Broker: big bang in vista in Francia per il settore

Le principali organizzazioni professionali del settore del brokeraggio assicurativo in Francia hanno confermato di lavorare insieme con il Governo su una nuova forma di controllo e sorveglianza sulla professione.

La Chambre Syndicale des Courtiers d’Assurances (CSCA), Planète Courtier e l’Association Nationale des Conseils Financiers (Anacofi), che contano insieme oltre due terzi del fatturato del settore del brokeraggio assicurativo francese, hanno comunicato venerdì scorso di riflettere intorno ad un progetto di riforma che prevede deleghe di servizi pubblici affidati alle organizzazioni rappresentative della professione e approvate dall’Authority di vigilanza ACPR per affiancare i broker nell’adempimento degli obblighi previsti dalle normative.

Questa riforma è prevista da un progetto di emendamento della legge Pacte, esaminato la scorsa settimana da una commissione speciale dell’Assemblée nationale. Tenuto conto dei nuovi obblighi emergenti dalla IDD, delle difficoltà legate ad alcuni operatori che esercitano in LPS, che dimostrano il bisogno di rafforzare il controllo delle condizioni con cui alcuni prodotti vengono commercializzati, e delle sfide poste dalle nuove tecnologie, viene ritenuto necessario aiutare la professione a strutturarsi meglio, creando associazioni professionali rappresentative, ad adesione obbligatoria, approvate dall’ACPR.

Tale evoluzione del sistema permetterebbe ai professionisti di divenire più responsabili del proprio destino e di “autoregolamentarsi”. Le organizzazioni approvate dovranno per esempio mettere a disposizione guide di best practices o realizzare indagini per aiutare i supervisori a conoscere il mercato. Si vedranno affidate la certificazione della formazione, il controllo delle coperture di rc professionale, dei requisiti di capacità professionale e saranno anche dotate di poteri disciplinari che potranno anche andare fino alla radiazione.

Tra gli intermediari regna confusione ed incertezza: secondo alcuni non si capisce la necessità di questa riforma, dato che i professionisti sono già iscritti al registro intermediari e sono vigilati dall’ACPR.