Casse, detassati gli investimenti

di Franca Floris

Maggiori incentivi per gli investimenti degli enti nell’economia reale. Avvio di un percorso che porti nei prossimi anni all’abolizione della doppia tassazione. E individuazione di possibili strade per garantire la sostenibilità degli istituti più piccoli, attraverso l’allargamento della platea degli iscritti. Con questo pacchetto di proposte il sottosegretario al ministero del lavoro Claudio Durigon accoglierà oggi le Casse di previdenza dei liberi professionisti, per ascoltarne istanze e indicazioni in vista della prossima legge di bilancio. Intervenuto al 2° Forum dei commercialisti, che chiuderà oggi i battenti a Milano, il sottosegretario ha ribadito che «la defiscalizzazione è in cantiere», anche se non si tratterà di un intervento immediato da inserire nella legge di bilancio ma destinato a un provvedimento successivo. Sicuramente uno dei primi atti del governo sarà però sempre di natura fiscale, attraverso l’innalzamento dal 5 all’8% della soglia di investimenti effettuati dalle Casse (in azioni o quote di imprese o in Oicr residenti nel territorio dello stato o in stati membri dell’Unione europea) i cui proventi potranno godere dell’esenzione totale dall’imposizione tributaria. Investimenti che, sostiene Durigon, potranno essere anche rivolti alle stesse categorie professionali.

«Le Casse sono un importante motore di sviluppo, hanno a disposizione ingenti fondi da investire», ha sottolineato il sottosegretario. «È importante che questi possano essere utilizzati anche per potenziare e far crescere le professioni stesse». Nell’ottica di protezione e tutela dell’universo professionale, di buon occhio è vista anche la proposta a cui sta lavorando l’Adepp, ovvero l’istituzione di un «fondo intercategoriale di solidarietà» fra le Casse di previdenza professionali, che possa esser utilizzato per supportare un ente in caso di difficoltà finanziaria (si veda ItaliaOggi del 21 giugno 2018), nella quale potrebbe innestarsi l’intervento sulla doppia tassazione, visto che l’ipotesi degli enti privati è proprio quella di utilizzare i proventi della defiscalizzazione per costituire una riserva per il mutuo soccorso nel sistema pensionistico privato e privatizzato. Altra declinazione di possibile sostegno alle Casse in difficoltà (in questo caso per le ridotte dimensioni) è poi la possibilità di ampliare la platea di iscritti, aprendo a figure professionali simili ma senza un ente privato di riferimento, «purché», sottolinea però Durigon, «non si intacchi l’equilibrio del sistema previdenziale».

Se le porte della legge di bilancio potranno aprirsi alla previdenza privata solo all’esito dell’incontro di oggi, sul fronte pubblico il sottosegretario Durigon conferma la revisione della legge Fornero, con l’introduzione della quota 100 (la soluzione più accreditata è quella che prevede almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi) con la quale potranno andare in pensione 1,2 milioni di lavoratori in tre anni, dei quali oltre un terzo provenienti dalla pubblica amministrazione. Il governo lavora poi alla cosiddetta pace contributiva («non si tratta assolutamente di un condono», precisa Durigon), per consentire ai lavoratori discontinui che hanno iniziato a lavorare dal 1996 di coprire, a condizioni agevolate, i periodi di non lavoro con la contribuzione volontaria.

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