Corcos: il risparmio sia un ponte per l’economia reale

PER IL NUMERO UNO DI ASSOGESTIONI IL PUNTO DI PARTENZA DELL’INDUSTRIA È VALORIZZARE PIR, STRATEGIE SOSTENIBILI E DIGITALIZZAZIONE
di Marco Capponi
Il risparmio sia un ponte ponte tra investimenti e ripresa economica del Paese. La missione dell’intera industria dell’asset management, secondo il presidente di Assogestioni Tommaso Corcos, è proprio quella di trasformare la liquidità nel vero motore di crescita del sistema economico. Questo il messaggio di apertura del Salone del Risparmio di Milano, che farà da filo conduttore per tutta la durata della rassegna. Il punto di partenza, ha spiegato il manager, è la valorizzazione dei Pir: «Il 2020 ha visto una serie di cambiamenti normativi», ha evidenziato, «e così ci siamo avvicinati alla formulazione originaria» di tali strumenti. Anche se il 2020 si è chiuso con una raccolta negativa nel primo semestre dell’anno in corso sono tornati gli afflussi: «Siamo arrivati a 20 miliardi di stock, e lo strumento ha investito nei mercati meno capitalizzati oltre 5 miliardi di risorse». Quanto realizzato finora non va però sprecato: «Voglio ricordare», ha avvertito il numero uno dell’associazione di categoria dell’asset management, «che il credito di imposta è in scadenza e andrebbe rinnovato per altri quattro anni».

Ma al di là dei Pir, da dove deve passare la crescita del comparto? Per Corcos il futuro dipende da una combinazione di vari fattori: «Modello di servizio, digitalizzazione, governance e sviluppo sostenibile». Proprio quest’ultimo punto è un pilastro della strategia di consulenza promossa da Assogestioni: «Nei primi sei mesi dell’anno», ha detto Corcos, «la raccolta derivante dai fondi sostenibili è stata superiore a quella complessiva sui fondi aperti». Come rappresentanti di un’industria che, stando ai dati rilasciati martedì, gestisce un patrimonio da 2.545 miliardi, i money manager devono anche «far sentire la nostra voce nei cda, dove hanno potere di parola e hanno lo spazio per prendere una posizione di leadership su questi temi». Altro cardine della trasformazione del settore sarà poi il connubio sempre più forte con la digitalizzazione: «Si tratta di un forte strumento di creazione di valore, un profondo mezzo di organizzazione delle società e portatore di un cambiamento culturale».

Quanto alla gestione della pandemia, infine, il manager ha ricordato le misure vincenti che hanno permesso all’industria di resistere: «Abbiamo saputo tenere aperto un dialogo con i risparmiatori attraverso la formazione e l’educazione, evitando che l’emotività del momento portasse a decisioni sbagliate», ha affermato, per poi ricordare che «un altro fattore di stabilizzazione è stato la presenza degli investitori istituzionali», oltre al fatto che «le società di gestione hanno fatto un grande lavoro sui costi: nel 2020 il cost-income è sceso al 59%, e questo ha dato fiato alla profittabilità». Senza dimenticare il merito «dei governi e delle banche centrali: la Bce ha adottato una politica espansiva, la Commissione Ue ha istituito il Next Generation Eu e questo ha dato respiro a tutti», ha concluso il presidente. (riproduzione riservata)
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