Startup in cerca di business

TERMINATE LE VACANZE TANTE NUOVE IMPRESE, PER LO PIÙ DIGITALI, TENTANO DI GUIDARE LA RIPRESA
di Carlo Valentini
In archivio le vacanze, anche le startup riprendono il cammino. «Sono il nuovo modo di fare impresa», assicura l’economista Vittorio Ceretti. Aggiunge un altro economista, Piero Formica: «Lo sviluppo vigoroso e sostenibile dipende da quelle imprese innovative che spostano in avanti la frontiera dell’economia, trasformando e alzando la capacità di produrre beni e servizi. Pensiamo alla tecnologia digitale che prevale sul modello d’impresa ritagliato sull’hardware che è stato in Italia e Germania al centro del miracolo economico del dopoguerra. Ci permettono di ridurre il ritardo sin qui accumulato le startup innovative che salgono sul treno del commercio elettronico, dell’internet delle cose e dell’intelligenza artificiale». Vediamo alcune di queste startup che si stanno facendo largo.

Unicredit a fine agosto ha premiato Akuis, a Tolmezzo (Udine), fondata da Alessandro Englaro (ingegnere) e Mattiarmando Chiavegato (architetto), che hanno ideato Sintesi, la digital gym che racchiude tutti gli attrezzi di una palestra completa in soli due metri quadri di spazio e può trovare spazio sia a casa che a bordo di uno yacht. Spiegano: «L’attrezzo è composto da due elementi tubolari in alluminio (200x11cm, peso 9kg ciascuno), che possono essere posizionati sia in orizzontale, tramite l’accessorio pedana, sia in verticale in funzione delle esigenze di allenamento per sfruttare spazi altrimenti non utilizzati come angoli e colonne. E grazie all’esclusiva App installata nel tablet in dotazione, è possibile accedere a un database di oltre 200 esercizi».

Mentre il premio Le Fonti è stato vinto da Revoluce, sede a Salerno, che vuole raggiungere i 25mila clienti entro il 2025. Fornisce luce e gas naturale con un modello innovativo: «Siamo la prima società di energia ricaricabile in Italia -dice Giuseppe Dell’Acqua fondatore e Ceo di Revoluce. – Il cliente carica il suo conto, consuma e vede la spesa addebitata giorno per giorno e calcolata con il prezzo al kWh tutto incluso e senza costi fissi».

Il crowdfunding è ivenuto in aiuto della nutrizionista Chiara Manzi, che con Danilo Pertosa ha dato vita alla startup Antiaging Italian Food, ovvero cibo sano, senza grassi, a cottura lenta che viene spedito in tutto il mondo. Sono stati raccolti 400mila euro, il massimo consentito. «L’obiettivo- dice Manzi- è promuovere la diffusione di una cucina ncentrata sui piatti iconici della tradizione italiana rivisitati in chiave salutista. Offriamo la possibilità di mangiare con gusto, anche dolci, pizza e pasta, restando in forma e guadagnando in salute. Si sceglie dal menù e con apposite confezioni spediamo i prodotti anche all’estero, con le istruzioni su come presentarli a tavola».

Due giovani vicentini under 30, Cesare Vicentini e Davide Sardei, hanno creato Getfy: aiuta ristoranti, pub, bar e locali a divenire Covid-free. «La piattaforma – dicono- permette da un lato al cliente di prenotare e pagare direttamente dal proprio smartphone, e dall’altro all’esercente di monitorare ingressi e uscite dal locale, nonché di verificare l’idoneità all’accesso scansionando il Green Pass, avendo sempre sotto controllo il numero dei presenti al fine di evitare sovraffollamenti e garantire la sicurezza. Inoltre grazie alla possibilità di richiedere un deposito cauzionale, mediante carta di credito, siamo riusciti ad assicurare i posti prenotabili, in modo tale che, in un periodo di riduzione dei coperti disponibili non vi è stata una sostanziale defezione in termini di arrivo al locale”. L’App viene già utilizzata da 20mila persone nei week end.

Bit Mobility invece cavalca il trend del monopattino e offre un servizio di noleggio. Ha sottoscritto una partnership con un’altra startup, Thefaculty, in pratica un’App-gioco, si tratta di quiz sulle materie dei corsi di laurea, con domande scritte da professionisti delle varie discipline. Giocando, gli studenti possono guadagnare gettoni da usare come sconti offerti dai partner dell’App, tra cui appunto Bit Mobility. «Abbiamo due obiettivi principali -dice Federica Gussago, di Thefaculty- il primo è proporci come la community di riferimento che dà un aiuto concreto agli studenti universitari per superare gli esami. Il secondo è sviluppare un nuovo canale di digital marketing che i brand possono utilizzare per conquistare un target difficile, quello della Generazione Z». Tra le aziende che hanno aderito vi sono Esserlunga, Q8, Just Eat, FlixBus, McFIT, la Feltrinelli, Gardaland.

Il noleggio è anche il core business di Johix, che propone lo slogan: da un’economia del possesso a un’economia dell’accesso. La scommessa (ardita) è diventare l’ Amazon del noleggio. Racconta il suo ideatore, Andrea Francalancia: «Le difficoltà legate al noleggio sono molte più di quelle che sembrano e riguardano la gestione di più provider, la logistica, l’assistenza, l’assicurazione dei beni e la gestione di pagamenti dilazionati o rateali. Ho scelto così di creare una soluzione che potesse rendere il noleggio il più semplice possibile. Noleggiamo quasi di tutto. Dal prossimo anno anche prodotti per l’infanzia, attrezzature medicali, sistemi di domotica, d’allarme e strutture di micromobilità. Il fatturato nel 2021 raggiungerà i 310 000 euro.

Bein: offre la semplificazione delle comunicazioni tra amministratori e condòmini. Come funziona? “Una volta che l’amministratore di condominio si iscrive a Bein – spiegano i due fondatori, Sergio Stefanoni e Daniela Longoni- i condòmini possono scaricare, gratuitamente, l’App che permette di ricevere e archiviare tutte le comunicazioni sul proprio smartphone con lo stesso valore legale di una raccomandata. Oltre a questo, si possono inviare messaggi al proprio amministratore allegando file e foto. La piattaforma presenta una sezione che consente di partecipare ad assemblee condominiali online, con lo stesso valore legale di quelle in presenza, presumibilmente con minori litigi».
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