Cedolone Mediolanum

di Anna Messia

Le reti di consulenti finanziari sono arrivate ad amministrare la cifra record di 580 miliardi, più che doppia rispetto ai 229 miliardi del 2009. Ma davanti hanno ancora enormi potenzialità di crescita. Lo dice convinto Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum, che quest’anno, a meno di imprevisti scossoni di mercato, si prepara a staccare ricchi dividenti. Doris plaude al nuovo assetto di governo del Conte-bis, che ha fatto scendere lo spread, ma aggiunge che la vera scommessa sarà far ripartire il pil mentre. Quanto agli scenari del risparmio gestito, lancia qualche frecciatina alla Mifid II, molto costosa per le imprese. E, tra le prossime mosse di Banca Mediolanum, annuncia la volontà di diventare un punto di riferimento per le pmi in Italia. Mentre per i clienti retail aumenterà il peso delle polizze per la protezione .

Domanda. Partiamo dalla situazione di governo. La risposta dei mercati è stata positiva. In pochi giorni lo spread è sceso a 150, toccando livelli raggiunti prima del governo gialloverde. Come la vede? Risposta. Il calo dello spread è stato determinato dal fatto che si è formato un esecutivo che non minaccia di far uscire il Paese dall’euro. Gli investitori guardano con più fiducia all’Italia, che ha recuperato terreno rispetto alla Francia o alla Germania, ma ora il governo dovrà dimostrare di meritare la fiducia trovando il modo di far ripartire l’economia, che secondo gli ultimi dati Istat è ferma.

D. Banca Mediolanum ha avuto effetti positivi dal calo dello spread?
R. Non direttamente. Quasi tutti i titoli di Stato italiani che abbiamo in portafoglio saranno portati a scadenza, ma gli effetti positivi ci sono per tutto il Paese e quindi anche per il sistema bancario. Uno spread più basso implica che lo Stato paga meno interessi sul suo debito e quindi libera risorse per sostenere manovre di crescita dell’economia e far salire il pil. Questo fa aumentare il risparmio e rende più solide le imprese. E a beneficiarne sono ovviamente anche le banche.

D. Nonostante l’attuale stagnazione del pil i vostri numeri continuano a crescere. Dopo il bilancio semestrale, chiuso in utile per 171,3 milioni, avete parlato dell’ipotesi di staccare un extradividendo. Ce la farete?
R. Grazie all’andamento positivo dei mercati abbiamo visto crescere in maniera considerevole gli introiti provenienti dalle commissioni di performance e, a meno di frenate dei mercati di fine anno, siamo pronti a riconoscere un extra-dividendo sostanzioso rispetto ai 40 centesimi per azione già indicati al mercato. Il nostro settore continua a crescere e anche ad agosto, malgrado l’elevata volatilità, tra crisi di governo, trade war tra Usa e Cina e la tradizionale debolezza dovuta alla stagionalità del periodo, la rete di Banca Mediolanum ha realizzato una raccolta netta pari a 336 milioni. Importi che hanno fatto salire i flussi da inizio anno a 2,639 miliardi, superando di un soffio il dato dello stesso periodo del 2018.

D. Quali sono le previsioni di raccolta per fine anno?
R. Potremmo chiudere con una crescita rispetto al 2018, visto che l’ultimo trimestre dello scorso anno aveva risentito della crisi dei mercati. Ad essere positiva è anche la composizione della raccolta netta, con un forte peso in risparmio gestito, che ad agosto è stato pari a 313 milioni, in crescita rispetto ai 302 milioni del mese precedente, per un totale di 2,041 miliardi da inizio anno contro i 2,188 miliardi degli otto mesi del 2018. Ma è tutto il settore che è impostato bene ed è pronto a sfruttare le potenzialità dei tassi d’interesse negativi.

D. Ma i bassi tassi d’interesse non sono una cattiva notizia per le banche?
R. Non per le reti di consulenti, visto che i clienti in questo contesto di mercato, non avendo rendimenti interessanti con basso rischio, hanno ancora più bisogno dei loro consigli. Una situazione che va a vantaggio di tutto il comparto.

D. Che però è anche alle prese con la Midif II. A fine anno, con i report, si alzerà definitivamente il velo su tutti i costi. Quali saranno gli effetti?
R. Gli effetti ci sono già stati nell’ultimo anno e mezzo, prima della diffusione dei report, con una pressione generalizzata dei costi al ribasso. Ma ora non ci aspettiamo conseguenze significative. Noi abbiamo già inviato ai risparmiatori tutti i report, con ritorni vicino allo zero e nessuna conflittualità. Il cliente non ha praticamente interesse per i costi. Il suo valore di riferimento restano le performance dei suoi risparmi che può consultare in tempo reale in ogni momento grazie alle nuove tecnologie. Spesso si dice che i fondi italiani costano di più rispetto ad altri Paesi, ma se si tiene conto dei costi della consulenza i valori sono molto vicini. L’impressione è che i costi della Mifid II per le imprese finanziarie siano stati molto alti ma non altrettanto gli effetti positivi per i clienti finali.

D. Questo farà aumentare i servizi di consulenza?
R. Gli spazi di crescita sono ampi e in Banca Mediolanum abbiamo deciso di offrire consulenza anche alle imprese. Vogliamo diventare un punto di riferimento per le pmi in Italia e per questo a dicembre 2017 abbiamo lanciato la banca d’investimento. I nostri family banker segnalano le imprese che hanno bisogno di consulenza, per una fusione per esempio, ma anche per quotarsi o per emettere bond sul mercato. Il valore aggiunto di Banca Mediolanum è la capillarità della rete, presente su tutto il territorio con un contatto diretto con Milano, centro finanziario del Paese. In questo primo anno e mezzo abbiamo realizzato due quotazioni e lavorato all’emissione di un bond. E nuove operazioni, una ventina, sono in cantiere. A riprova della fiducia che abbiamo in questo comparto abbiamo creato una louge Elite firmata Banca Mediolanum con 21 aziende. Un programma formativo che ha l’obiettivo di preparare le aziende ad affrontare le sfide di crescita, digitalizzazione e internazionalizzazione

D. A proposito di finanziamenti, anche questi stanno crescendo nel bilancio di Banca Mediolanum. Quali sono i numeri?
R. Abbiamo raggiunto uno stock di oltre 9 miliardi di finanziamenti con i non performing loans, che pesano appena per lo 0,71%. Vogliamo crescere anche nei mutui e nei prestiti, che offriamo anche in tempo reale tramite l’app e il servizio di instant credit. Stiamo aumentando anche il peso della protezione per i clienti con polizze danni e vita. A luglio i premi hanno raggiunto 7,5 milioni, in crescita dell’85% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche in questo settore gli spazi di crescita sono ampi. (riproduzione riservata)

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