Il fenomeno infortunistico nelle costruzioni

Il settore delle costruzioni ha fatto registrare nel quinquennio 2015-2019 una riduzione delle denunce di infortunio dell’8,7% e un ancor più forte decremento dei casi accertati positivamente, passati dai 35.083 del 2015 ai 29.104 del 2019 (-17%).

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Probabilmente la crisi del settore e l’adozione di migliori e più efficaci interventi di prevenzione nei cantieri hanno impattato sulla riduzione del fenomeno infortunistico che è risultata ben più importante di quella osservata nel complesso dell’Industria e Servizi (-3,5% i positivi). Il calo registrato ha interessato tutte le divisioni che compongono il settore e in misura più marcata “Costruzione di edifici” (-22,9%) e ”Lavori di costruzione specializzati” (-15,2%), che insieme contano il 92,4% degli infortuni del settore. Poco più del 69% degli infortuni positivi in occasione di lavoro del 2019 ha interessato lavoratori dipendenti, circa un quarto i lavoratori autonomi, il 3,9% apprendisti e l’1,7% i lavoratori somministrati.

Quasi il 60% degli infortuni in occasione di lavoro accade in una regione del Nord Italia, in testa Lombardia, Emilia Romagna e Veneto che da sole arrivano al 40% dei casi; le prime regioni del Sud che compaiono nella classifica delle più colpite sono la Puglia e la Sicilia (4,7% e 4,5% degli infortuni, rispettivamente). Mediamente oltre il 43% degli infortuni in occasione di lavoro avvengono per perdita di controllo totale o parziale di una macchina, di un mezzo di trasporto/attrezzatura di movimentazione, di un utensile a mano o oggetto (22,6%) e per scivolamento o inciampamento con caduta di persona (20,7%). Gli infortuni avvenuti durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, risultano per oltre il 90%
riconducibili a contusione (24,6%), lussazione (23,8%), ferita (23,7%) e frattura (19,4%). Il 56,5% delle contusioni interessa gli arti superiori e inferiori e particolarmente la mano; in caso di lussazione quelli inferiori (53,9%), soprattutto la caviglia e il ginocchio; in caso di frattura particolarmente colpiti sono mano e piede, infine in caso di ferita per il 65,7% dei casi sono colpiti gli arti superiori e particolarmente la mano (53%) e per il 19,3% dei casi la testa.

Il 78,8% degli infortunati in occasione di lavoro del 2019 sono nati in Italia, il 5,1% in Albania, il 4% in Romania. I lavoratori più colpiti hanno tra i 35 ed i 64 anni di età (circa il 75% dei casi). Per quanto riguarda gli infortuni in occasione di lavoro con esiti mortali oltre un quarto di quelli dell’Industria e Servizi avviene nelle Costruzioni, dato che conferma l’alta rischiosità del settore. Tuttavia la riduzione osservata dal 2015 al 2019 è molto consistente: se nell’Industria e Servizi abbiamo registrato un calo del 20,3%, nelle Costruzioni questa diminuzione è stata addirittura del 40% (dai 140 del 2015 agli 84
del 2019).

Sicuramente la promozione della cultura della salute e della sicurezza in edilizia nonché le
campagne di finanziamento rivolte alle imprese del settore per agevolare interventi volti alla riduzione del rischio infortunistico, che da tempo Inail ha messo in campo, stanno dando i loro preziosi frutti.

Fonte: DATI INAIL