Psicologi, pensioni più ricche

di Simona D’Alessio

Il «salvadanaio» previdenziale degli psicologi (liberi professionisti) diventa un po’ più «pesante»: è l’effetto della maggior rivalutazione dei montanti degli iscritti all’Enpap (Ente pensionistico di categoria) pari per il 2016 al «3,08%», in ascesa del «2,58%» rispetto al calcolo basato sulla media quinquennale del pil per quell’anno (0,50%)», come previsto dalla legge. La Cassa aveva già adottato analogo provvedimento e, circa un anno fa, aveva accreditato agli associati un rendimento più ampio (del «2,97%») per il 2015, annunciando in quell’occasione di aver appena sottoposto ai ministeri vigilanti del lavoro e dell’economia una nuova delibera per poter «irrobustire» anche il risparmio previdenziale per l’annualità successiva (si veda anche ItaliaOggi del 15 settembre 2017); il semaforo verde dei dicasteri si è, dunque, acceso, sebbene, ha evidenziato l’Ente, «dopo diversi mesi di attesa», permettendo adesso di rendere operativa la decisione assunta dal Consiglio di amministrazione «sulla base dei risultati di gestione del patrimonio registrati a bilancio». In occasione della precedente revisione (al rialzo), l’Enpap, per metter in risalto il valore dell’iniziativa aveva formulato una simulazione: con un montante di «50 mila euro», era stato quantificato, si raggiunge la quota di «1.485, invece che di 255, con un guadagno netto di 1.230 euro», numeri che si tradurranno in una prestazione pensionistica più ingente.

Nel frattempo, poiché entro il prossimo 1° ottobre gli iscritti dovranno presentare la comunicazione reddituale, con la possibilità di scegliere la percentuale di contribuzione sul reddito conseguito nel 2017 (tra «un massimo del 20% e un minimo del 10% con incrementi di un punto percentuale», ha rammentato la Cassa), optando per una percentuale più rilevante potranno accantonare somme più alte, incrementando, perciò, l’importo della futura pensione, con risvolti utili sotto il profilo fiscale, giacché i contributi (l’aliquota soggettiva e la maternità) sono interamente deducibili. «Ottima notizia» quella della rivalutazione, ha sostenuto il presidente Felice Damiano Torricelli: gli psicologi, «per il secondo anno di seguito, si vedono riconosciute percentuali» sui montanti «sei volte più alte di quelle base».
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