RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 17/09/2018

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La salute, in Italia, vive in un continuo saliscendi: quarta posizione per l’aspettativa di vita alla nascita, ma in fondo alla classifica per mortalità cerebrovascolare (25°) e tumore (26°) e per basso peso alla nascita (29°). Insomma, va bene per quanto riguarda aspettativa di vita, o qualità delle cure e tempi di attesa per molte prestazioni.

 

Curarsi costa. E c’è chi rinuncia. La spesa sanitaria per le famiglie italiane è di 33,7 miliardi. L’importo medio è di 1.336 euro per famiglia. Oltre il 60% dei nuclei spende in prevenzione, oltre il 65% lo fa per visite specialistiche ed esami diagnostici. In valori monetari le prime tre componenti sono costituite da prevenzione (8 miliardi, pari al 23,7% del totale della spesa sanitaria); cure odontoiatriche (6,4 miliardi, pari al 19,3%) e visite specialistiche (4,6 miliardi, pari al 13,6%).
Responsabile per i reati edilizi il proprietario del fondo sul quale sono stati effettuati lavori in assenza di autorizzazione salvo che abbia negato il consenso. La Corte di cassazione con sentenza 39313/2018 ha esaminato la questione della ripartizione delle responsabilità, nel caso di reati commessi nel corso di lavori edilizi. Viene presa in considerazione ed esaminata la posizione della proprietaria di un terreno non committente, a seguito della contestazione della violazione del dpr n. 380/2001 per avere consentito, che sul suo fondo venisse realizzato uno stabile senza autorizzazione.

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La caccia senza tregua ai big data, l’inseguimento del consumatore digitale, la ricerca della sostenibilità economica e il rapporto con i settori collaterali, dall’automotive alla mobilità. È un contesto tutt’altro che povero di sfide, soprattutto sul fronte innovazione, quello in cui si trovano a operare oggi le compagnie assicurative del segmento auto. Tra il deficit storico nel rapporto con la clientela, la rapida evoluzione tecnologica e l’allargamento dell’arena competitiva, la strada che si para davanti agli operatori del settore è tutt’altro che in discesa. Le compagnie, rilevano gli esperti, ne sono comunque ormai piuttosto consapevoli. Dopo tentennamenti e temporeggiamenti, chi più chi meno, qualcosa si sta infatti muovendo. Una spinta notevole sta arrivando dai grandi trend tecnologici del comparto auto, con riflessi notevoli sull’ecosistema.
“La sovrapposizione crescente tra assicurazioni, automotive e mobilità ci spinge a immaginare una seconda vita e soprattutto a farlo in grande. Non si può più essere piccoli, locali e soli. Il 2019 sarà un anno importante, in cui prenderemo in considerazione anche alcune acquisizioni con l’obiettivo di accelerare la crescita e rafforzare la presenza globale. E continuiamo a ragionare sull’apertura a ulteriori partner, anche finanziari, nonché sull’opportunità della quotazione in Borsa”. A delineare cosi una svolta scolpita nel segno dell’open Innovation per Octo Telematics è il chief esecutive officer del gruppo, Fabio Sbianchi.

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Autisti ubriachi, omesse revisioni, gomme lisce, assicurazioni scadute: dai controlli della stradale. Dal febbraio del 2016 al 31 maggio 2018 la Stradale ha controllato il 43 per cento del parco veicolare adibito a trasporto scolastico (43.061 bus) e 6.511 presentavano irregolarità (circa il 15 per cento).
  • Sul muletto per divertirsi: muore travolto
Un ragazzino è morto, travolto da un muletto, mentre con un amico si era introdotto in un deposito di materiali edili a Venezia. L’incidente è avvenuto a poche centinaia di metri dal terminal automobilistico di Piazzale Roma e allo stesso tempo scalo per il trasporto di materiali in acqua. Da chiarire il perché i due siano entrati nel cantiere (chiuso) e la vittima si sia avvicinata al mezzo che per essere utilizzato richiede specifiche professionalità.

 

L’ente previdenziale dei medici è l’unico che consente, con un versamento minimo, l’iscrizione anche a chi è ancora sui banchi dell’università. La cassa ha un patrimonio che sfiora i 20 miliardi. Il futuro fa paura. Ma gli universitari italiani reagiscono in maniera specularmente diversa alle difficoltà. I giovani che studiano al Centro-Nord hanno tendenza ad essere più previdenti rispetto a quelli che frequentano gli atenei del Sud. Il dato emerge dall’analisi delle prime iscrizioni facoltative all’Enpam, l’ente previdenziale dei medici che per il momento è l’unico ad ammettere anche gli studenti, prima che inizino a lavorare.

