RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 28/09/2018

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La direttrice Parigi-Milano-Roma non è più un asse forte della Ue-Eurozona attorno al quale non nascono problemi ma si costruiscono soluzioni ai problemi. Non sono più gli anni in cui Enrico Cuccia rese le Generali un global player assicurativo, alla pari in Europa con la francese Axa e la tedesca Allianz. Tutto ciò poggiava sull’accordo fra Mediobanca e Lazard,
che poteva spendere Antoine Bernheim come presidente del Leone, mentre il timone operativo era nelle mani di manager italiani come Alfonso Desiata e Gianfranco Gutty. Se c’è un momento che divide il prima e il dopo nei rapporti – non solo finanziari – fra Italia e Francia è certamente quando Vincent Bolloré – erede apparente di Bemheim e da sempre vicino a Sarkozy – ha rotto l’equilibrio fra sistemi-Paese costruito da Mediobanca e Lazard.
Di certo una Mediobanca contendibile piacerebbe molto al mercato. Meno scontate sono le ricadute di un simile scenario sulla principale partecipata di Piazzetta Cuccia, cioè le Generali di Trieste. Finora la merchant è stata il vigile guardiano degli assetti di controllo della compagnia. tenuta così al riparo dagli appetiti dei competitor internazionali. Ma con la decadenza del patto di sindacato e la possibile trasformazione di Mediobanca in una public company gli equilibri attorno a Generali potrebbero cambiare. Anche perché, in aggiunta, entro il 2019 Piazzetta Cuccia dovrà scendere nel capitale del gruppo assicurativo dall’attuale 13 al 10%. Il primo banco di prova di questi nuovi equilibri potrebbe essere l’assemblea Generali del prossimo mese di aprile quando i soci dovranno eleggere il nuovo presidente.
In legge di Bilancio 10 miliardi per il reddito di cittadinanza, la revisione della Fornero della quale beneficeranno in 400mila e la chiusura delle cartelle Equitalia fino a 100mila euro.  Alla fine di una estenuante giornata di trattative Tria ha ceduto alle pressioni dei colleghi: il rapporto deficit-pil sarà al 2,4%. Uno schiaffo anche per l’Unione europea che aveva paventato un rischio bocciatura della manovra se si fosse sforato il limite del 2%.

Arriva il reddito di cittadinanza. Ma con comodo. «L’attuazione efficace dell’obbligo formativo e della effettiva partecipazione al mercato del lavoro richiede il rafforzamento qualitativo e quantitativo dei centri per l’impiego», si legge infatti nella Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza (Nadef) nel capitolo dedicato a lavoro e welfare. Sul versante previdenziale, oltre alle pensioni di cittadinanza, a quota 100 («con alcune restrizioni funzionali alla sostenibilità del sistema») e alla nuova finestra per i pensionamenti anticipati senza il requisito anagrafico, una «attenzione particolare sarà rivolta alle donne, caratterizzate da una carriera discontinua».
È la blockchain il nuovo mantra del governo gialloverde per sostenere l’innovazione produttiva del Paese, la certificazione delle produzioni made in Italy e la competitività delle pmi. L’adesione a questa «nuova era della rete» – definita da alcuni Internet delle transazioni, da altri Internet del valore – sarà il pilastro del nuovo edificio di agevolazioni 4.0, voluto dal ministro del lavoro e dello sviluppo economico, Luigi Di Maio. Il tutto emerge dalla nota di aggiornamento al Def, il Documento di economia e finanza messo a punto dai tecnici dal ministro dell’economia.

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  • Condono e tagli al welfare per finanziare la manovra da 33 miliardi
Otto miliardi per mandare in pensione anticipata 400 mila italiani, liberando altrettanti posti di lavoro. Ne è convinto il vicepremier Salvini che ottiene di inserire in manovra “quota 100”, stanziando ben 8 miliardi. Non è l’unico intervento previdenziale nella legge di bilancio. Ci sarà anche la pensione di cittadinanza che «restituisce dignità ai pensionati perché alza la minima a 780 euro», conferma il vicepremier Di Maio. E infine il taglio delle “pensioni d’oro”, gli assegni superiori a 4.500 euro netti, 90 mila euro all’anno. Non si tratta di un ricalcolo con il metodo contributivo, come ripete Di Maio. Ma di un taglio secco che punisce in modo retroattivo quanti sono andati in pensione prima dell’età fissata (ma solo dal 2012) dalla Fornero. Tolti 5 miliardi a scuola, assistenza sanità e investimenti

