Processo snello in dieci mosse

NELLA DELEGA APPROVATA DAL SENATO UN DECALOGO PER SFOLTIRE L’ARRETRATO E TAGLIARE I TEMPI
di Dario Ferrara
Processo civile semplificato in dieci mosse. La legge delega approvata dal senato contiene un vero e proprio decalogo per ridurre gli arretrati della giustizia e la durata monstre delle cause. Ora il ddl delega (As 1662) passa all’esame della Camera. Quali sono le tappe fondamentali? In primo grado la causa deve arrivare alla prima udienza già definita nelle domande, nelle eccezioni e nelle richieste di prove. E ancora: più tutela al credito nell’esecuzione forzata, addio al doppio binario del rito Fornero nelle cause di lavoro, un solo rito e un solo tribunale per le controversie in tema di famiglia, persona e minori. Incentivi anche fiscali alle forme di giustizia alternativa. In appello filtro di ammissibilità razionalizzato e fase istruttoria semplificata. In Cassazione rinvio pregiudiziale del giudice di merito su una questione nuova di puro diritto. Stabilizzate le modalità online introdotte per l’emergenza Covid-19: trattazione scritta e udienze da remoto. Più garanzie d’imparzialità nell’arbitrato. Senza dimenticare il potenziamento dell’ufficio del processo, che sbarca anche in Cassazione: «un’innovazione in cui credo fermamente», spiega la guardasigilli Marta Cartabia.

Atti chiari. Sono introdotti in primo grado termini intermedi dopo gli atti introduttivi per definire le domande, le eccezioni e le richieste di prova: così il giudice può imprimere un corso alla causa, ammettendo le prove, rimettendola subito in decisione o inviando le parti in mediazione.

Anche la persona citata in giudizio nella comparsa di risposta deve «proporre tutte le sue difese e prendere posizione sui fatti», indicando anch’egli «i mezzi di prova e i documenti».

Prima dell’udienza l’attore deve presenta ulteriori documenti e memorie a fronte delle eccezioni sollevate dal convenuto, o precisare i mezzi di prova, pena la decadenza del processo. Alla prima udienza le parti devono presentarsi personalmente e il giudice stabilisce subito un calendario del processo, con la successiva udienza entro novanta giorni.

Addio udienza di precisazione delle conclusioni e per il giuramento del consulente tecnico d’ufficio. Snellita la fase decisoria. Ordinanza immediata di accoglimento o rigetto, reclamabile e non idonea al giudicato. All’atto di citazione chi inizia la causa deve esporre subito «i fatti e gli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda», indicando anche «i mezzi di prova dei quali l’attore intende valersi e dei documenti che offre». Procedimenti in camera di consiglio e funzioni trasferite ai professionisti nei procedimenti di volontaria giurisdizione. E in appello? Si riducono le possibilità di sospendere l’efficacia della decisione di primo grado. Torna il consigliere istruttore. In secondo grado l’impugnazione «che non ha una ragionevole probabilità di essere accolta» sarà «dichiarata manifestamente infondata»: la decisione è «assunta a seguito di trattazione orale con sentenza succintamente motivata».

In Cassazione si riducono ancora le udienze in forma pubblica; addio alla sesta sezione, con la funzione di filtro sui ricorsi che è attribuita alle altre cinque. Solo atti chiari e sintetici per chi si rivolge al giudice di legittimità.

Arriva il rinvio pregiudiziale: il giudice del merito può investire la Suprema corte su questioni nuove di puro diritto che presentano difficoltà d’interpretazione. Ancora. Addio formula esecutiva all’inizio dell’espropriazione. Termini ridotti, snellito il pignoramento presso terzi. Ampie deleghe ai professionisti per aiutare i giudici nelle esecuzioni immobiliari. E con la vente privée sarà lo stesso debitore esecutato a vedere il cespite.

Largo alle astreinte, le penalità di mora che costringono la parte ad adempiere in caso d’inosservanza di termini o inattività.

Nel lavoro un unico procedimento per i licenziamenti con corsia preferenziale alla trattazione della reintegra nel posto rispetto ai temi connessi. La procedura di convalida, di licenza per scadenza del contratto e di sfratto per morosità è estesa ai contratti di comodato di beni immobili e di affitto d’azienda.

Risoluzione stragiudiziale. Incentivate le Adr, alternative dispute resolution. Credito d’imposta alla parte sulle spese legali per la mediazione. E anche nella negoziazione assistita patrocinio a spese dello Stato per i non abbienti.

Obbligatorio il tentativo di conciliazione nei contratti di durata: franchising, consorzio, contratti d’opera, rete, società di persone e subfornitura. Monitoraggio di cinque anni sull’obbligatorietà. Aumentano il peso della mediazione demandata dal giudice la formazione per mediatori e organismi di conciliazione. Negoziazione assistita dagli avvocati nelle controversie di lavoro. E in quelle sull’affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori del matrimonio. Possibile per i coniugi pattuire in sede stragiudiziale l’assegno divorzile in unica soluzione.

L’amministratore del condominio è legittimato ad attivare il procedimento di mediazione, ad aderirvi e parteciparvi: l’accordo di conciliazione o la proposta del mediatore sono sottoposti all’approvazione dell’assemblea. Le garanzie d’imparzialità nell’arbitrato crescono grazie all’obbligo di rilevazione e disclosure di eventuali cause di ricusazione. Se le parti sono d’accordo, gli arbitri possono emanare misure cautelari.
Fonte:
logoitalia oggi7