RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 22/09/2018

Chi avesse comprato per 11,3 euro un’azione Generali il 23 novembre 2016, quando il manager presentò a Londra il suo primo business plan, tra dividendi e performance del titolo avrebbe ottenuto un rendimento di oltre il 50% in meno di due anni.
La prima sfida di Donnet è stata confermare gli obiettivi del piano fissati dal predecessore Mario Greco, nonostante in questi anni il mercato assicurativo si sia fatto più complicato, con tassi d’interesse rasoterra.
Prendendo a riferimento sempre il giorno il cui Donnet ha presentato il piano a Londra, si scopre che le Generali da allora hanno superato anche altri big europei delle polizze, come Axa (-2,1%), Zurich (+11,4%) e Allianz (+11,4%), facendo meglio dell’indice DJ Insurance, che da novembre 2016 a oggi è salito del 9,11%.
Ma appare altresì inevitabile che il Leone, dopo aver dismesso le attività minori, dovrà tornare a caccia anche nel core business assicurativo e qualcosa ha già iniziato a muoversi.

 

Da sempre le società di gestione hanno alcuni prodotti di punta su cui si concentra la raccolta e che, quindi, tendono ad accumulare nel tempo grandi asset in gestione. Ma questi fondi/sicav best seller meritano tanta fiducia? MF-Milano Finanza per scoprirlo è andata ad analizzare la performance da inizio anno, a tre e cinque anni dei più grandi fondi per patrimonio per le principali macro categorie. Ecco cosa è emerso.

 

A quasi nove mesi dall’entrata in vigore della direttiva Mifid II e del Regolamento europeo Priips sui prodotti di investimento, che puntano a dare una maggiore trasparenza sui costi pagati dai risparmiatori, restano molte questioni aperte. Anche se per i fondi comuni le regole sui Priips entreranno in vigore l’anno prossimo, per tutti gli altri strumenti (Etf, certificati, polizze Vita) valgono già e hanno portato all’introduzione del Kid, un foglio informativo che illustra in maniera sintetica principali rischi e costi dello strumento.

 

E’ stato aggiornato dal Ministero del Lavoro il modulo tfr 2 utilizzato dai lavoratori di nuova occupazione successiva al 31 dicembre del 2006 per operare la scelta della destinazione del trattamento di fine rapporto.
Con riferimento agli assunti di prima occupazione successiva al 15 aprile 1993 si prevede che gli accordi collettivi possono anche stabilire la percentuale minima di tfr maturando da destinare a previdenza complementare.
Nel caso in cui il rapporto di lavoro non sia disciplinato da contratti o accordi collettivi, anche aziendali, e per i quali il legislatore ammette il regolamento aziendale quale fonte istitutiva, la commissione presieduta da Mario Padula ritiene sia possibile che il medesimo regolamento possa anche disporre in merito alla quota di tfr da destinare a previdenza complementare, oltre che sulle altre voci contributive.

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  • Contributi previdenziali, si studia un maxi-condono
Sta prendendo forma in queste ore tra i vertici della Lega l’ipotesi di varare con la legge di Bilancio alcune misure che favoriscano «l’aumento della contribuzione da parte dei lavoratori».
Sicuramente il versamento agevolato dei contributi evasi, o il riscatto della laurea, tra le ipotesi al vaglio, potrebbero contribuire a raggiungere il minimo di contributi richiesto per la pensione anticipata, e cioè i 38 anni che sommati ai 62 di età permettono di arrivare a quota 100. Ma la platea degli interessati potrebbe essere molto più ampia rispetto ai candidati alla quota 100 (che sono compresi tra di 300.000 e i 400.000 lavoratori, secondo le stime della Lega, con una spesa di otto miliardi e mezzo).

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  • Generali, Triennale gratis per 500
«Come si fa a diventare ceo?», «Assumete?», «Cosa cercate in un neolaureato?». È un vivace scambio di domande (via sms e WhatsApp) e risposte (di persona) quello che ieri alla Triennale di Milano è intercorso tra 500 studenti degli atenei milanesi e Philippe Donnet (foto), ceo di Generali. L’occasione è stato il rinnovo della partnership fra il gruppo assicurativo e lo spazio di viale Alemagna. Ai giovani sono state distribuite 500 tessere per accedere gratuitamente a tutte le attività dell’istituzione, dove ogni anno si organizzano mostre, convegni e appuntamenti in ambito design, moda e arte. Sostenere il progetto, ha spiegato Donnet, significa «avvicinare le persone e, in particolare, sensibilizzare i giovani, all’eduzione verso il patrimonio culturale, un elemento di crescita per la collettività, stimolo per l’innovazione e sviluppo dell’economia».
  • Incidente di Bologna, Allianz ha garantito 238 risarcimenti
Sono saliti a 238 i risarcimenti già garantiti da Allianz, compagnia assicuratrice della autocisterna della società Fratelli Loro spa coinvolta nell’incidente autostradale di Borgo Panigale (Bologna), del 6 agosto scorso. In tutto le richieste di risarcimento pervenute alla compagnia sono 615.

