Cattolica, l’ebit cresce del 39%

Cattolica assicurazioni ha chiuso il primo semestre con un utile adjusted di 80 milioni di euro, in crescita del 16% rispetto allo stesso periodo del 2019. L’utile netto di gruppo è sceso dell’83,1% a 10 milioni soprattutto a causa dell’impairment sul goodwill (-61 mln di effetto netto). Inoltre le svalutazioni hanno inciso per circa 86 mln.

La raccolta premi complessiva del lavoro diretto e indiretto Danni e Vita è diminuita del 13,3% a 2,835 miliardi. Nel business Danni diretto si è riscontrata una flessione del 3,8% dovuta all’Auto, mentre il calo della raccolta Vita è stato del 18,2%. Il combined ratio è risultato in forte miglioramento all’87,1% (-6,3 punti percentuali) nonostante l’accantonamento per tener conto del voucher per i clienti Auto. L’utile operativo è quindi salito del 38,6% a 217 milioni, portando il roe operativo all’11,5%.

Nel comparto Danni la raccolta premi del lavoro diretto è scesa del 3,8% a 1,048 miliardi. Al risultato ha contribuito per 533 milioni il segmento Non auto, la cui raccolta è quasi allineata allo scorso esercizio (-0,8%). I premi Auto si sono attestati a 515 milioni, in calo del 6,8% a causa della fase di lockdown e dell’effetto delle iniziative a favore degli assicurati, tra cui il voucher. Il portafoglio polizze Rca, pur in diminuzione di circa 64 mila pezzi, ha visto un moderato recupero dalla fine del lockdown (+8 mila pezzi da fine aprile a giugno).

Nel segmento Vita la raccolta del lavoro diretto è calata del 18,2% a 1,776 miliardi per effetto della frenata nel secondo trimestre (-38,3%) dovuta al lockdown. In un contesto di mercati finanziari decisamente sfavorevole, le unit linked hanno mostrano un’incidenza del 24,8% sul totale della raccolta, quasi in linea con lo scorso esercizio.

La compagnia ha spiegato che, alla luce del solido andamento del business semestrale e per le indicazioni degli andamenti gestionali visti successivamente, viene confermato l’outlook sul 2020. In febbraio il cda aveva fornito una previsione di risultato operativo annuale compreso fra 350 e 375 milioni, poi confermata il 15 maggio e ribadita ieri.

L’indice Solvency II era pari al 141%, ma a fine agosto è attesa una risalita al 154%, in ulteriore recupero anche grazie alla discesa dello spread. Le due compagnie Vita, oggetto di interventi di patrimonializzazione, hanno recuperato in maniera più decisa: l’indice di Vera vita si è posizionato al 189% e quello di Bcc vita al 320%. La riduzione dell’indicatore di solvibilità aveva fatto scattare in maggio il campanello d’allarme dell’Ivass, che aveva richiesto l’aumento di capitale da 500 milioni sul quale la compagnia veronese è al lavoro, con il coinvolgimento per 300 mln di Generali. Il Leone entrerà nel capitale con una quota del 24,4%.

A breve il prospetto dell’aumento sarà inviato a Consob
«Stiamo per inviare alla Consob il prospetto informativo che darà luogo all’aumento di capitale e, per quanto ci risulta, è prossimo il termine per la concessione a Generali di acquisire una quota qualificata»: lo ha annunciato l’a.d. di Cattolica, Carlo Ferraresi. Dopo l’invio del prospetto all’authority è attesa in ottobre la sottoscrizione della quota da parte di Generali al prezzo di 5,55 euro per azione. Il mese successivo, dopo la pubblicazione di un secondo prospetto, altri 200 milioni saranno messi sul mercato con Banca Imi, Mediobanca e Goldman Sachs pronti a scendere in campo per l’operazione.

Ferraresi ha aggiunto che «il recente via libera di Ivass alle modifiche statutarie approvate lo scorso 31 luglio dall’assemblea dei soci, e dunque alla trasformazione in spa della compagnia, è un passo fondamentale, con un aumento di capitale dedicato e il contestuale avvio della partnership. Con l’autorizzazione dell’autorità di vigilanza l’operazione con Generali potrà, quindi, entrare nella sua fase esecutiva».

Secondo l’amministratore delegato l’alleanza «rappresenterà per Cattolica un passaggio storico, permettendo alla società di essere ancora più efficace nelle sue dinamiche operative e di mercato, rafforzando la propria attività industriale. ». Al di là degli aspetti di partenariato societario, pur molto importanti, una volta finalizzati gli accordi Cattolica sarà in grado di sfruttare le piattaforme, la scala e il know how di Generali così da rafforzare e completare la sua offerta ai clienti, accelerando quindi il suo percorso di crescita»
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