Agricoltura: droni e big data per salvare i raccolti

La tecnologia a servizio dell’agricoltura? Se non si possono evitare tempeste e altri eventi atmosferici, è vero però che le nuove tecnologie possono essere di grande aiuto.

Per esempio i droni potranno salvare le mele dal fungo “Ventura inaequalis”, che mette in pericolo i frutti causando la “ticchiolatura”. “Eye scab”, che prevede l’utilizzo di oggetti volanti a pilotaggio remoto per monitorare le piantagioni trentine e prevenire la comparsa del fungo, è un’idea di Metacortex, azienda insediata nel business innovation center di Pergine Valsugana.

Nel 2013 l’attacco ai meli del Nord Italia e della provincia di Trento è stato talmente aggressivo che è andato perduto oltre il 40% della produzione. La ticchiolatura si sviluppa più facilmente quando le foglie sono bagnate e la temperatura atmosferica è più alta. E’ possibile quindi utilizzare i dati forniti dalle centraline meteorologiche per individuare i periodi in cui è più facile che la malattia possa svilupparsi. Contemporaneamente l’utilizzo di un drone, dotato di una termocamera radiometrica e di un sensore multispettrale a sei bande, in grado di raccogliere ulteriori dati scaglionati nel tempo relativamente allo sviluppo fogliare, può contribuire a salvare il raccolto.

Abbinando le informazioni fornite dalle immagini geolocalizzate provenienti dal drone con i dati meteo sarà infine possibile mettere a punto un algoritmo con cui si superano i modelli di previsione “tradizionali”, individuando con buoni margini di approssimazione le piante più a rischio di essere infettate. L’agricoltore potrà così predisporre i trattamenti preventivi specifici, utilizzando meno fitofarmaci, migliorando la qualità del prodotto e risparmiando.

Ma i droni possono essere utilizzati anche per altre coltivazioni, per monitorare stato di salute e reazione ai trattamenti, limpollinazione ecc.

E’ anche allo studio una app che fotografando con una termocamera collegata allo smartphone le foglie del melo, permette di individuare lo sviluppo della ticchiolatura fino a quattro giorni prima rispetto alla comparsa delle prime macchie.