Trasferire agli iscritti la cultura previdenziale

Intervista a pietro de faveri, coordinatore del consiglio di indirizzo generale dell’Eppi

Trasferire agli iscritti cultura previdenziale e far loro conoscere quali siano le iniziative sviluppate dall’Eppi.
Questi i principali obiettivi del Consiglio di indirizzo generale dell’Ente di previdenza dei periti industriali che, in stretta collaborazione con il Consiglio di amministrazione, ha operato a pieno regime anche durante i mesi del lockdown. Ne parliamo con Pietro De Faveri, coordinatore del consiglio di indirizzo generale, che individua nell’analisi e nella revisione dell’impianto assistenziale e previdenziale dell’Ente le priorità da cui partire.

Domanda. Coordinatore De Faveri, può delineare composizione e compiti del consiglio di indirizzo generale (Cig) della Cassa dei periti industriali?

R. Il Cig è composto da 16 consiglieri eletti nei rispettivi collegi elettorali territoriali in rappresentanza di tutti gli iscritti alla Cassa di previdenza. I compiti sono indicati nello statuto dell’ente all’art. 7, e, in modo particolare al comma 6 lettera b), il consiglio deve “definire le direttive, i criteri generali della previdenza degli assistiti”. Compiti non meno importanti sono approvare i bilanci, delineare i criteri di investimento, definire l’utilizzo del fondo di riserva, nonché aggiornare i regolamenti attualmente in essere attraverso la costituzione di apposite commissioni di studio.

D. In linea generale, quali obiettivi si è dato il consiglio per l’attuale mandato?

R. In questo momento gli obbiettivi primari sono due. Trasferire agli iscritti cultura previdenziale e far loro conoscere quali siano le iniziative sviluppate dall’Ente e dal Cig. Lo strumento che da anni sperimentiamo è quello degli incontri sul territorio: ci hanno permesso di instaurare un dialogo diretto e proficuo con gli iscritti, anche raccogliendo loro idee e suggerimenti utili al lavoro delle commissioni di studio.

D. La recente pandemia ha mutato l’ordinaria gestione delle attività del Cig?

R. La pandemia e il lockdown conseguente hanno influenzato l’attività dell’Ente di previdenza, sia dal punto di vista operativo che da quello della gestione dell’emergenza, vista l’introduzione di nuove forme assistenziali collegate alla pandemia. Ma grazie all’attivazione dello strumento della videoconferenza, già in uso in Ente, le sedute si sono intensificate negli ultimi mesi, con il risultato di velocizzare l’analisi delle varie modifiche regolamentari. I nostri regolamenti previdenziale e assistenziale, infatti, fiori all’occhiello dell’Eppi, saranno rimodulati per migliorare il sistema dei benefici, in particolare quelli sanitari ed economici.

D. Quali sono oggi i temi prioritari attualmente all’attenzione del consiglio? E quali i prossimi futuri?

R. Gli obiettivi immediati sono l’approvazione dei nuovi regolamenti, assistenziale e sulla previdenza. Le proposte delle rispettive commissioni di studio sono alla discussione finale, saranno poi deliberate e inviate ai ministeri per l’approvazione. In programma ci sono le modifiche da apportare al regolamento elettorale e a quello degli incontri territoriali, per individuare nuove modalità di contatto e mantenere il dialogo diretto con gli iscritti. In ogni caso, il Cig sarà sempre pronto ad analizzare le problematiche che nel tempo dovessero emergere.

D. Crede che la pandemia abbia trasformato i paradigmi dell’assistenza e della previdenza? Se sì, in che senso?

R. Direi che la parola più appropriata sia «modificato». Il Cig sta già andando nella direzione di aggiornare le regole in merito all’assistenza e alla previdenza, con nuove forme più semplici e fruibili, che tengano in considerazione le reali esigenze degli iscritti, in particolare quelle dei giovani e dei pensionati in quiescenza. Purtroppo il nostro sistema pensionistico a ripartizione ci penalizza parecchio. Dovremo convincere i ministeri ad eliminare o ridurre alcune imposte fiscali che limitano la crescita delle nostre pensioni. Sull’assistenza siamo avvantaggiati dalla solidità economica della nostra Cassa, ferma restando l’autorizzazione ministeriale a qualunque ulteriore spesa.

D. Cosa auspica per il futuro, sia per i colleghi professionisti iscritti, sia per la Cassa?

R. Per il futuro auspico che l’Ente mantenga, se non accresca, la sua autonomia gestionale, e che le nostre proposte trovino immediate risposte da parte dei ministeri, perché la rapidità nell’assistere i nostri iscritti è determinante, in modo particolare quando trattiamo problematiche relative alla salute e al disagio finanziario. Sono però ottimista; tanti tabù con caparbietà sono stati eliminati, dobbiamo insistere per eliminare quelli ancora rimasti che impediscono di elargire pensioni più dignitose ai nostri iscritti.

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