Il noleggio non frena e con i privati crescono i ricavi

In un mercato dell’auto che continua a registrare una diminuzione delle immatricolazioni, la formula del noleggio conferma il suo buono stato di forma e consolida i risultati dello scorso anno. Nei primi otto mesi il renting, sia per il breve sia per il lungo termine, eguaglia i livelli dei primi otto mesi del 2018 con oltre 343 mila nuove immatricolazioni di vetture. L’incidenza sul mercato sale così al 25,8% del totale con i privati al 56,7% e le società (acquisti e leasing) al 17,5%. Secondo le proiezioni di Dataforce, a fine 2019 il comparto dovrebbe vedere gli acquisti di vetture del breve termine raggiungere circa 178. mila unità, con una crescita del 2,6% rispetto al 2018, mentre il lungo termine dovrebbe confermare i livelli dello scorso anno con 260 mila immatricolazioni. «Il noleggio può contare da un lato sul fatto che gli italiani dimostrano di essere sempre meno vincolati alla proprietà del bene auto e più propensi a ricorrere ai servizi di utilizzo a pagamento dei veicoli — spiega Pietro Teofilatto, direttore sezione noleggio a lungo termine di Aniasa, l’associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità —. Dall’altro sulla capacità degli operatori del settore di soddisfare le esigenze della clientela mettendo in atto politiche commerciali più personalizzate e in costante evoluzione».
Formule
Il noleggio continua ad esempio a conquistare nuovi adepti tra i privati, i cosiddetti codici fiscali, sempre più interessati a questa formula di utilizzo dell’auto al pari di micro imprese e professionisti, che possono però contare sulle agevolazioni fiscali riservate dalla normativa alle categorie produttive. «A fine 2019 saranno almeno 52 mila i contratti attivi sottoscritti dai privati, il 25% in più dunque dei 40 mila dello scorso anno, mentre nel 2017 erano 25 mila e l’anno precedente 18 mila — prosegue Teofilatto —. Un vero e proprio boom, favorito anche dalla capacità delle società del renting di proporre formule contrattuali più flessibili e di rendere più chiara l’informativa sulle condizioni proposte ai sottoscrittori, che in passato ha rappresentato un ostacolo alla firma dei contratti».
Positivo anche l’andamento delle immatricolazioni dei veicoli commerciali, «categoria che può contare anche quest’anno, fino a fine dicembre, sul superammortamento sui beni strumentali nella misura del 130%, dal quale sono state escluse le altre auto aziendali nonostante i positivi risultati degli scorsi anni».
Se le immatricolazioni del noleggio risultano dunque in linea con il 2018, il giro d’affari degli operatori continua invece a registrare un trend di crescita. Dopo aver raggiunto nel 2018 un nuovo record, con un fatturato di 6,8 miliardi di euro, il 10% in più rispetto al 2017 (il saldo arriva a 7,3 miliardi se si considerano gli 1,5 miliardi della rivendita dell’usato), secondo le stime il settore ha archiviato i primi sei mesi del 2019 con ricavi pari a 3,2 miliardi di euro, in crescita del 3,8% sul primo semestre 2018. Bene il lungo temine, con 2,9 miliardi di euro e un incremento del 4,5%, in leggero calo (-1,7%) il breve a 328 milioni.
Aumenta anche la flotta in circolazione con 1.074.000 veicoli, contro i 1.018.000 del pari periodo dell’anno precedente (+5,5%). Il lungo termine, in particolare, passa da 881.000 a 940.000 vetture (+6,7%) con una progressione delle auto (+5,2%) ma soprattutto dei veicoli commerciali (+13,1%).
Le associazioni guardano ora con attenzione alla Legge di bilancio a cui il Parlamento e il nuovo governo lavoreranno, nella speranza che vengano introdotte misure di alleggerimento della pressione fiscale sul settore, «tra le più alte e penalizzanti in Europa», sottolinea Teofilatto.
Vi è interesse anche per il prosieguo dei lavori parlamentari per la riforma del Codice della strada, attesa ormai da quasi trent’anni: il testo in vigore è datato 1992 e non tiene conto della profonda evoluzione che il settore ha vissuto con l’esplosione, ad esempio, del car sharing, per il quale è necessario introdurre un contesto normativo a livello nazionale.

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