Auto, agosto nero in Italia: immatricolazioni -27%

PESANO LA FINE DEGLI INCENTIVI PER I VEICOLI MENO INQUINANTI E LA CRISI DEI SEMICONDUTTORI. STELLANTIS FA PEGGIO DEL MERCATO
di Francesco Bertolino
Stretto fra la fine degli incentivi e la crisi dei semiconduttori il mercato italiano dell’auto ingrana la retromarcia. Ad agosto le immatricolazioni sono scese di oltre il 27% rispetto allo stesso mese del 2020, passando da 88.973 a 64.689 unità. Secondo il Centro Studi Promotor, il tracollo è dovuto «al venir meno del sostegno alle vendite dato dagli incentivi alla rottamazione previsti per il primo semestre del 2021 per le vetture con emissioni di Co2 comprese tra 61 e 135 gr/km», nonché «all’estendersi della crisi nelle forniture di microchip con ripercussioni pesanti sull’attività produttiva e quindi sui tempi di consegna delle autovetture». Fra le case più colpite dalla carenza di chip figura Stellantis che non a caso ad agosto ha ottenuto risultati inferiori alla media degli altri costruttori. Le immatricolazioni del gruppo nato dalla fusione tra Fca e Psa sono calate del 36,2% a 21.636 unità, per una quota di mercato del 33,4%. Secondo l”associazione delle case automobilistiche estere, nei prossimi mesi la situazione potrebbe peggiorare visto il rapido esaurimento dell’Ecobonus a favore delle auto elettriche pure e ibride plug-in con emissioni 0-60 g/Km Co2. «Una situazione paradossale», sottolinea Michele Crisci, presidente Unrae, «perché, come è noto, con l’esaurirsi dell’Ecobonus rimangono inutilizzabili i fondi complementari stanziati per finanziare l’Extrabonus. In questo modo si sta di fatto bloccando l’acquisto dei veicoli più in linea con gli impegni del Pnrr di accelerare il percorso di decarbonizzazione dei trasporti e lo svecchiamento dell’obsoleto parco circolante italiano». Secondo Crisci, perciò, occorre «un immediato rifinanziamento dell’Ecobonus per le fasce 0-20 e 21-60 g/Km Co2 attraverso un qualsiasi veicolo normativo disponibile in tempi brevi, oppure, in via emergenziale, con un trasferimento parziale nell’Ecobonus delle risorse ferme nell’Extrabonus, facendo così ripartire immediatamente il meccanismo degli incentivi e rilanciando le vendite delle auto elettriche pure e ibride plug-in». A parere di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, «la ripresa dell’economia italiana non può prendere ulteriore slancio se il settore dell’auto si rivela una palla al piede». Parlamento e governo, prosegue, devono «rifinanziare immediatamente gli ecobonus per le auto verdi« e «gli incentivi per le auto da 61 a 135 gr/km di Co2 che dovrebbero esaurirsi entro ottobre e utilizzare poi la legge di Bilancio 2022 per creare le premesse di una politica per l’auto che dia una concreta prospettiva alla transizione verso l’auto elettrica». Da segnalare, infine, la continua crescita in Italia di Tesla, uno dei pochi marchi in crescita anche ad agosto. Nel mese la casa californiana ha immatricolato 308 vetture (+57%), portando il totale da inizio anno a 3.453, più del doppio rispetto al 2020. (riproduzione riservata)
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