La nuova frontiera del risk management è l’incognita legata alle tematiche Esg

di Carlo Bellavite Pellegrini e Marco Seracini
Per fornire agli studenti del nostro corso di corporate governance un’immagine viva del tema della sostenibilità, recentemente abbiamo fatto il seguente esempio. Immaginiamo di dovere procedere a fare il pricing ex ante dell’equity di un titolo azionario di una società industriale e di volere utilizzare uno dei modelli plurifattoriali alla Fama e French. La letteratura empirica in materia di corporate finance ha messo in luce come esista una relazione inversa fra rating Esg e costo del capitale, diversa peraltro a seconda dei singoli settori. Date queste premesse è pertanto del tutto lecito immaginare di inserire, fra i diversi fattori di rischio, uno o anche più di uno legato al ranking Esg dell’emittente. E pertanto il legame che esiste fra Esg, rischi Esg e attività di risk management dei rischi Esg risulta essere più nitido. Ecco perché «i fattori ambientali, sociali e di governance (Esg) sono parametri non tradizionali che possono influenzare le prestazioni di un’azienda». (Jp Morgan).

In altri termini, le imprese si trovano ad affrontare un panorama in evoluzione di tutela ambientale, rischi sociali e di governance (Esg) che possono avere un impatto sulla loro redditività, successo e persino sopravvivenza. In questo contesto il risk management integrato (Rmi) è diventato uno strumento indispensabile per il superamento della tradizionale clusterizzazione delle diverse aree di rischio, consentendo una visione complessiva e integrata dei rischi, sempre più interconnessi e interdipendenti. Si pensi, per esempio, alle conseguenze del cambiamento climatico e delle misure per contrastarlo, che coinvolgono ormai tutti gli aspetti della vita dell’impresa: da quello finanziario a quello tecnologico, dal marketing alla corporate governance fino all’aspetto reputazionale. È quindi una diretta conseguenza che il risk management Integrato sia ormai un elemento imprescindibile in tutti i processi decisionali aziendali, volti infatti a minimizzare il rischio e, con questo, il costo del capitale. Si parla, infatti, di risk-based management, a voler sottolineare che oggi, come non mai, la corretta individuazione, rilevazione e mitigazione dei rischi, nelle loro interconnessioni, sono diventate fattori strategici dell’azione imprenditoriale.

Le tematiche Esg sono infatti al centro delle attenzioni, e delle scelte, sia degli investitori che, sempre più orientati verso imprese sostenibili, avanzano crescenti richieste di dati sulle performance Esg delle aziende, sia di numerose categorie di stakeholder. Si pensi, inoltre, alle normative emanate da istituzioni internazionali e nazionali che esercitano una sempre crescente pressione sulle tematiche Esg. Negli ultimi dieci anni si è assistito a un progressivo cambiamento della natura dei principali rischi. Secondo il World Economic Forum Global Risk Report, mentre nel 2010 tre dei cinque principali rischi a livello globale (per probabilità di accadimento) avevano natura economica e uno geopolitica, nel 2020 tutti i cinque top risk sono legati all’ambiente: eventi atmosferici estremi, fallimento delle azioni di contrasto al cambiamento climatico, disastri naturali, perdita della biodiversità e disastri ambientali causati dall’uomo. Nel 2021, a questi rischi di natura ambientale, si è aggiunto il rischio biologico (Covid). Non vanno poi sottovalutati gli effetti reputazionali delle policy e delle performance in materia di Esg, effetti che possono costituire un rischio, qualora emerga un gap tra le performance dell’azienda e le aspettative degli stakeholder, ma anche un vantaggio competitivo, quando le aspettative degli stakeholder vengono superate dalle performance effettive dell’azienda.

Si pongono quindi due temi particolarmente delicati: quello della misurazione delle performance in ambito Esg e quello della comunicazione, da cui dipendono in buona parte le aspettative degli stakeholder. Per quanto riguarda il tema della misurazione è necessario comprendere come catturare all’interno dei modelli di pricing esistenti, il contributo alla performance dei fattori Esg. Tali dinamiche sono molto diverse a seconda dei diversi settori, come mettono in luce alcuni primi studi empirici.

Sotto il profilo della comunicazione, sia interna che esterna all’azienda, poiché le informazioni sui rischi stanno ormai alla base di molte decisioni strategiche, operative, di investimento, nonché di acquisto da parte dei consumatori, le aziende devono fornire informazioni Esg tempestive, pertinenti e di qualità. Il mercato è interessato a comprendere come un’organizzazione gestisce i propri rischi Esg per creare e mantenere il valore per gli azionisti o per affrontare le questioni Esg che possono avere un impatto sulla società o sull’ambiente.

Anche al di là degli obblighi informativi in materia di Esg già presenti in numerosi ordinamenti, è indubbio quindi che le aziende traggono, e trarranno sempre più in futuro, anche vantaggi competitivi dal comunicare all’esterno, in modo trasparente, completo e verificabile, i rischi Esg della propria attività e le azioni di mitigazione adottate. (riproduzione riservata)

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