Professionisti in attesa di tutele

UNA PANORAMICA SULLE NORME IN DISCUSSIONE IN PARLAMENTO CHE COINVOLGONO LE CATEGORIE

di Michele Damiani
Equo compenso rafforzato e tutela nel caso di malattia del professionista. Ma anche lauree abilitanti, con la possibilità di rivedere il sistema di suddivisione di alcuni albi professionali, nonché la riforma dell’abilitazione forense. Sono i principali provvedimenti in discussione in Parlamento che riguardano i professionisti e che ci si attende vengano approvati (o almeno discussi) nel prossimo autunno.

Equo compenso. Uno dei provvedimenti più attesi è certamente la proposta di legge a prima firma Giorgia Meloni che mira a rafforzare la norma sull’equo compenso. La tutela sulle paghe dei professionisti, infatti, è già presente in Italia, essendo stata introdotta dalla legge di bilancio 2018 (legge 205/2017). La nuova proposta ha come obiettivo principale quello di estendere la tutela verso tutti i clienti dei professionisti (ora è prevista solo per i cosiddetti clienti forti, ovvero banche, assicurazioni e grandi imprese). Uno dei punti maggiormente discussi riguarda l’inserimento della pubblica amministrazione tra i soggetti obbligati a rispettare il principio (secondo la recente sentenza 0904/2021 del Tar Lazio, ad esempio, per la Pa bisogna immaginare un’applicazione flessibile del principio, si veda ItaliaOggi del 2 settembre). Il provvedimento accorpa una serie di proposte già presentate negli anni scorsi e la sua ultima apparizione in Parlamento è datata 29 luglio 2021, quando l’assemblea della Camera ha rimandato in commissione il testo per la definizione di alcune modifiche, chieste anche dalle associazioni.

Malattia dei professionisti. Il provvedimento che da più tempo è in discussione è il disegno di legge che introduce una tutela nel caso in cui il professionista sia in malattia nel periodo in cui si presenta una scadenza per un adempimento fiscale o contributivo. Viene previsto un cuscinetto di tempo di trenta giorni all’interno del quale il professionista potrà adempiere all’invio della documentazione. Il ddl è stato presentato nell’agosto del 2019, prima dell’emergenza Covid. Con l’esplosione della pandemia, il disegno di legge è salito ancor di più agli onori delle cronache professionali. Per una sua analisi ed eventuale approvazione, si è in attesa di una valutazione dalla funzione pubblica sugli effetti economici della norma.

Lauree abilitanti. Il provvedimento che è più avanti, invece, è quello delle lauree abilitanti. Lo scorso 23 giugno, infatti, il disegno di legge in materia è stato approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati e la riforma è uno dei punti del Pnrr su cui punta maggiormente l’esecutivo. Oltre all’approvazione in Senato, comunque, sarà necessario attendere una serie di decreti attuativi per la piena entrata in vigore della nuova disposizione. Inoltre, per le professioni che potranno richiedere la trasformazione del titolo universitario in futuro, si dovrà procedere con nuovi regolamenti ministeriali. La proposta, infine, contiene anche una parte dedicata a una nuova razionalizzazione degli albi professionali, tema particolarmente caro ai professionisti tecnici.

Abilitazione forense. Gli avvocati sono esclusi dalle lauree abilitanti visto che la norma riguarda solo quelle professioni che non richiedono un tirocinio obbligatorio post lauream. L’abilitazione forense, comunque, è un tema in discussione e protagonista di una proposta di legge discussa l’ultima volta in commissione giustizia alla Camera lo scorso 7 luglio.

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