in Italia sono 30 milioni con contratti Rc auto che scadono ogni anno, ricordano. «In pratica dovrebbero essere effettuate almeno 30 milioni di interrogazioni al preventivatore, con 30 milioni di supporti cartacei che dovrebbero essere conservati almeno 5 anni con un aggravio assolutamente non proporzionale ai vantaggi che l’utenza potrà ricavarne», sottolineano da Sna, pronti a portare il fascicolo al Tar dove già a giugno 2021 (grazie a una questione procedurale) l’avevano spuntata contro l’Ivass annullando, in quel caso, l’obbligo di comunicare alle compagnie eventuali accordi con altre assicurazioni o broker. Questa volta la situazione sembra più complicata e il tempo a disposizione poco considerando che le imprese dovranno allinearsi alle nuove norme entro il 31 ottobre prossimo e il 28 febbraio 2023 toccherà agli intermediari. (riproduzione riservata)
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