La crisi greca non ferma i fondi

di Paola Valentini

Le forti turbolenze dei mercati in luglio, con lo scoppio della crisi greca e le prime avvisaglie della tempesta sulla Cina, non hanno frenato la raccolta dell’industria italiana del risparmio gestito. Anzi, i flussi sono risultati in aumento e il patrimonio gestito è salito al record di 1.745 miliardi di euro.

Il mese, in base alla mappa di Assogestioni, si è chiuso con una raccolta netta di 9 miliardi, a fronte dei 7,8 miliardi di giugno. Dati che portano la raccolta da inizio anno a 105 miliardi di euro. E il risultato dei sette mesi è pari a quasi l’80% dei 133 miliardi ottenuti in tutto il 2014. Prosegue dunque il brillante andamento dell’asset management italiano che vede i fondi aperti ancora una volta fare la parte del leone. Questi ultimi, infatti, guidano il risultato mensile con flussi per 7,94 miliardi, in crescita rispetto ai 6,8 miliardi di giugno. Nei sette mesi gli aperti totalizzano 77,5 miliardi. Alla fine del mese i fondi aperti detenevano asset per 793 miliardi (45,4% del totale); aggiungendo a questi ultimi i 48,2 miliardi investiti nei fondi chiusi, nel complesso le gestioni collettive avevano a fine luglio masse per 841 miliardi (il 48,2% del totale). Dal canto loro le gestioni di portafoglio hanno raccolto a luglio oltre 1 miliardo (-169 milioni le gestioni retail e +1,2 miliardi le gestioni istituzionali), stabili rispetto ai 949 milioni di giugno. Alla fine del mese il loro patrimonio ammontava a 904 miliardi (51,8% del totale).

Nel complesso al 31 luglio gli asset investiti nell’industria italiana dell’asset management erano saliti, come detto, a 1.745 miliardi, quasi 30 miliardi di euro in più rispetto ai 1.716 di fine giugno. Sul fronte delle singole categorie degli aperti, aumentano, ma restano comunque bassi, i flussi sugli azionari con 899 milioni dai 678 milioni di giugno (6,5 miliardi in sette mesi). A guidare la raccolta sono sempre i flessibili con 5,2 miliardi (5,3 miliardi a giugno) pari a 37,5 miliardi da gennaio. Ancora in forte diminuzione i flussi sugli obbligazionari che cadono a 122 milioni (194 milioni a giugno), mentre da inizio anno segnano una raccolta di 19,2 miliardi. Anche i bilanciati segnano il passo: 434 milioni dopo i 303 milioni del mese precedente, per un totale di 11,2 miliardi nei sette mesi. Exploit, invece, per i fondi monetari la cui raccolta sale a 1,3 miliardi dopo i 328 milioni di giugno (da inizio anno la loro raccolta è pari a 3,3 miliardi). Segno che molti investitori hanno dato fiducia ai fondi, anche durante la crisi greca e cinese, ma in attesa di tempi migliori hanno preferito parcheggiare sui prodotti di breve termine pronti a dirigersi verso lidi più redditizi non appena le condizioni dei mercati finanziari lo permetteranno.

Sul fronte della residenza degli aperti, i fondi e le sicav di diritto estero continuano a battere la raccolta dei fondi italiani ma questi ultimi a luglio sono cresciuti di più. I primi hanno chiuso il mese con flussi per oltre 5,8 miliardi (5,9 miliardi a giugno), i secondi hanno messo a segno un risultato di 2,07 miliardi (913 milioni a giugno).

Tra le singole società di gestione primo per raccolta si conferma il gruppo Intesa Sanpaolo  con 2,6 miliardi di cui 1,9 relativi a Eurizon Capital, seguito dal gruppo Ubi Banca  (2 miliardi) e da Anima Holding  (1,17 miliardi). Tra gli altri big, raccolta netta in leggero rosso per Generali  (-67 milioni), mentre Pioneer ha chiuso il mese a quota 989 milioni. Gli altri asset manager quotati, accanto ad Anima , vedono Azimut raggiungere una raccolta netta di 331 milioni e il gruppo Mediolanum  di 286 milioni. Guardando ai soli gruppi esteri, spicca il risultato di raccolta di Deutsche Asset and Wealth Management (gruppo Deutsche Bank ) che ha ottenuti flussi netti per 609 milioni e un patrimonio salito a quota 22,8 miliardi. In rosso invece Franklin Templeton che segna -177 milioni nel mese ma resta comunque il primo operatore estero in fondi aperti in Italia per masse (24,38 miliardi) anche se la sua posizione è minacciata da JP Morgan Asset Management che a fine luglio era arrivato a gestire nel mercato italiano 24 miliardi con una raccolta mensile di 21,5 milioni. Saldo leggermente positivo anche per M&G (18,7 milioni) che a fine luglio aveva un patrimonio di 15,54 miliardi riferito al mercato italiano. Quello trascorso è stato un mese più positivo per Invesco che ha raccolto 145 milioni con masse salite a 20,9 miliardi. Dal canto suo Schroders ha ottenuto 211 milioni e i suoi asset in Italia hanno raggiunto 18,1 miliardi. (riproduzione riservata)