  • La casa è un asset illiquido
Il tasso fisso non è mai stato così basso. Oggi per chi vuole comprare una casa o un immobile c’è la possibilità di finanziarsi in banca pagando in 20 anni in media l’1,5% di interessi compreso lo spread aggiuntivo applicato dagli istituti di credito. Uno scenario molto favorevole per i risparmiatori che però non si sta traducendo, in chiave di investimento,in una decisa corsa all’acquisto. Il mutuo resta lo strumento utilizzato soprattutto da chi ha bisogno di comprare una prima casa o di fare una surroga.
Come mai gli italiani non sfruttano questa finestra favorevole?
  • Quando serve il paracadute e come sceglierlo
Impegnare finanziariamente la propria famiglia al versamento di un importo fisso mensile potrebbe essere pericoloso qualora, per esempio, le finanze del nucleo familiare dipendano da un solo soggetto. In questi casi risulta utile la polizza che copre in primis dalla premorienza (Tcm), ma anche da inabilità temporanea, invalidità fino ad arrivare, per i lavoratori dipendenti, alla perdita impiego. Negli ultimi anni il mercato delle polizze abbinate ai mutui è stato al centro di diversi interventi dell’Ivass, che ha cercato di regolamentare un settore dove gli interessi di distributori e erogatori del credito avevano avuto la meglio rispetto ai diritti dei consumatori. Con polizze estremamente caricate e dal basso valore aggiunto e con un grado di penetrazione di questi prodotti elevatissimo: si arrivava anche all’80% dei mutui venduti con polizza, sintomo che sostanzialmente la copertura era di fatto obbligatoria.
  • Perché il Tfr in busta paga è solo per pochi
L’operazione, chiusa la sua fase sperimentale lo scorso giugno, ha interessato poco più di 217mila lavoratori su 15 milioni circa, per 388mila richieste (il che porta a dire che il numero di soggetti che hanno reiterato la richiesta è stato alto). Secondo i dati diffusi dall’Inps, dal 2016 ad aprile 2018 sono stati erogati oltre 657 milioni di euro in busta paga ai singoli lavoratori che hanno fruito della Quir per almeno un mese tra il 2016 e il 2018. Un dato decisamente differente dalle aspettative alla vigilia dell’operazione: nella sua indagine campionaria 2016, Mefop aveva registrato come il 10% dei lavoratori italiani si dichiarava propenso a richiedere di incassare cash la propria liquidazione, mentre l’85% riteneva la misura inutile o controproducente (solo il 5% non sapeva esprimersi).
  • I Pir assicurativi ancora in crescita
Nei primi sette mesi del 2018 i piani di risparmio venduti da compagnie assicurative,secondo i dati Ania, hanno incassato nuovi premi per 1,624 miliardi (+212,3% rispetto all’analogo periodo 2017) e arrivando quasi a eguagliare il bilancio di tutto il 2017 (1,7 miliardi di euro).
I Pir sono strumenti di risparmio agevolati sotto il profilo fiscale introdotti dalla legge di Stabilità 2017. L’agevolazione consiste nella detassazione dei rendimenti ottenuti dal Pir (entro un limite di investimento di 30mila euro l’anno e 150mila nel quinquennio), purché l’investimento sia mantenuto per almeno cinque anni e si rispettino le regole sulla composizione degli investimenti: 70% investito in strumenti finanziari emessi da imprese residenti in Italia, di cui il 30% da imprese non incluse nel FtseMib e indici equivalenti.
  • «I piani vanno scelti dopo un’attenta analisi»
Intervista a Michele Spagnuolo Direttore life & savings Axa Italia.
Come emerge dai dati, i Pir hanno riscontrato il favore degli italiani, che li interpretano innanzitutto come un’ottima opportunità di risparmio, grazie all’allungamento dell’orizzonte temporale d’investimento, ai vincoli di diversificazione del rischio e di concentrazione e ai benefici fiscali. Sono poi strumenti in grado di creare un ponte tra risparmio ed economia reale attraverso l’investimento nelle imprese, un aiuto concreto all’economia del nostro Paese.