Generali Italia lancia la fase 2

di Anna Messia
Dalla prevendita alla liquidazione dei sinistri. Generali Italia è pronta a rimettere in discussione i suoi processi industriali chiave. Chiusa in anticipo la fase di integrazione avviata nel 2013, che ha visto la fusione di cinque brand (Toro, Ina Assitalia, Lloyds Italico, Augusta e Generali ), con la creazione di un’unica società da 13,1 miliardi di premi, ora la controllata italiana del gruppo Generali è pronta a lanciare un nuovo programma triennale, che prevede investimenti di 150 milioni di euro. Novità annunciate dall’amministratore delegato Marco Sesana che ieri nella prima convention di tutti gli agenti di Generali Italia, che ha riunito a Roma 4.500 persone, ha spiegato i dettagli della nuova strategia.

«In tre anni saranno riprogettati integralmente i 20 più importanti processi industriali della compagnia», ha spiegato il numero Sesana, già Chief insurance e Operations Officer della compagnia, che a maggio scorso ha preso il timone di Generali Italia dopo la nomina di Philippe Donnet a group ceo. «Un piano che mette al centro la semplificazione, con l’obiettivo di aumentare la soddisfazione dei clienti», ha aggiunto. Tra i processi coinvolti ci sono per esempio nuovi preventivatori digitali in mobilità per tutti i principali prodotti, ma anche un nuovo processo di analisi dei bisogni, oltre alla vendita digitale in mobilità per tutti i principali prodotti. Giocoforza gran parte dei 150 milioni di euro investimenti previsti nel prossimo triennio saranno indirizzato verso lo sviluppo tecnologico.

Lavori che in verità sono già partiti. La rivisitazione di cinque dei 20 processi chiave è già iniziata quest’anno e in rampa di lancio, seguendo il nuovo approccio alla semplificazione, ci sono un nuovo prodotto auto (che con una black box segnala in tempo reale il suo stile di guida all’assicurato) e una polizza casa basata sulla telematica, che segnala tempestivamente al cliente situazioni di pericolo, con canali di assistenza dedicati. La tabella di marcia è serrata. Saranno creati 11 cantieri trasversali, con 500 persone coinvolte (non solo dipendenti della compagnia, ma anche agenti e clienti, per conoscere meglio le loro esigenze) che dovranno realizzare un prodotto funzionante, da poter testare sul mercato entro, di 16-20 settimane. In pratica nel giro di un anno è mezzo il nuovo assetto di Generali Italia prenderà forma.

Cambiamenti epocali per la compagnia, che non metteranno però a rischio i tassi di crescita registrati da Generali Italia in questi anni, hanno assicurato dalla società. «L’Italia è la vetrina del gruppo», ha ricordato il group ceo Donnet aprendo i lavori della convention aggiungendo che «gli agenti sono e rimarranno fondamentali nel modello di business delle assicurazioni». Dal 2013 al2015, nei tre anni di maxi fusioni vissute da Generali Italia, la compagnia ha continuando a registrare una crescita dei premi, passati da 12,8 a 13,1 miliardi (+2,4%) ma anche l’aumento del risultato operativo (da 969 milioni a 1,202 miliardi) con il miglioramento del combiend ratio (dal 92,9 all’89,1%). «Obiettivi di crescita che manteniamo», ha dichiarato Sesana, «nonostante le condizioni del mercato assicurativo siano oggi decisamente più complicate rispetto al passato, in particolare per i bassi tassi d’interesse». Ieri intanto Generali ha annunciato l’avvio di una campagna per assicurare il rischio terremoto in Italia, con uno sconto del 50% del premio, sia per i vecchi che per i nuovi clienti, in tutta Italia, anche nelle aree più a rischio. Aperta fino a fine anno. (riproduzione riservata)
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