Quasi la metà dei dipendenti del settore finanziario UK pensa di cambiare lavoro

La crisi del Covid che ha accentuato la flessibilità del lavoro con l’esplosione dello smart working ha contestualmente aumentato l’insoddisfazione degli operatori dei servizi finanziari britannici, molti dei quali starebbero riconsiderando le proprie prospettive lavorative. In particolare, secondo una ricerca di KPMG e della Financial Services Skills Commission, il 49% sta pensando di cambiare lavoro con un terzo dei lavoratori (31%) che ha dichiarato di cercare un nuovo ruolo entro l’anno, nonostante il difficile contesto del mercato del lavoro.

Tra i lavoratori dei servizi finanziari che considerano di cambiare carriera, il 13% ha affermato di voler cambiare settore, percentuale che sale al 16% per la fascia di età compresa tra i 18 e 30 anni. I fattori alla base di questa decisione sono innanzitutto le troppe ore di lavoro (15%), i lunghi spostamenti (13%) e la pesante regolamentazione (9%).

Karim Haji, Head of Financial Services, KPMG UK, ha dichiarato: “Dato che trascorriamo più tempo a casa lontano dai nostri colleghi e dall’ ufficio, è logico che sorgano dei dubbi sul proprio ruolo e su cosa potrà riservare il futuro. Considerato l’alt onumero di persone che stanno prendendo in considerazione un cambiamento di carriera, il settore dei servizi finanziari dovrebbe pensare a una maggiore auto-promozione se vogliono continuare ad attirare i miglioni talenti”.

L’indagine ha comunque dimostrato come la sua reputazione esterna non sia stata scalfita durante il periodo di crisi sanitaria, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di ottenere alte retribuzioni e veloci progressioni di carriera. Salari competitivi (54%) e benefit per i dipendenti come assicurazioni e sanità privata (35%), vengno indicati dai dipendenti come i principali driver del settore. Tra gli under 30, un terzo degli intervistati (31%) ha affermato che le opportunità di progressione di carriera hanno rappresentato il fattore chiave per scegliere di lavorare nel settore dei servizi finanziari. Solo il 15% degli operatori del settore ha indicato una buona formazione come motivazione per rimanervi.