 

  • Meno furti, ladri più tecnologici
Furti d’auto urti d’auto in lieve diminuzione nel 2017 in Italia ma si consolida un nuovo fenomeno, quello della sottrazione dei navigatori satellitari. Ogni anno in Italia vengono rubate circa 100.000 auto, di cui 6.000 di proprietà delle società del noleggio di cui 1.173 nel breve termine. Per quanto riguarda questi operatori, il decremento è dovuto in primo luogo alla maggiore penetrazione dei dispositivi telematici presso le flotte dei noleggiatori, in grado di garantire ottimi risultati sia in fase di prevenzione dei furti, sia per
le attività di recupero dei veicoli. I noleggiatori stanno infatti rafforzando l’attività di prevenzione proteggendo la propria flotta con dispositivi tecnologici satellitari e in radio-frequenza, utili al rilevamento e al recupero delle auto rubate. Grazie a queste dotazioni, i recuperi oggi avvengono in genere nelle 48 ore successive al furto.
  • Giganti globali a caccia di piccoli investitori
I colossi Usa del risparmio gestito sono già arrivati a vendere fondi azzerando le spese di negoziazione e addirittura di gestione.  Gli ultimi dati Assogestioni sull’andamento del risparmio gestito segnalano in luglio un nuovo deflusso di capitali non compensato dall’aumento della raccolta. Il saldo positivo del 2018 si è così ridotto a soli 9,3 miliardi. Il patrimonio in gestione rimane superiore ai duemila miliardi. L’Italia del risparmio è uno dei mercati più ambiti al mondo. Diverse le cause di questa battuta d’arresto. Non solo legate alla nostra particolare, per usare un eufemismo, congiuntura economica e politica.

 


  • Pensioni, un’uscita «chiede» 5 addetti
Dal 1° gennaio 2019, se il governo gialloverde manterrà il suo impegno di «superamento della riforma Fornero», si potrà andare in pensione con “quota 100”, solo tre punti in più rispetto al limite dove si era fermata la contro-riforma Damiano del 2008 che con “quota 95-97” aveva cancellato il cosiddetto “scalone Maroni” concepito quattro anni prima. Il costo non sarà basso e a pagarlo saranno in primis i contributi dei lavoratori: ne serviranno cinque per pagare ogni singola nuova anzianità.
  • «Dal 2019 i fondi devono aggregarsi»
Se per le pensioni obbligatorie le novità sono al momento solo annunciate, per la previdenza complementare il 2019 sarà sicuramente un anno di svolta. Come lo è stato il 2005, quando la legge 252 gettò le basi dell’attuale sistema dei fondi pensione. Entro gennaio dovrà essere recepita la direttiva Ue 2016/2341 (la famosa Iorp 2) che aggiorna radicalmente la governance dei fondi. Il decreto legislativo di recepimento è al vaglio del Parlamento e, dopo il via libera, la Commissione di vigilanza dovrà adottare la regolamentazione secondaria.
I fondi dovranno dotarsi di nuove funzioni come il risk management, la revisione e la funzione attuariale. Saranno rafforzati i presìdi sulle scelte di investimento e ridefinite le politiche di comunicazione agli iscritti e di remunerazione dei soggetti coinvolti nella gestione. Un salto quantico, insomma. Per affrontarlo i fondi, spiega il presidente della Covip, Mario Padula, dovranno ripensare profondamente ai loro assetti.

Sarebbe uno spreco per SCOR, una compagnia di riassicurazione notata da un dirigente eccezionale in uno stato di quasi fallimento all’inizio degli anni 2000, una situazione che non era estranea a un contesto azionario dominato all’epoca da un mutuo In sedici anni, questa società quotata è diventata il 5 ° più grande riassicuratore al mondo, con una valutazione di oltre 7 miliardi di euro, rendendolo una storia di successo con pochi equivalenti.

Handelsblatt

 

  • Solo 3 assicuratori vita tedeschi su 12 sono economicamente forti
I bassi tassi di interesse mettono le compagnie vita sotto pressione. Un nuovo studio di Hermann Weinmann mostra i vincenti e i perdenti tra i primi 12 player del ramo.