Uno scandalo non più tollerabile

ISVAP

l’esame per l’accesso alle sezioni “A” e “B” del registro delgi intermediari di assicurazione

Autore: la redazione di ASSINEWS
ASSINEWS 234: settembre 2012

Premessa
Il giorno 15 giugno 2012 si è tenuta a Roma la prova scritta dell’esame annualmente indetto dall’ISVAP, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo, per conseguire l’idoneità all’iscrizione nel Registro unico degli intermediari di assicurazione e/o di riassicurazione (RUI) al fine di poter esercitare attività di agente (iscrizione nella Sezione “A” del RUI) o di broker (iscrizione nella Sezione “B” del RUI) o di responsabile dell’intermediazione nell’ambito di società regolarmente costituite per lo svolgimento di attività di intermediazione nell’una o nell’altra delle due Sezioni.
L’esame viene indetto con provvedimento dell’ISVAP pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, nel Bollettino e sul sito dell’Istituto ed è corredato da un allegato recante il programma d’esame suddiviso in due tabelle. La prima, intitolata Modulo assicurativo, riporta il programma d’esame destinato a coloro che intendono conseguire l’idoneità per l’esercizio della sola intermediazione assicurativa. La seconda, intitolata Modulo riassicurativo, riporta il programma d’esame destinato a coloro che intendono conseguire congiuntamente l’idoneità per l’esercizio dell’intermediazione riassicurativa, oppure, avendo già conseguito la prima, intendono estendere la propria idoneità anche alla seconda. In questa sede ci occuperemo soltanto del primo esame, quello destinato al conseguimento della sola idoneità per l’esercizio di attività di intermediazione assicurativa, essendo il secondo esame assai meno adito anche per le limitatissime prospettive di lavoro, che l’acquisita idoneità offre.

L’esame
A partire dall’anno 2006 le modalità di svolgimento dell’esame sono state fissate dal Codice delle assicurazioni private (D. Lgs. 13.10.2005, n. 209) e, in attuazione, dal Regolamento ISVAP n. 5/2006. In particolare il Codice all’art. 110, comma 2, stabilisce che il candidato che intende conseguire l’iscrizione nelle Sezioni A o B del RUI deve possedere adeguate cognizioni e capacità professionali, che sono accertate dall’ISVAP tramite una prova di idoneità consistente in un esame su materie tecniche, giuridiche ed economiche rilevanti nell’esercizio dell’attività. E la norma conclusivamente demanda all’ISVAP la determinazione con regolamento delle modalità di svolgimento della prova valutativa.
In esecuzione di tale attribuzione l’Istituto di Vigilanza ha stabilito tramite il citato Regolamento le modalità della prova di idoneità, fissando le materie d’esame ed i criteri di svolgimento della prova scritta (art. 9), nonché la composizione della Commissione d’esame e le relative funzioni (art. 10). Già all’esame di idoneità tenutosi lo scorso anno questa rivista (cfr. n. 222, pag. 22 e seg.) aveva dedicato una particolareggiata inchiesta, che aveva evidenziato gravissime deficienze, dalle quali non erano risultati esenti l’organizzazione della prova scritta, il programma d’esame e le stesse domande della prova scritta.
Quest’anno la prova di idoneità è stata costellata da una serie incredibile di illegalità e di errori, che verranno di seguito evidenziati e documentati, tali da giustificare ampiamente il titolo assegnato a questa inchiesta, ma soprattutto idonei a spiegare l’esiguo numero dei candidati risultati ammessi alla prova orale a fronte del numero dei partecipanti all’esame.
A quest’ultimo proposito va rimarcato che ad oggi è ufficialmente noto soltanto il numero degli iscritti alla prova d’esame ammontante a 4987. Con inspiegabile ed ingiustificata reticenza l’ISVAP, pur a conoscenza del numero dei partecipanti alla prova scritta in quanto immediatamente desumibile dal numero delle correzioni effettuate, ha rifiutato a questa rivista di rendere noto sia questo dato, sia il numero dei candidati ammesso alla prova orale, sia, infine, il numero dei candidati risultato idoneo.
Attraverso un calcolo totalmente empirico, basato tuttavia su elementi noti quali il numero delle giornate dedicate alle prove orali ed il numero medio dei candidati giornalmente esaminati, coloro che hanno superato la prova scritta non dovrebbero essere più di 200 e nella più rosea delle previsioni questo numero potrebbe corrispondere a quanti hanno conseguito l’idoneità.

