Cicloni più forti ma meno frequenti

A causa del riscaldamento climatico
di Marta Oliveri

Cinque uragani di categoria 5, il livello più alto, si sono formati nell’Atlantico negli ultimi quattro anni per colpa del riscaldamento climatico. L’ultimo è Dorian. Difficile provare che la serie in corso sia legata al cambiamento del clima dal momento che si tratta di fenomeni complessi, ma alcuni indizi ci sono secondo quanto ha detto, a Le Figaro, Frank Roux, specialista di cicloni all’università di Tolosa III-Paul Sabatier. Tra il 2003 e il 2007 sette uragani di categoria 5 hanno colpito la regione, ma negli otto anni successivi non ce ne sono stati. Il calore gioca un ruolo importante nel sistema termodinamico, ha ricordato Roux, più fa caldo, più l’aria si carica di umidità e più ci sono possibilità che nascano fenomeni atmosferici potenti. Su scala globale, i climatologici si aspettano uno slittamento verso i cicloni più intensi, ma, negli anni, le disparità tra le varie aeree sono diventate molto importanti. Uno studio pubblicato nel bollettino della società Usa di meteorologia (Bulletin of the American Meteorological Society, ripreso da Le Figaro, che fornisce informazioni più solide per il riscaldamento globale di 2 °C, sostiene che i cicloni non saranno a priori più frequenti (forse leggermente più rari) ma in media più intensi con precipitazioni più importanti (+14%) e venti più forti (+5%); in proporzione, i cicloni di categoria 4 o 5 saranno più numerosi e l’innalzamento del livello dei mari aumenterà significativamente il rischio di inondazioni.
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