La polizza che ti segue

di Anna Messia
La sfida si è fatta decisamente più complicata per le compagnie che per continuare a crescere in maniera profittevole sono ora obbligate a reinventarsi il proprio mestiere e a investire nelle nuove tecnologie. I dati del settore parlano chiaro: gli anni di crescita boom delle polizze sembrano passati e oggi il mercato assicurativo sta vivendo una fase di contrazione, dovuta principalmente al calo di attrattività del comparto vita. Un ramo che, nell’ultimo decennio, aveva fatto da vero e proprio traino a tutto il settore.

Nel 2016 la raccolta complessiva dei premi si è fermata invece a 134,2 miliardi, con un calo dell’8,8% rispetto al 2015, secondo i dati diffusi dall’Ania, l’associazione delle imprese di assicurazione. Si tratta della prima contrazione dopo tre anni ininterrotti di crescita. Il calo ha colpito in particolare il ramo Vita, che ha registrato una flessione dell’11% rispetto all’anno precedente. Mentre dal Ramo Danni non sono arrivare sorpresa ma la conferma di un trend che resta comunque negativo (-1,0% rispetto al 2015). In questo caso a fare da zavorra è stato in particolare il comparto Rc Auto che ha subito una riduzione del 5%. Premi che, da soli, costituiscono il 50,5% della raccolta totale danni.

Una tendenza, quella sull’Rc Auto, che sembra destinata a proseguire e la sfida del settore sarà sempre di più di controbilanciare il calo con l’aumento dei premi degli altri rami danni che l’anno scorso sono saliti appena del +3,4%.

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Altro importante fattore da tenere in considerazione è la voce dei consumatori, che continuano a evolversi e a essere sempre più esigenti sulla spinta di nuovi modelli di interazione derivanti dalla Digital economy. Quale risposta è attesa dalle compagnie?
La strada obbligata sembra essere quella degli investimenti in innovazione per offrire nuovi servizi a valore aggiunto per i propri cliente. «In un mercato in cui la parola del consumatore finale è diventata decisiva», affermano dalla società di consulenza Accenture, «è necessario che le compagnie assicurative si mostrino in grado di modulare la propria offerta».

In altri termini, spiegano da Accenture, le compagnie dovrebbero essere sempre più in grado di «assecondare anche le esigenze di vita quotidiana e non solo quelle relative a danni e incidenti dei propri clienti».

Tecnicamente si chiamano Living Service e, secondo il colosso americano della consulenza, rappresentano la frontiera del mercato assicurativo del futuro: si tratta dei servizi che vanno dalla domotica alla casa connessa, passando per le applicazioni di salute digitale e blockchain applicata alle auto connesse.

Nuove opportunità «nate dalla combinazione di disruption tecnologica e dalla diffusione della tecnologia, i living service entrano a far parte della nostra quotidianità e impattano tutti gli aspetti della vita, la casa, la famiglia e pure il lavoro», aggiungono da Accenture. Insomma, gli assicuratori dovrebbero essere sempre più presenti e vicini alla vita dei propri clienti. Anche perché i consumatori appaiono sempre più propensi ad acquistare polizze assicurative utilizzando canali alternativi a quello tradizionale delle agenzie (si veda grafico in pagina). Se tre anni fa solo il 20% degli italiani si diceva intressato ad acquistare un prodotto assicurativo tramite un «service provider» domestico, come potrebbe essere per esempio l’azienda elettrica o quella telefonica a fine 2016 la percentuale era salita al 46% (survey Accenture). E la polizze potrebbe pure entrare sempre di più al supermercato: nel 2013 solo il 18% degli italiani era pronto a mettere un prodotto assicurativo nel carrello. Percentuale salita oggi al 33%

Argomenti di cui si discuterà nel corso della sedicesima edizione dell’Insurace Day 2017, organizzato da MF-MilanoFinanza in collaborazione con Accenture, che si terrà il prossimo 6 ottobre presso la Fondazione Cariplo a Milano. «Nell’era dei Living Service, assicurarsi una crescita profittevole sarà sempre più complesso per le compagnie ancorate solo a modelli di business convenzionali», spiega Daniele Presutti, senior managing Director, Europa e America Latina Insurance Lead per Accenture.

La trasformazione non è da poco. Per un efficace percorso di trasformazione verso i Living Service, le compagnie dovranno puntare sul rendere sempre più efficiente il business tradizionale, semplificando prodotti, processi, e la macchina IT per arrivare a strutture costo più competitive. «Bisogna investire il valore recuperato da un lato per crescere nel business tradizionale, e dall’altro per sperimentare in modo mirato nuovi modelli di business abilitati dalle frontiere aperte dalle tecnologie digitali ed ecosistemi», aggiunge il consulente. «L’equilibrio tra business assicurativo e investimenti in nuovi trend tecnologici diviene quindi il fattore critico di successo per organizzazioni che devono ambire a diventare partner dei propri clienti nella loro quotidianità», conclude Presutti. (riproduzione riservata)
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