Premi totali Danni a 19,2 mld (+3,5%) nel II trimestre

Alla fine del II trimestre 2019 i premi totali Danni sono stati pari a 19,2 mld in aumento (+3,5%) rispetto alla fine del II trimestre del 2018, in lieve diminuzione rispetto al + 4,0% rilevato alla fine di marzo 2019. Si tratta della seconda variazione tendenziale più elevata registrata dal 2002.

La crescita dei premi totali Danni alla fine del II trimestre 2019 – evidenzia l’ANIA – è la conseguenza di:
• un aumento significativo negli altri rami Danni, i cui premi si sono incrementati del 6,0%. • un aumento più contenuto nel settore Auto, i cui premi hanno registrato una variazione positiva dello 0,7%;

Più specificatamente, nel comparto Auto si è rilevata una lieve decrescita dei premi nel ramo R.C. Auto e veicoli marittimi (-0,3%) mentre si conferma l’andamento positivo (+4,9%) del ramo Corpi veicoli terrestri. Il calo del ramo R.C. Auto è in linea con quanto rileva l’Istat che a giugno 2019, per la prima volta da settembre 2016, registrava una variazione tendenziale pari a -0,6%.

Il ramo Corpi veicoli terrestri (ossia le garanzie incendio/furto, kasko dei veicoli), con oltre 1,7 miliardi di raccolta premi a fine giugno 2019, è cresciuto del 4,9% rispetto all’anno precedente. Si tratta di una crescita costante ormai consolidata (+3,3% nel 2015, +6,1% nel 2016, +6,5% nel 2017 e +5,9% nel 2018) dopo una riduzione complessiva dei premi nei sette anni precedenti (20082014) di circa il 30%.

Gli altri rami Danni sono stati positivamente influenzati dal recupero del ciclo economico generale e da una maggiore spinta nell’offerta di prodotti innovativi da parte delle imprese. La crescita complessiva di questo comparto è stata del 6,0%. I rami che hanno registrato una variazione positiva superiore alla media sono stati i seguenti: Malattia (+14,7%), Assistenza (+11,2%), Cauzione (+10,2%), Tutela legale (+7,4%), Altri danni ai beni e Perdite pecuniarie (+6,6%). Hanno mostrato tassi di crescita inferiori alla media i rami: R.C. generale (+0,2%), Merci trasportate (+0,4%), Corpi veicoli marittimi (+0,8%), R.C. veicoli marittimi (+1,1%), Incendio ed altri elementi naturali (+5,1%) e Infortuni (+5,2%). In calo il ramo Corpi veicoli ferroviari (-41,4%), R.C. aeromobili (-20,8%) e i corpi veicoli aerei (-5,5%).

Le rappresentanze di imprese con sede legale nei paesi europei hanno contabilizzato premi per 2,3 miliardi, in aumento del 3,5% rispetto a quanto rilevato nel 2018.
Il peso percentuale dei premi contabilizzati dalle rappresentanze di imprese europee rispetto al totale è stato del 12,0%: in particolare, nel settore Auto il peso è stato del 5,5% mentre negli altri rami danni del 17,6%. Per alcuni rami tale quota è stata superiore al 40%, come Merci trasportate (43,6%), i Corpi veicoli aerei (49,4%) e Credito dove l’incidenza di tali imprese è stata pari all’87%. Resta invece particolarmente ridotta e inferiore al 10% nei rami Malattia (4,2%), R.C. Auto (4,9%), R.C. veicoli marittimi (5,5%), Corpi veicoli ferroviari (6,0%) e Assistenza (9,2%).

Il settore Auto è risultato in aumento del +5,7%. Sono cresciuti sia i premi della R.C. Auto (+6,3%) sia quelli del ramo Corpi Veicoli Terrestri (+4,3%). Il comparto non auto ha registrato una variazione positiva (+2,9%). In particolare, il ramo R.C. Generale, la cui raccolta da parte di queste imprese rappresenta meno di un terzo del totale (570 milioni), ha registrato nel primo semestre del 2019 una contrazione del 7,9%, mentre risultano in aumento rispettivamente del 31% e del 7,9% i rami Altri danni ai beni e Credito il cui volume premi è in entrambi i casi risultato superiore ai duecento milioni. In diminuzione dell’1,1% il ramo Infortuni con un volume premi di 222 milioni.

