Rassegna Stampa assicurativa 22 settembre 2021

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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L’Ivass, l’istituto di controllo del settore assicurativo, ha alzato la guardia sulla sicurezza dei sistemi informatici delle compagnie di assicurazione creando un team di ingegneri informatici chiamati a testare sul campo la tenuta delle imprese che operano in Italia. Una squadra creata con esperti interni all’Ivass che, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, sono pronti ad entrare in azione in un’ispezione avviata in questi giorni nei confronti di Eurovita, la compagnia controllata dal fondo di private equity Cinven.
«Evergrande sembra la Lehman cinese», ha scritto in un tweet Uday Kotak, il fondatore della banca indiana Kotak Mahindra, con una fortuna personale di 16,5 miliardi di dollari. E qui si apre la domanda: fino a che punto si spingerà la Cina nel suo giro di vite sul settore immobiliare? Fino a lasciar fallire Evergrande, il maggior emittente di bond ad alto rendimento in Asia? Con i suoi 305 miliardi di dollari di debito sulle spalle, il più grande per un gruppo immobiliare sul pianeta, il futuro del colosso cinese è sul tavolo dei maggiori desk operativi al mondo. Anche perché gli analisti si stanno ormai chiedendo se il presidente Xi Jinping sia disposto a rischiare un deragliamento della crescita economica.
Èstato il gruppo Generali ad aggiudicarsi quest’anno il premio della critica degli Insurtech Awards assegnati nella sessione finale dell’Italian Insurtech Summit, l’evento di due giorni (20-21 settembre), dedicato all’innovazione nel settore assicurativo, organizzato dall’Italian Insurtech Association (IIA). «Le motivazioni sono legate agli sforzi ed alle molteplici iniziative del gruppo Generali in ambito digitalizzazione ed investimenti in Insurtech», spiega il presidente di IIA, Simone Ranucci Brandimarte. «lI messaggio emerso dall’evento è che l’Insurtech non è un volano di disintermediazione ma supporta gli agenti a diventare bionici. Servono poi maggiori start up in Italia e più competenze digitali nel settore», conclude.
Cambio al vertice di Banca Mediolanum. Ieri il consiglio di amministrazione dell’istituto ha preso atto delle dimissioni dalla carica di presidente e amministratore rassegnate dal fondatore Ennio Doris. «Superando la soglia degli 80 anni penso sia venuto il momento di ridurre almeno in parte il mio impegno quotidiano nella banca», ha detto Doris, la cui sostituzione sarà oggetto di prossime deliberazioni del board, con il supporto delle preventive valutazioni da parte del comitato nomine e governance della banca.

 


L’ex amministratore della srl non risponde dei debiti fiscali della società estinta .
Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con l’ordinanza numero 25530 del 21 settembre 2021, ha accolto il ricorso di un consulente fiscale accusato di aver ideato la frode per evadere l’Ires.
Paralisi della produzione, contaminazione degli alimenti, esfiltrazione dei dati con richiesta di «riscatto» per sbloccarli o non divulgarli. Sono i rischi che corre il sistema agroalimentare per possibili attacchi, neppure troppo remoti, di pirateria informatica. «Il food vale il 15% del Pil italiano ed è uno dei possibili settori di interesse per un attacco informatico; gli hacker colpiscono dove c’è denaro. Tutte le aziende del settore sono vulnerabili»: lo dice a ItaliaOggi, Filadelfio Emanuele, chief information security officer & security operation manager presso CybergON, la business unit di Elmec Informatica, dedicata alla sicurezza informatica. Ad essere in pericolo è tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione. «C’è sempre più digitalizzazione nel food per la forte spinta al mercato online; vengono utilizzati strumenti sempre più avanzati, magazzini robotizzati. Questo porta ad un aumento del rischio perché ci sono più accessi».
Francesco Gaetano Caltagirone ha comprato altre azioni di Generali Assicurazioni, salendo al 6,26%. La quota del patto di consultazione tra Caltagirone e Del Vecchio è così salita al 12,43% del capitale. E tallona da vicino Mediobanca che ha in mano il 12,9% e che da sempre è il socio di riferimento del Leone di Trieste.

corsera

  • Generali, Caltagirone  cresce ancora e sale al 6,27% del capitale
Francesco Gaetano Caltagirone arrotonda ancora una volta la quota in Generali. Attraverso quattro distinte operazioni di acquisto ha aumentato la propria partecipazione nel gruppo assicurativo al 6,27%. Una mossa che consente al patto di consultazione costituito da Leonardo Del Vecchio, dallo stesso Caltagirone e dalla Fondazione Crt (lo ha reso noto nelle ultime ore), di avvicinare, con una quota complessiva del 12,4%, la partecipazione detenuta da Mediobanca, pari al 12,9%. Le operazioni di acquisto, del resto, rappresentano le manovre in vista del rinnovo del consiglio di amministrazione del gruppo assicurativo, con tanto di battaglia contro Piazzetta Cuccia da parte dei principali soci privati. L’obiettivo di questi ultimi è la nomina di un nuovo amministratore delegato per l’avvio di un nuovo corso, mentre Mediobanca caldeggia la riconferma dell’attuale vertice.
  • Svolta in Banca Mediolanum. Doris: ho 81 anni, mi dimetto
Quarant’anni dopo il famoso incontro di Portofino con Silvio Berlusconi, da cui nacque il 2 febbraio 1982 Programma Italia e, nel 1997, Banca Mediolanum, Ennio Doris lascia il gruppo che ha fondato. Sarà presidente onorario, in attesa che il consiglio di amministrazione individui, entro fine mese, il prossimo presidente, mentre il mandato manageriale rimane saldamente in mano al figlio Massimo Antonio.

  • Generali, Caltagirone sale e sulla governance Trieste chiama Marchetti

Handelsblatt

 

  • Premi diversi per vaccinati e non vaccinati? – Il capo della R+V mette in gioco le tariffe in base allo stato di vaccinazione
Coloro che si rifiutano di essere vaccinati potrebbero affrontare costi assicurativi più elevati. I protezionisti dei consumatori criticano la proposta del capo di R+V Norbert Rollinger: “Non c’è nessun obbligo di vivere in modo sano”. È una dichiarazione con esplosivi socio-politici. “Come industria assicurativa, prima o poi dovremo pensare a differenziare le tariffe in base allo stato di vaccinazione”, ha detto Norbert Rollinger, CEO dell’assicuratore cooperativo R+V, al portale internet T-Online. In pratica, l’iniziativa del capo della R+V potrebbe significare che in futuro, per esempio, sarà fatta una distinzione all’interno dell’assicurazione sanitaria tra i clienti con protezione vaccinale completa contro il Covid-19 e quelli non vaccinati. Le compagnie di assicurazione sanitaria sono già autorizzate a differenziare tra fumatori e non fumatori, per esempio. La conseguenza potrebbe essere un aumento dei costi per i clienti non vaccinati. Prestazioni limitate sarebbero anche concepibili se un cliente non vaccinato si ammalasse di Covid-19.