Kaspersky: le piattaforme di didattica nel mirino degli hacker

I criminali informatici non risparmiano la scuola. Secondo Kaspersky il mondo della scuola è finito nel mirino degli hacker dall’inizio dell’anno anche a causa dell’emergenza Coronavirus, e quindi del fatto che in conseguenza del lockdown da marzo – con la chiusura di tutte le scuole – l’unica modalità di proseguire con la formazione è stata quella online. Questo ha causato una crescita rilevante del numero di persone connesse a Internet, rendendo la rete un bersaglio preferenziale per gli attacchi informatici.

A livello globale, secondo le rilevazioni di Kaspersky, il numero totale di attacchi Ddos è aumentato dell’80% nel primo trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli attacchi alle risorse dedicate alla didattica hanno rappresentato una parte importante di questa crescita: Tra gennaio e giugno 2020 il loro numero è infatti aumentato di almeno il 350% rispetto agli stessi mesi del 2019.

Gli attacchi Ddos, però, sottolinea Kaspersky, non sono state le uniche minacce informatiche affrontate da educatori e studenti durante la scorsa primavera. Da gennaio a giugno 2020, 168.550 utenti unici di Kaspersky si sono scontati con un numero crescente di minacce di vario tipo diffuse attraverso “finte” piattaforme di apprendimento online e applicazioni di videoconferenza che si si nascondevano dietro a nomi noti come Moodle, Zoom, edX, Coursera, Google Meet, Google Classroom e Blackboard. Inoltre, gli educatori hanno incontrato un numero crescente di pagine di phishing e di e-mail che sfruttando queste stesse piattaforme, li inducevano a fare il download di varie minacce.

Fonte: Corcom

hacker