GLI SCENARI STIMATI NEL RAPPORTO SACE: IL 2021 SI CONFERMA ANNO PONTE. IL PNRR FARÀ DA TRAINO
di Roxy Tomasicchio
Una ripresa a più velocità, ma pur sempre ripresa delle esportazioni. Tanto che si potrà tornare ai livelli pre-pandemia, già quest’anno. È la stima rilevabile dal Rapporto export 2021 dell’Ufficio studi di Sace, giunto alla XV edizione, secondo cui, anche se si prospettano scenari differenti, a seconda di alcune variabili come la campagna vaccinale, i punti cardine saranno diversi: l’intera ripresa economica passa dall’export. Quest’ultimo, a sua volta, potrà contare su miglioramenti più accentuati per i beni e non per i servizi. Alcuni settori cresceranno di più. E ci saranno mercati di sbocco privilegiati rispetto ad altri, in una sorta di «podio» olimpico. Senza dimenticare poi l’effetto traino del Pnrr.

«L’export italiano è tornato a crescere dopo l’interruzione della crisi pandemica», ha dichiarato Alessandro Terzulli, Chief economist di Sace, «Stiamo parlando di un vero e proprio “Ritorno al futuro”, da qui il nome della XV edizione del rapporto, che si propone come una guida per le imprese che devono riformulare le proprie strategie e piani commerciali all’estero nella lettura di questo scenario complesso. L’estrema eterogeneità di questa ripresa non è semplice da decifrare e occorrono, oggi più che mai, chiare coordinate delle opportunità sia a livello settoriale che geografico».

I beni faranno meglio dei servizi. Si stima che il commercio internazionale di beni è in netta ripresa nei volumi nei primi sei mesi del 2021, con un incremento di circa il 10% (un tasso simile si era visto nel 2010). Dopo aver segnato una contrazione del 35% lo scorso anno, i flussi mondiali di investimenti diretti esteri seguiranno invece prospettive di ripresa più incerte e sarà necessario attendere la fine del 2022 per assistere a un pieno ritorno ai livelli pre-crisi. Su queste basi, l’export di beni made in Italy crescerà a valore quest’anno dell’11,3%, in rialzo rispetto alle precedenti previsioni e più che compensando quanto perso nel 2020. Grazie a questo risultato, l’Italia potrà mantenere la propria quota di mercato mondiale anche nel 2021. La dinamica delle nostre vendite all’estero si manterrà, anche nel triennio successivo, più accentuata rispetto ai tassi pre-pandemia.
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