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  • Così pensioni e sgravi Reddito, 10 miliardi
Una manovra di finanza pubblica che punta a chiudere il divario di crescita tra l’Italia e la Ue scommettendo sugli investimenti pubblici, la riduzione delle tasse e la lotta alla povertà, con una forte componente di spesa in deficit, che nel prossimo triennio sarà al 2,4%. Il menù della Legge di Bilancio 2019 è definito. Arriverà un primo sgravio delle imposte per i piccoli imprenditori e i professionisti, ma anche per le imprese che reinvestiranno gli utili. Il taglio dell’Irpef è rinviato, invece, al 2020: si comincerà con la riduzione delle aliquote da cinque a tre, e si avanzerà con la loro riduzione progressiva. Per fine legislatura l’obiettivo è arrivare a due aliquote Irpef: il 23% per i redditi fino a 75 mila euro, il 33% oltre.
  • Blockchain, l’Italia ha aderito alla partnership con la Ue
L’Italia ha firmato ieri l’adesione alla Blockchain initiative europea per lo sviluppo delle nuove tecnologie. La partnership è stata lanciata il 10 aprile scorso in occasione del Digital Day e in quella occasione aderirono 21 dei 28 Paesi che compongono la Ue, incluso il Regno Unito, anche se sta negoziando la Brexit. Cui posi si sono aggiunti altri quattro. Il vicepremier Luigi Di Maio, da Bruxelles, ha sottolineato l’importanza di questa alleanza. «L’Italia punta sulle tecnologie emergenti — ha detto — e in Europa porteremo la nostra visione assicurando il mantenimento del carattere decentralizzato della Blockchain e le eccellenze italiane che operano con questa tecnologia in vari ambiti dai servizi pubblici alla tutela del Made in Italy». La Ue ha investito oltre 80 milioni in progetti per il sostegno dell’uso della blockchain e oltre 300 milioni sono previsti per il suo sviluppo fino al 2020.

  • Bolloré lascia il patto Mediobanca Terremoto sull’asse Milano-Trieste
Una sorpresa per tutti, piovuta senza preavviso, tra gli astanti di un accordo che sembrava destinato ad arrivare alla scadenza naturale di fine 2019. È uscito un “francese”, ma non quello che tutti si aspettavano. È stato infatti il finanziere bretone ad approfittare della finestra per la disdetta anticipata, chiedendo di svincolare dall’accordo il suo 7,86%, e non invece l’UniCredit guidato da Jean Pierre Mustier che per il momento resta al tavolo con una quota dell’8,4% che ne fa in assoluto il primo azionista.

 

  • Grandi manovre su Generali In pista la cordata tricolore
Si scioglie il patto Mediobanca e il pensiero corre immediatamente a Generali. Piazzetta Cuccia è lo snodo chiave che porta a Trieste e in quanto tale è anche il custode degli equilibri interni al Leone. Equilibri che, già prima del ribaltone nell’assetto della banca, erano sotto scacco in vista di due appuntamenti cruciali: il piano industriale che la compagnia renderà noto a novembre e il prossimo rinnovo del consiglio di amministrazione. Due tematiche centrali che ora si vanno a incrociare con quelli che potrebbero essere i cambiamenti a livello di compagine azionaria. Perché sono in molti a credere che questa fase di incertezza scatenata dalla decisione lampo di Vincent Bolloré possa incidere sulle gerarchie di Trieste.

 

  • Bper-Unipol Banca, per Equita Sim sinergie fino a 50 milioni di euro
La banca emiliana sta lavorando al piano industriale che potrebbe essere presentato al mercato il prossimo 8 novembre, in occasione della diffusione dei dati trimestrale. Difficile che in quell’occasione ci siano già indicazioni su un dossier che, come anticipato ieri, è comunque sul tavolo dell’istituto di Modena, ovvero quello relativo all’aggregazione con Unipol Banca, operazione a cui il mercato guarda da tempo e che però presenta non poche complessità.

Covéa ha annunciato ieri la decisione del ceo di ritirarsi temporaneamente dal cda di SCOR. Il riassicuratore francese chiede ancora le sue dimissioni, malgrado il tentativo di pacificazione di Thierry Derez, lamentando una situazione di conflitto di interesse generale. Covéa venderà anche la controllata Swinton al broker britannico The Ardonagh Group per 165 mln di sterline

Handelsblatt

 

  • Allianz sollecita gli assistenti per i parcheggi
Gli incidenti di parcheggio costano agli assicuratori tedeschi 3,4 miliardi di euro all’anno. Allianz fa una proposta per limitare il danno. Chiede un’attrezzatura standard in tutti i veicoli con l’assistente di parcheggio.