Franco Scala fa festa per i suoi quindici anni (da broker)

di Gigi Giudice.

Non ho potuto mancare alla festa che Franco Scala ha organizzato, il 27 giugno scorso, a Udine. Per celebrare i suoi quindici anni di attività come presidente della SMB- Scala & Mansutti Broker.

I riscontri anagrafici non contano per il Till Eulenspiegel dell’assicurazione. Till è l’eroicomico simbolo di irriverente avversione ai conformismi e ai tentativi di sopraffazioni da parte dei prevaricatori e degli insipienti, come lo ha eternato Richard Strauss nel poema sinfonico “I tiri burloni di Till Eulenspiegel”. Franco ha conservato nel tempo gli spiriti e l’affabilità che gli hanno guadagnato quel soprannome.

Ci conosciamo da una vita.

Dai primi anni Settanta, quando il suo temperamento e il suo coraggio nel dire pane al pane, senza smettere l’ampio sorriso con cui vi accoglie ancora oggi, destavano attenzione e certa stupefazione. Soprattutto quando prendeva la parola partecipando alle tumultuose assemblee del sindacato di categoria o del gruppo agenti Reale (di cui è stato vicepresidente).

I colleghi, gran parte dei quali erano entrati da poco – sulla spinta della rc auto obbligatoria – a prendere timorosamente ordini dalle spettabili mandanti, quasi non si capacitavano dei suoi atteggiamenti sicuri e determinati. Come poteva permetterseli?

“Dobbiamo deciderci se fare i portaborse – né troppo piccoli né troppo grandi – delle compagnie. I cui vertici in questi anni sembrano privilegiare l’affermazione del rapporto padrone-esecutore acefalo…Con buona pace del collega che intende affermarsi come agente-imprenditore, che dunque è pronto a investire nella ricerca della qualità del servizio al cliente”. Tanto per citare uno dei tanti interventi di Franco Scala destinati a lasciare il segno.

Poteva permettersi di non nutrire alcun senso reverenziale perché proveniente da una famiglia di titolari di agenzia con radici risalenti al 1880.

Certamente con un avo di Franco Scala la Società Reale Mutua aveva potuto iniziare a operare a Udine e dintorni.

Una sintonia che è venuta meno dopo un improvvido (per la mandante quasi secolare) scontro con un incauto responsabile commerciale che voleva imporre certi suoi diktat. Un nesci malinformato. Essendo impresa temeraria e impossibile pensare di costringere Franco Scala a deviare dalle certezze, dalle diritture su cui si era sempre mosso.

Oggi sembra naturale parlare di informatizzazione delle agenzie. Dovete pensare cosa voleva dire negli anni Settanta del secolo passato.

Dovevate affrontare un territorio da Hic Sunt Leones che solo l’intelligenza e la tenacia pionieristica di Franco Scala ha saputo affrontare, offrendosi come avanguardia a collaborare con la SIA, società messa da poco in piedi, a Bassano del Grappa, dall’ottimo Cimatti, nella realizzazione delle primissime soluzioni informatiche applicate all’attività agenziale. Quanto tempo dedicato a questa titanica impresa!

Il settore assicurativo intero gli deve, per questo, riconoscenza perenne.

Dopo che dovette obbligatoriamente troncare il filo che lo collegava a Reale Mutua, Franco Scala ha imboccato la strada del brokeraggio, trovando immediata rispondenza e condivisione di intenti in uno degli amici di sempre: Francesco Mansutti, titolare della Mansutti spa.

E’ nata così la SMB – Scala & Mansutti Broker. Correva l’anno 2004.

Con sede a Udine, naturalmente, contando sulla fiducia di importanti realtà, Scala ha potuto continuare a operare con profitto. Avendo la capacità di trasmettere ai figli Elisabetta e Matteo  la sua stessa passione .

Le linee guida della SMB – Scala & Mansutti Broker sono efficacemente rappresentate nel sito dedicato (www.sm-broker.it ) che reca come slogan “Un mondo di certezze”.

Interagiscono con lui, a rendere veridico e tangibile tale affermazione nei rapporti con i clienti, i due figli e un team di vitalissime collaboratrici. Che non potendo qui citarle tutte, mi limito a rappresentarle nella figura della responsabile commerciale Claudia Ravello.

E siamo alla festa organizzata – la stagione, il caldo di fine giugno lo imponeva – al piano terra della Sala della Contadinanza. Luogo santificato dalla storia udinese, a pochi passi dal Castello, sotto le ali del grande angelo annunciante, con il braccio alto nel cielo.

Centinaia di invitati, moltissimi clienti e amici, a condividere la poco contenibile vivacità di una serata sotto le stelle d’estate. Fra musiche e irrefrenabili impulsi alla danza, inframmezzati dal gustar vivande e sorseggiando vini. Parlando abbastanza di faccende assicurative fra addetti ai lavori, passeggiando anche sul grande piazzale-balaustra sulla città illuminata. Brindisi all’infinito e infinito dialogare, continuamente interrotto. Fino alle ore piccole.

Si è frenato per un attimo il brusio quando Francesco Mansutti ha presentato a Franco Scala il suo dono simbolico: un modellino ligneo riproducente la Scala quale l’ha concepita nientemeno che Leonardo da Vinci.