La tecnologia nella finanza sotto i riflettori privacy, Abi e Mef

di Pasquale Quaranta

Ministero dell’economia, Sviluppo economico, Bankitalia, Consob, Ivass, garante privacy, Abi e Ania. Questi i soggetti istituzionali che nei prossimi mesi svolgeranno una serie di audizioni in merito all’indagine conoscitiva sulle tematiche relative all’impatto della tecnologia finanziaria sul settore finanziario, creditizio e assicurativo. Gli obiettivi sono quelli di verificare l’adeguatezza del sistema di vigilanza rispetto all’evoluzione del modello organizzativo e di business basato sulla «fintech e di elaborare, successivamente, una cornice regolamentare in grado di garantire la pacifica convivenza tra operatori tradizionali e le nuove start-up del settore fintech situate, soprattutto, a Londra. Con particolare riferimento al settore finanziario, in Cina, società come Alipay e Tencent hanno ormai un numero di clienti paragonabile a quelli dei classici istituti di pagamento e gli investimenti privati in società «fintech», che nel 2010 erano pari a 1,8 miliardi di dollari, nel 2015 sono cresciuti sino alla cifra di 19 miliardi. Tale evoluzione ha inciso molto non solo dal lato dell’offerta di servizi, ma anche dal lato della domanda: infatti, se nel 2009 il 70% dei clienti utilizzava le filiali bancarie, oggi due contatti su tre con le banche avvengono in via digitale. Per questo la commissione finanze ha deciso, per i prossimi sette mesi, di approfondire temi quali : la tutela dei risparmiatori, la privacy dei dati personali trattati, i processi di conoscenza dei clienti e i presidi per il contrasto al riciclaggio di denaro.
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