Mediazione assicurativa: clausole abusive e affinity i casi più frequenti in Francia

L’Ombusdam francese di mediazione assicurativa ha pubblicato il suo secondo rapporto di attività.

La riduzione del tempo necessario per trattare un caso era uno degli obiettivi fissati dal Mediatore assicurativo francese per l’anno 2020. In accordo con il consiglio di amministrazione, il mediatore si è impegnato a ridurre i tempi di risposta di due mesi entro la fine del 2020 (da 12,6 a 10 mesi, in media). Questo obiettivo è stato raggiunto, dato che il tempo medio di trattamento è sceso a 9,5 mesi entro la fine del 2020.

Quanto al secondo obiettivo la Mediazione intendeva anche trattare il 15% dei suoi casi entro un massimo di tre mesi entro la fine dell’anno. “Alla fine del 2020, il 10% delle soluzioni proposte sono state consegnate entro questo termine. L’obiettivo è di raggiungere il 25% entro la fine del 2021”, si legge nel rapporto dell’Ombudsman.

La presentazione del rapporto è anche l’occasione per il Mediatore di evidenziare alcuni problemi ricorrenti come quelli che si incontrano nelle assicurazioni per affinità o quelli relativi alla presenza di clausole di esclusione non valide in alcuni contratti.

Clausole abusive da eliminare

Il mediatore ha notato che molti contratti contengono ancora clausole di esclusione che sono state invalidate dalla Corte di Cassazione. Tra le altre le clausole relative alla “mancanza di conservazione” o quelle che menzionano i termini “negligenza” o “regole del mestiere”. Il mediatore si è detto “scioccato dal fatto che la professione non tragga le conseguenze dalle decisioni dei tribunali su questo tema (….); e perché il tema è molto attuale: il dibattito sulla validità delle clausole di esclusione è al centro delle controversie pendenti davanti ai tribunali riguardanti la copertura dell’interruzione dell’attività dei ristoratori”, afferma.

Vigilanza nell’assicurazione di affinità

“Vendite forzate”, “manovre fraudolente per ottenere il consenso degli assicurati” …. Il mediatore denuncia le pratiche nel settore delle assicurazioni per affinità, e più particolarmente nel settore della telefonia mobile. In queste controversie, l’assicurato contesta di aver voluto sottoscrivere l’assicurazione al momento dell’acquisto del telefono. “L’assicurato si accorge spesso di un addebito sul suo conto bancario più di quattordici giorni dopo la sottoscrizione, corrispondente al termine di recesso fissato dal Codice del Consumo. L’assicuratore gli dice allora che il contratto vincola le parti per un anno. (…) Si può validamente mettere in dubbio da un lato l’effettiva consegna dei documenti al sottoscrittore, e dall’altro la qualità delle informazioni fornite dal venditore della proprietà principale”. In questo contesto, raccomanda una migliore formazione per i venditori e un’estensione del periodo di ritiro da 14 giorni a un mese.

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