Il mercato accelera sul fintech

di Giulio Zangrandi
Non solo fondi di venture capital. Dalle banche ai fondi pensione passando per quelli con focus industriale, s’infittisce sempre di più la schiera degli investitori attratti dalle ottime possibilità di rendimento e dai forti margini di crescita offerti dal fintech tricolore. A confermarlo sono stati ieri gli stessi operatore del settore in occasione della giornata di apertura della Milano Digital Week 2020, l’evento organizzato da Class Editori insieme a Osservatorio fintech e insurtech del Politecnico di Milano, Associazione blockchain Italia, Bebeez e Netcomm, dal quale è emerso come il totale della raccolta delle start up fintech italiane da inizio anno ad oggi si attesti a quota 135 milioni di euro, poco sotto i 216 milioni fatti segnare nell’intero 2019. Un risultato importante, soprattutto perché conseguito ai tempi del Covid, che rappresenta peraltro più di un terzo degli oltre 400 milioni totali di raccolta. Tra i più attivi in questo senso il fondo venture capital P101 Sgr, il cui fondatore Andrea Di Camillo ha spiegato che «il fintech ci interessa molto», facendo notare come «iniziano ad esserci startup che fatturano tra i 40 e i 100 milioni di euro anche nel fintech». Non a caso la società ha in portafoglio Borsa del Credito, nata come soluzione per gestire in modo efficiente il peer-to-peer landing e che ora ha sviluppato la sua piattaforma e costituito un joint venture con Azimut.

Ma non è da meno Crif, che per tramite del suo managing director, Enrico Lodi, ha svelato come «il 2020 è stato l’anno di picco per i nostri investimenti fintech con l’acquisizione del controllo, tra le altre, di Inventia, un’azienda italiana specializzata nel digital onboarding».

Secondo Paolo Gesess, fondatore di United Ventures, uno dei primi a credere nel successo di Moneyfarm, è decisiva la disponibilità di risorse attive e avere alle spalle fondi di fondi, casse previdenziali, fondazioni bancarie e delle stesse banche.

In chiusura si sono invece raccontati Roberto Nicastro, che da investitore fintech ha fondato Progetto Banca Idea con l’idea di offrire servizi di finanza tecnologica alle pmi sotto forma di banca digitale sfruttando «le enormi potenzialità del fintech a livello di open banking e sistemi informativi flessibili» e Michele Novelli, senior partner di Digital Magics, che ha sottolineato l’importanza di investire nell’insuretech per diventare più attrattivi. (riproduzione riservata)

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