La fusione dell’anno tra Aon e Willis resiste anche ai colpi della pandemia

Annunciata a marzo, è stata perfezionata nei giorni scorsi dalle rispettive assemblee. Nasce un colosso da 20 miliardi di fatturato con un manager italiano in uno dei ruoli chiave.
Negli ultimi mesi le grandi fusioni annunciate sul mercato americano sono cadute una dopo l’altra. L’unica che ha resistito alle intemperie della pandemia è stata quella proposta lo scorso marzo da Aon (sede a Londra, ma americana di nascita, di Chicago) e dall’irlandese Willis Towers Watson. Sono rispettivamente numero due e numero tre nella graduatoria mondiale dei broker di assicurazione e una decina di giorni fa le assemblee dei soci hanno dato luce verde per procedere con una fusione che avrà profonde ramificazioni in un settore in cui i manager italiani giocano un ruolo chiave. La fusione prevede uno scambio di azioni, vale 30 miliardi di dollari e resta a tutt’oggi la più grande operazione di questo difficilissimo 2020


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