L’età della pensione spostata a 70 anni

In Giappone. Lo propone il premier Abe

di Simonetta Scarane

Nel Giappone, popolato sempre più da anziani, il premier Shinzo Abe vuole innalzare l’età della pensione oltre i 70 anni. Ogni anno la popolazione del paese del Sol Levante si riduce di 300 mila persone. E da dieci anni il numero dei decessi ha superato quello delle nascite. Gli over 65 sono più di un quarto della popolazione, e nel 2050, fra poco più di 30 anni, un giapponese su tre avrà oltre 65 anni. Davanti ad una piramide sociale con una base così fragile perchè composta da anziani, il finanziamento delle pensioni diventa sempre più problematico. È per questo che il premier Shinzo Abe ha proposto in una intervista a la Nikkei Asian Review, ripresa da Le Figaro, di spostare l’età pensionabile a oltre 65 anni. I dirigenti giapponesi dovrebbero lavorare oltre i 70 anni.

Oggi, un giapponese può lasciare il mondo del lavoro a 60 anni, ma viene incentivato a lavorare fino a 65 per arrotondare la propria pensione. Infatti, sono in molti quelli che continuano a in età avanzata, persino oltre gli 80 anni. In particolare, sono persone modeste, attive nel mondo della ristorazione e del commercio. Anche se andasse in pensione a 70 anni, un giapponese potrebbe comunque goderne per un tempo lungo, dal momento che le aspettative di vita nel paese nipponico sono le più alte al mondo, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms): 81,1 anni per gli uomini, 87,1 per le donne.
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