Intesa fa perno sulle polizze

Il comparto assicurativo rappresenta già un quarto dell’utile lordo della banca. La divisione Insurance guidata da Fioravanti fa 335 mln di profitti in 6 mesi e punta alla leadership nel Danni. Vuole diffondere la cultura assicurativa e a Torino apre l’Area X
di Anna Messia

Le polizze già oggi sono arrivate a rappresentare circa un quarto dell’utile lordo della prima banca italiana, comprese le commissioni riconosciute alle reti distributive. Ma Intesa Sanpaolo punta ancora più in alto: diventare la prima compagnia assicurativa del Paese nel settore danni retail non auto entro il 2021. La sfida non è tanto superare i numeri dei concorrenti quanto allargare la platea «per far crescere la cultura assicurativa in Italia», dice a MF-Milano Finanza Nicola Maria Fioravanti, responsabile della divisione Insurance di Intesa , ricordando che «il rapporto tra premi danni (auto esclusa, ndr) e pil è oggi circa la metà rispetto a Francia e Spagna».

Domanda. Qualcosa si sta già muovendo: i premi danni in Italia stanno crescendo da anni. Che cosa bisogna fare per accelerare lo sviluppo?
Risposta. Servono iniziative per far assumere agli italiani maggiore consapevolezza dei bisogni reali e dei possibili imprevisti per renderli consapevoli che le coperture assicurative possono essere utili per liberare e investire meglio risparmi che finora le famiglie hanno tenuto da parte a copertura di eventuali eventi negativi. Per questo motivo abbiamo inaugurato a Torino, nella rinnovata sede di via San Francesco D’Assisi, l’Area X, uno spazio aperto al pubblico.
D. Di che cosa si tratta?
R. È un luogo dedicato alla cultura assicurativa e alla protezione, dove grazie ad apparecchiature all’avanguardia nel campo delle realtà virtuali si possono vivere esperienze di esplorazione, guida e simulazioni abitative. Al termine dell’esperienza verrà assegnato un punteggio e sarà rilasciato un commento personalizzato, con l’obiettivo di creare consapevolezza dell’importanza della pianificazione assicurativa e dei giusti comportamenti.

D. Porterete l’iniziativa in tutta Italia?
R. Per ora abbiamo scelto Torino, dove Intesa ha creato il polo assicurativo, e non a caso Area X è attigua al museo del risparmio. Ma si tratta di una struttura mobile che potremmo decidere di spostare in altre sedi.
D. In questi anni Intesa ha registrato un crescita importante nel settore assicurativo. Quali sono numeri e obiettivi?
R. Negli ultimi quattro anni gli asset under management della divisione Insurance sono cresciuti in media del 6% l’anno e i ricavi del 4,7%. A giugno erano di poco meno di 157 miliardi, in crescita dai 149 di dicembre 2018. Nel primo semestre l’utile della divisione è stato di 335 milioni, rappresentando il 10% del risultato lordo del gruppo. Numeri in linea con l’obiettivo di diventare la prima compagnia italiana danni retail non auto nei prossimi due anni.

D. I piani prevedono di arrivare entro il 2021 a un tasso di penetrazione delle assicurazioni tra i clienti della banca del 18%. A che punto siete?
R. L’accelerazione è evidente. Nel 2016 eravamo al 4%, oggi al 9%. L’elemento di forza della compagnia è aver integrato l’attività assicurativa nella banca distinguendosi dai modelli basati su accordi nei quali la fase del post-vendita, in caso di sinistro, è gestita da un’altra società. Nel nostro caso gli interessi sono allineati e i clienti hanno un unico interlocutore.

D. Quali prodotti crescono di più?
R. Assieme alla Banca dei Territori abbiamo offerto ai clienti un unico contratto attraverso cui si può sottoscrivere coperture per casa, per salute o infortuni. L’interesse è notevole: questi ultimi due rami che stanno registrando una crescita dei premi del 200%, mentre le polizze per la casa stanno aumentando al ritmo del +80%. È la dimostrazione che quando vengono spiegati i vantaggi delle coperture i clienti sono pronti a sottoscriverle.

D. Come sta andando il ramo vita, visti i tassi negativi?
R. Quest’anno abbiamo avuto una crescita un po’ inferiore agli anni passati; la produzione lorda a giugno è stata di 7,96 miliardi rispetto ai 10,3 di un anno prima. Ma si tratta sempre di volumi molto importanti. Stiamo collocando soprattutto le polizze multiramo, ma, nonostante i bassi tassi, non abbiamo tolto dal catalogo le polizze di ramo primo.

D. Quanto conta la tecnologia nel vostro piano industriale?
R. È un elemento fondamentale, come dimostra anche l’apertura di Area X. Abbiamo creato una piattaforma completamente digitale anche per la gestione del post-vendita e non a caso Intesa Sanpaolo ha investito in Yolo. L’idea è entrare nel settore dell’instant insurance, per esempio nelle polizze viaggi o infortuni. I consulenti resteranno però centrali. I canali digitali affiancheranno quelli fisici ma non li sostituiranno. (riproduzione riservata)

Fonte: logo_mf