L’uso del contante costa all’Italia 24 miliardi all’anno

I dati dal politecnico di milano e dall’osservatorio carte di credito. Pagamenti con carte su del 16%
di Michele Damiani

L’utilizzo del contante costa all’Italia circa 24 miliardi all’anno. Nonostante nel 2018 il numero di pagamenti al dettaglio effettuati con strumenti diversi dal contante sia cresciuto del 6,8% e, in generale, i pagamenti con carta pro capite siano aumentati del 16% rispetto al 2017, l’Italia è il 23esimo paese tra i 27 dell’Unione europea per transazioni con carta e moneta elettronica. È quanto emerge da due studi sul contante realizzati all’Osservatorio digital innovation del Politecnico di Milano e dall’Osservatorio carte di credito e digital payments curato da Assofin, Nomisma e Ipsos con il contributo di Crif.
I 24 miliardi di mancato gettito ipotizzati dal Politecnico provengono da un’elaborazione realizzata in collaborazione con l’Agenzia delle entrate: in Italia si stima che ogni anno ci sia una spesa totale in contanti di oltre 300 miliardi di euro; su queste cifre, l’Ade ha valutato che il 30% del contante viene utilizzato per pagamenti non tracciati, su questo 30% si ricava il mancato gettito di 24 miliardi. In Europa le carte sono state utilizzate per 55 miliardi di pagamenti (+ 13%) per un totale di circa 2,2 trilioni di spesa. Dopo l’uscita della Gran Bretagna è la Francia a detenere il record, con oltre 13 miliardi di pagamenti elettronici effettuati. L’Italia, seppur con una crescita dei pagamenti con carta pro capite del 16% rispetto al 2017, risulta ancora uno dei fanalini di coda tra i 27 paesi dell’Unione europea: si parla di circa 65 pagamenti all’anno a testa, che valgono il 23° posto (di 27), proprio come lo scorso anno. E la situazione non sembra migliorare se pensiamo che chi ci sta dietro viaggia a tutt’altra velocità: la Romania cresce del 39%, la Grecia del 27% e la Bulgaria del 26%. In Italia, inoltre, il contante in circolazione rappresenta circa l’11,6% del pil.
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