RBM Assicurazione Salute lancia il Manifesto della sostenibilità

Una road map strategica in 7 punti che garantisca al Servizio Sanitario Nazionale un recupero in termini di sostenibilità ed efficienza. Lo ha proposto Marco Vecchietti, Consigliere Delegato di RBM Assicurazione Salute, nel corso del dibattito “Il ruolo delle mutue e delle assicurazioni per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale” svoltosi al Forum della Sostenibilità alla Leopolda di Firenze.

“Occorre lavorare – spiega Vecchietti – alla costruzione di un Secondo Pilastro Sanitario aperto che garantisca una protezioneaggiuntiva per TUTTI i cittadini senza distinzioni di attività lavorativa, reddito, condizione sociale (lavoratori dip, autonomi, liberi professionisti, P.IVA, studenti, casalinghe etc). Il Secondo Pilastro Sanitario dovrà coprire l’intero campo della spesa sanitaria privata quindi pagata direttamente “di tasca propria” dai cittadini per la quota servizi (con particolare attenzione a odontoiatria, prestazioni socio sanitarie e socio assistenziali) e finanziare Protocolli di Prevenzione contro le Malattie Croniche Non Trasmissibili”.

“Per raggiungere questo obiettivo – prosegue Vecchietti – servono regole omogenee per TUTTE le Forme Sanitarie Integrative (Fondi Sanitari, Compagnie di Assicurazione, Casse di Assistenza e Società di Mutuo Soccorso) che prevedano l’obbligo per tutte le Forme che intendano far parte del sistema di garantire: l’assenza di selezione del rischio, l’estensione delle coperture al nucleo familiare, la copertura sanitaria anche dopo il pensionamento e un’adeguata solvibilità finanziaria. I contributiversati a tutte le Forme Sanitarie Integrative (Fondi Sanitari, Compagnie di Assicurazione, Casse di Assistenza e Società di Mutuo Soccorso) in possesso dei suddetti requisiti devono essere deducibili per tutti i cittadini.

“Essenziale la costituzione di un’Autorità di Vigilanza Unica in grado di garantire applicazione delle regole per le Forme Sanitarie Integrative (Fondi Sanitari, Compagnie di Assicurazione, Casse di Assistenza e Società di Mutuo Soccorso)” conclude Marco Vecchietti.

1)    Recuperare la «governance» da parte del SSN della spesa sanitaria privata dei cittadini

2)    Garantire il risparmio per i cittadini, gestendo attraverso l’intermediazione assicurativa almeno il 50% della spesa sanitaria privata che attualmente grava sui redditi delle famiglie

3)    Contenere i costi della sanità privata attraverso la negoziazione accentrata delle tariffe con le strutture da parte delle Forme Sanitarie Integrative (Fondi Sanitari, Compagnie di Assicurazione, Casse di Assistenza e Società di Mutuo Soccorso)

4)    Ridurre il fenomeno della rinuncia alle cure per motivi economici ed ottimizzazione delle Liste di Attesa con incremento accessibilità alle cure

5)    Migliorare la salute dei cittadini in quanto le Forme Sanitarie Integrative (Fondi Sanitari, Compagnie di Assicurazione, Casse di Assistenza e Società di Mutuo Soccorso) sono in grado di garantire un flusso continuativo e costante di alimentazione per Protocolli di Prevenzioni contro le Malattie Croniche Non Trasmissibili a favore della popolazione assistita, con un risparmio potenziale per l’intero sistema sanitario di oltre 8 mld nei prossimi 20 anni

6)    Contrastare l’elusione fiscale in sanità (oltre 2 mld tra specialistica e badanti) in quanto per ottenere il rimborso da una Forma Sanitaria Integrativa (Fondo Sanitario, Compagnia di Assicurazione, Cassa di Assistenza e Società di Mutuo Soccorso) è necessario presentare la fattura della spesa sostenuta

7)   Incrementare l’occupazione attraverso il finanziamento delle spese socio sanitarie e socio assistenziali da parte delle Forme Sanitarie Integrative (Fondi Sanitari, Compagnie di Assicurazione, Casse di Assistenza e Società di Mutuo Soccorso),in quantolanecessità di regolarizzare i rapporti di lavoro per ottenere il rimborso delle prestazioni consente di realizzare tra i 500mila e gli 800mila nuovi posti di lavoro