BANKITALIA PER IL GOVERNATORE VISCO LA RIPRESA SI STA RIVELANDO PIÙ FORTE DELLE PREVISIONI AUMENTO DEI PREZZI, BOOM DEL RISPARMIO PRIVATO E RISCHI CYBER NON DEVONO PREOCCUPAREL
Silvia Valente
Nonostante il Covid abbia causato «la più grande recessione d’Italia in tempi di pace, la risposta vitale della produzione, dei consumi e degli investimenti, fa ben sperare per la ripresa in corso», ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nell’intervista a Rai Istituzioni. La pandemia ha causato una crisi globale senza precedenti, dimostrando però la resilienza della coesione nazionale, comunitaria e internazionale. I prezzi dei beni al consumo sono aumentati ma nulla dimostra che l’inflazione continuerà a crescere. La transizione digitale implica rischi e perdita di posti di lavoro eppure, allo stesso tempo, nuove professioni e opportunità. Gli italiani hanno risparmiato di più ma sono nuovamente orientati a consumare, determinando la ripartenza degli investimenti. «Ancora non si sa quale sarà la nuova normalità», eppure alcune evidenze sono rintracciabili. In primo luogo, è chiara la propensione verso il digitale, «ancora più velocemente di quanto immaginato». Sia nella domanda dei consumatori e degli intermediari, sia di conseguenza dal lato dell’offerta, dove la produzione «deve aggiustarsi». Visco si è soffermato sul settore finanziario, affermando «che presto dovrà operare in modo virtuale e saper affrontare gli eventuali rischi informatici».

Proprio sui cyber risk la Banca d’Italia sta infatti investendo in modo consistente. La digitalizzazione «è ormai in corso, e ci saranno imprese che andranno bene, altre che dovranno cambiare molto e altre ancora che non ce la faranno». L’ inevitabile problema occupazionale potrà essere tamponato, secondo il numero uno di Via Nazionale, solo con un duplice processo. Da un lato, la creazione di un sistema di ammortizzatori sociali «più organico e permanente» che continui a prevedere l’indennità di disoccupazione e la cassa integrazione. Dall’altro, percorsi di aggiornamento e di formazione. Nondimeno evidente è la crescita del risparmio privato, riconducibile a due ragioni. I limiti alla mobilità che, soprattutto nella fase iniziale della pandemia, hanno ridotto le possibilità di spesa. E «l’incertezza degli effetti del Covid sulle opportunità future di lavoro e di vita che ha spinto gli italiani a conservare i propri soldi in banca, compresi i fondi accumulati con i sostegni pubblici».

Grazie a questi trasferimenti, la caduta della produzione complessiva dell’anno scorso pari al 9% è ricaduta sulle disponibilità reddituali delle famiglie solo per il 2,5%. Il governatore ha anche sottolineato come «l’aumento del risparmio sia atipico in una cornice recessiva: di solito i redditi scendono, le persone mantengono i consumi attingendo proprio ai risparmi accumulati». Quest’anno ciò non si è verificato, anche se gli italiani già dimostrano di voler dedicare parte del risparmio al consumo. I costi più elevati di petrolio e gas hanno rincarato a cascata il prezzo dell’energia, ma sono incrementi «già avvenuti e che adesso si stanno trasferendo sui beni di consumo». Non ci sono però elementi che evidenzino che questa spinta proseguirà, ha rassicurato Visco. «Nei salari e nelle retribuzioni non sono stati infatti introdotti degli aggiustamenti, a dimostrazione che tali effetti sono temporanei». Inoltr le previsioni del direttivo della Bce «pongono l’inflazione dell’area euro nel 2021 al di sopra del 2%, mentre nei prossimi due anni nuovamente al di sotto». Quindi «non credo ci debba essere il timore dell’inflazione come alcuni pensano», ha ribadito il governatore. Il Covid ci ha insegnato quanto sia importante «la cooperazione internazionale di fronte alle grandi sfide globali, compresa la questione climatica». Nondimeno bisogna sempre farsi trovare pronti, ossia investire «in meccanismi di prevenzione, anche finanziaria», ha poi concluso Visco. (riproduzione riservata)

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