di Lorenza Morello, Morello Consulting 

 

Sconti consistenti ai clienti che accettano il risarcimento in forma specifica in luogo del risarcimento per equivalente, ovvero la riparazione presso carrozzerie e officine convenzionate con l’impresa, al posto dell’indennizzo monetario calcolato sul valore del danno. La previsione è contenuta nel ddl concorrenza, all’esame delle commissioni della camera. Il ddl, uno dei più attesi alla ripresa dei lavori parlamentari, punta a intervenire su aspetti molto importanti delle assicurazioni auto e moto, soprattutto in tema di risarcimento del sinistro. Il punto fermo del governo è mettere una pezza al caro Rc auto per rendere le polizze meno costose in favore dei consumatori, ma anche limitare le truffe, che sono all’ordine del giorno. Il ddl punta a indurre l’automobilista a rivolgersi a officine convenzionate con la compagnia. Riguardo alle lesioni fisiche gravi, la riforma vuole attribuire un valore economico fisso a ogni punto d’invalidità, e introdurre una tabella unica per il risarcimento sinistro. Attualmente invece, per la valutazione del danno si fa riferimento a tabelle e coefficienti diversi. Le associazioni dei carrozzieri hanno tuttavia espresso forte preoccupazione per l’impatto potenzialmente dannoso per consumatori e imprese di carrozzeria delle norme che rendono di fatto obbligatorio il risarcimento «in forma specifica». Ciò perché «si lederebbe la libertà di scelta dei consumatori, si metterebbero in ginocchio le imprese di carrozzeria indipendenti. Con le norme in materia di Rc auto contenute nella legge annuale per il mercato e la concorrenza sono a rischio la libertà d’impresa e la libertà di scelta dei cittadini», hanno sostenuto il 12 giugno scorso i rappresentanti di Confartigianato, Cna, Casartigiani in audizione alla 6ª commissione finanze e la 10ª commissione attività produttive della camera. «In nome di una presunta liberalizzazione, con queste misure si colpisce il settore dell’autoriparazione in cui operano 119 mila imprese con 240 mila addetti, e che, a causa della crisi, tra il 2011 e il 2014, ha visto il fatturato diminuire di 1.173 milioni di euro, pari a un calo dell’8,1%». I carrozzieri chiedono insomma la libertà di scelta dell’officina di fiducia. Anche da parte delle assicurazioni c’è stata una levata di scudi. Il presidente del gruppo Unipol, Pierluigi Stefanini, dal palco del meeting di Rimini ha detto che le nuove norme sulla Rc auto, per altro non ancora definitive, «sono punitive e demagogiche» nei confronti delle compagnie assicurative «tra l’altro penalizzando i cittadini onesti«. Ha quindi parlato di «populismo e demagogia presenti nel paese anche nelle aule parlamentari». La stessa linea dell’Ania, l’Associazione delle imprese assicuratrici, che a fine luglio aveva attaccato la nuova formulazione della normativa lasciando intendere che l’unica strada per tagliare le tariffe non passa per la lotta alle frodi, bensì per una drastica riduzione dei risarcimenti dei danni morali e materiali delle persone coinvolte negli incidenti stradali. Posizione che si è subito attirata forti critiche e l’allarme dell’Associazione per le vittime della strada, secondo cui di questo passo gli indennizzi potrebbero essere addirittura dimezzati.