Lloyd’s, il Covid costa 5 miliardi

di Anna Messia
Arriva il conto salato del coronavirus per i Lloyd’s di Londra. Il colosso assicurativo e riassicurativo inglese, pubblicando i dati del primo semestre 2020, chiusi con una perdita di 400 milioni di sterline, ha annunciato che prevede di pagare fino a 5 miliardi di sterline di sinistri lordi dei clienti riconducibili al Covid-19. Una cifra superiore ai risarcimenti che sono stati pagati con gli attentati negli Stati Uniti dell’11 settembre 2001 e al combinato degli uragani Harvey, Irma e Maria arrivati nel 2017. Sinistri dovuti prevalentemente a coperture per l’interruzione di attività che in Italia sono ancora poco diffuse, ma che in altri Paesi europei sono ben più utilizzate.

«Ciò che rende unico il Covid-19 è non solo il devastante continuo impatto umano e sociale, ma anche lo shock economico. Mettere insieme tutti questi fattori metterà alla prova il settore come mai prima d’ora», aveva dichiarato il ceo dei Lloyd’s John Neil lo scorso maggio. Ora il quadro appare più chiaro, con un bilancio per i Lloyd’s, organizzato come corporazione di assicuratori, decisamente pesante. Nei primi sei mesi dell’anno, i sinistri legati al virus pagati dal gruppo assicurativo, al netto della riassicurazione, sono stati pari a 2,4 miliardi, contribuendo con una percentuale del 18,7% alla combined ratio del mercato dei Lloyd’s, che ha raggiunto il 110,4% e portando a una perdita complessiva pari appunto a 400 milioni di sterline rispetto all’utile di 2,3 miliardi di sterline del giugno dello scorso anno. Ma i Lloyds’ sembrano avere le spalle sufficientemente larghe per superare il difficile momento. Escludendo le perdite relative al Covid-19, il mercato dei Lloyd’s ha registrato un utile tecnico di 1 miliardo di sterline, a dimostrazione di un significativo miglioramento della performance di base, hanno sottolineato da Londra, mentre i premi lordi sottoscritti hanno raggiunto i 20 miliardi di sterline, registrano un incremento del’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2019. In aumento anche la stabilità finanziaria: nei primi sei mesi del 2020, le risorse nette del mercato dei Lloyd’s sono aumentate del 7,2%, hanno fatto sapere dal Regno Unito, e al 30 giugno 2020, ammontavano a 32,8 miliardi di sterline rispetto ai 30,6 miliardi del 2019, rafforzando l’eccezionale solidità del bilancio che ha un tasso di solvibilità centrale del 250% (due volte e mezzo superiore al minimo richiesto).

«La prima metà del 2020 è stato un periodo particolarmente difficile per i nostri clienti, per la nostra industria e per le economie di tutto il mondo. La pandemia ha causato danni catastrofali alla società e all’economia rendendo necessaria l’adozione di misure senza precedenti allo scopo di limitare la diffusione del virus e di rimettere in piedi le aziende e le economie», ha dichiarato Neal. Mentre il presidente Bruce Carnegie-Brown, riferendosi al coronavirus, ha aggiunto che «nessuno sa quando è iniziato e nessuno può sapere quando finirà». (riproduzione riservata)

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