Premi totali Danni

Relativamente alle imprese italiane ed extra U.E., la principale forma di intermediazione in termini di market share si conferma essere il canale agenziale (74,5%), in diminuzione rispetto a quanto rilevato alla fine del II trimestre del 2018 (76,0%).

In particolare i rami nei quali il canale agenziale risulta più sviluppato sono R.C. Veicoli marittimi (94,4%), R.C. Auto (85,1%), Altri danni ai beni (82,7%), R.C. Generale (81,1%) e Cauzione (79,3%). Volumi di business molto ridotti per gli agenti si riscontrano invece nei rami Corpi veicoli aerei (6,9%), R.C. Aeromobili (12,3%) e Corpi veicoli marittimi (21,4%) nei quali è molto forte la presenza dei broker con quote di mercato rispettivamente pari a 89,2%, 85,4% e 78,6%.

Sono proprio i broker a rappresentare il secondo canale di distribuzione dei premi danni con una quota pari all’8,4%. Oltre a quelli già menzionati, i rami in cui l’intermediazione dei broker è molto rilevante sono il ramo Malattia (16,9%), Cauzione (17,8%), il Credito (21,8%), i Corpi veicoli ferroviari (22,4%) e le Merci trasportate con una quota superiore al 40%. Va evidenziato, comunque, che la quota di mercato dei broker è sottostimata, in quanto non considera una parte importante di premi (stimata per il totale danni, nel 2018, in 23,4 punti percentuali) che tali intermediari raccolgono ma che presentano alle agenzie e non direttamente alle imprese. Assumendo che questa incidenza sia applicabile anche per il secondo trimestre 2019, la quota degli agenti per il totale settore danni scenderebbe a 51,1% mentre quella dei broker salirebbe a 31,8%.

Gli sportelli bancari con una quota di mercato del 7,7% (6,5% nel secondo trimestre 2018), sono stati maggiormente coinvolti nella commercializzazione dei premi nei rami Perdite pecuniarie (52,5%) e Credito (25,6%). Rivestono tuttavia un ruolo importante (e in crescita) anche nei rami Malattia (16,5%), Infortuni (15,4%), Tutela legale (11,6%) ed Incendio (10,6%).

La vendita diretta nel suo complesso (Direzione, Vendita telefonica e Internet) a fine giugno 2019 registra un’incidenza del 9,1% (era 8,9% la quota rilevata alla fine di giugno 2018). Facendo riferimento alle singole modalità di distribuzione della vendita diretta, risulta che alla fine del secondo trimestre 2019, le agenzie in economia pesavano per il 4,7% (4,3% nello stesso periodo del 2018), mentre per il 3,4% il canale internet (3,5% a fin giugno 2018); la quota relativa ai premi veicolati attraverso i preventivatori online risulta stabile e pari all’1,5%; in particolare nel settore Auto tale quota è pari al 2,8% mentre più bassa e pari allo 0,2% è quella relativa agli altri rami danni. In particolare, i rami in cui, anche se marginalmente, si fa ricorso da parte degli assicurati all’utilizzo di preventivatori online sono l’Assistenza (2,0%), la Tutelea legale (1,5%), gli Infortuni (0,5%) e le Perdite pecuniarie (0,2%).

Relativamente alle rappresentanze di imprese U.E. i principali canali di distribuzione sono stati i broker e gli agenti con una quota rispettivamente pari a 42,5% e a 43,1%. In particolare, nel settore Auto è quello agenziale il canale distributivo più utilizzato, con una quota del 60,9%, mentre negli altri rami danni è risultato essere
quello dei broker (49,9%). Gli sportelli bancari risultano essere il terzo canale di vendita con una quota del 7,9% (5,0% nel settore auto e 8,7% nei restanti rami). Risulta nel complesso pari a 5,4% la quota della vendita diretta. 

Fonte: ANIA