Pensioni: per i giovani si valuta un taglio del coefficiente da 1,5 a 1,2 del minimo Inps

Il governo valuta un intervento a sostegno delle future pensioni dei giovani tramite la riduzione del coefficiente dell’1,5 previsto oggi per il calcolo contributivo.

Lo hanno riferito i sindacati Cgil, Cisl e Uil al termine dell’incontro con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Oggi possono accedere alla pensione, dati i requisiti di età e contributi, i giovani che percepiscono un trattamento pari a 1,5 volte l’assegno sociale Inps.

Nell’incontro, secondo quanto hanno riferito i sindacati, si è ipotizzato di ridurre il coefficiente da 1,5 a 1,2. Contestualmente i sindacati hanno chiesto di ridurre anche il parametro del 2,8 previsto per gli attuali pensionandi: “Su questo c’è stata apertura, si tratterebbe di abbassarlo verso il 2”, ha detto Maurizio Petruccioli della Cisl.

Un simile intervento consentirebbe di ampliare la platea dei giovani a sistema contributivo con l’assicurazione di un assegno oltre i 600 euro. Il tema delle pensioni dei giovani con carriere discontinue è “aperto – ha detto Poletti – ed è all’ordine del giorno, confermiamo la volontà di valutare come costruire un percorso per i giovani per cui si verificherà un forte allungamento dell’età e piccoli importi con proposte di carattere previdenziale e assistenziale”.