L’organizzazione della prova scritta
Quest’anno, sembra in ossequio a disposizioni emanate dal Sindaco di Roma per esigenze di circolazione e di traffico altrimenti compromesse del grande numero dei partecipanti, la prova scritta ha avuto luogo in due turni, uno al mattino e l’altro al pomeriggio, suddividendo i partecipanti secondo l’ordine alfabetico del cognome in modo da distribuire il loro numero approssimativamente in due parti uguali.
Per evitare che i partecipanti del pomeriggio potessero venire a conoscenza delle domande d’esame dai partecipanti al turno mattutino, esse sono state previste di tenore diverso nei due turni.
Ciò ha determinato una sicura disomogeneità fra le due prove scritte, accentuata anche dalla sensibile differenza di errori nelle domande e nelle risposte, qui evidenziata in sede di analisi dei due testi. Questa disomogeneità, alla quale può aver concorso anche il diverso grado di difficoltà dei due gruppi di domande, sebbene di più difficile apprezzamento, ha tuttavia compromesso la par condicio dei partecipanti, ossia l’esigenza di porre tutti i candidati nelle identiche condizioni, come è d’obbligo nei pubblici concorsi.
Le disposizioni emanate dal Sindaco di Roma non possono, infatti, costituire una scusante, considerate le esperienze negative dell’anno precedente e la conoscenza con quasi quattro mesi di anticipo del numero degli iscritti, fatto che avrebbe dovuto indurre ad organizzare la prova scritta magari in due ubicazioni diverse, purché in contemporanea e, quindi, con le stesse domande.

Il programma d’esame
Il programma d’esame, riservato a coloro che intendevano conseguire l’iscrizione alle Sezioni A e B del RUI per l’esercizio dell’intermediazione assicurativa (Tabella A – Modulo assicurativo), ricalca in buona parte gli stessi difetti di quello proposto per l’esame dello scorso anno e ne aggiunge di altri. Anzitutto esso disattende per una parte non trascurabile il dettato dell’art. 110, comma 2, del Codice delle assicurazioni private, secondo il quale la prova di idoneità deve consistere in un esame su materie tecniche, giuridiche ed economiche rilevanti nell’esercizio dell’attività.
Orbene il programma esordisce con il diritto delle assicurazioni, nell’ambito del quale ampio spazio è dedicato alla disciplina dell’impresa di assicurazione, alle condizioni di accesso all’attività assicurativa ed al suo esercizio, alle operazioni straordinarie (trasferimento di portafoglio, fusione e scissione), alle misure di salvaguardia, risanamento e liquidazione dell’impresa assicurativa ed alla vigilanza esercitata su di essa. Si tratta di una intera serie di argomenti, la cui conoscenza non può essere certo considerata rilevante per l’esercizio dell’attività dell’intermediario di assicurazione, ma non a parere di chi ha formulato il programma d’esame e soprattutto di chi ha redatto le domande d’esame, che su siffatta materia ha incentrato mediamente ben il 20% circa di quelle complessivamente proposte nelle due prove scritte.
Inoltre, fra la normativa secondaria riguardante sempre il diritto delle assicurazioni il programma contempla ben 11 regolamenti emanati dall’ISVAP, complessivamente costituiti da n. 264 articoli e da 23 allegati. Di tali regolamenti per espressa specificazione in essi contenuta ben 5 (i Regolamenti n. 4, 13, 32, 34 e 35) hanno come destinatari le sole imprese di assicurazione, anche se va detto che talune disposizioni debbono sicuramente costituire patrimonio di conoscenze esigibile da un intermediario di assicurazione. Ma il programma d’esame non le enumera, né le distingue, avendo così indebitamente accresciuto le conoscenze non rilevanti, sulle quali poi venne formulata una parte non trascurabile delle domande della prova scritta.
Il programma d’esame appare in più punti scoordinato e confuso, denunciando come esso fu presu mibilmente il risultato di più collaborazioni, senza poi essere stato sottoposto ad attenta revisione ed a coordinamento e ciò sicuramente non ha facilitato la preparazione dei candidati. Si registrano ripetizioni della medesima materia come ad esempio i primi argomenti riportati sotto la voce Disciplina dell’attività agenziale e di mediazione, i quali ricalcano integralmente gli stessi argomenti contenuti nei Regolamenti ISVAP n. 5 e 6, menzionati in programma fra la normativa secondaria del diritto delle assicurazioni.
Sotto la voce Tecnica assicurativa si rinvengono argomenti che con essa nulla hanno a che fare, ma appartengono invece alla disciplina del contratto di assicurazione delineata dal Codice Civile come Interesse all’assicurazione (art. 1904), Valore della cosa assicurata (art. 1908), Sottoassicurazione o Assicurazione parziale (art. 1907), Sovrassicurazione o Assicurazione per somma eccedente il valore delle cose (art. 1909), Obbligo di avviso e di salvataggio (art. 1913, 1914 e 1915), Surroga dell’assicuratore (art. 1916), Assicurazione sulla vita di un terzo (art. 1919), Assicurazione a favore di un terzo (art. 1920). Curiosa e inammissibile è poi la locuzione Assicurazione sulla vita per conto di terzi, anch’essa elencata sotto la voce Tecnica assicurativa del programma, locuzione non usata dal nostro legislatore, il quale ha preferito quella di Assicurazione per conto altrui o per conto di chi spetta, di cui all’art. 1891, norma che compare fra le disposizioni generali sul contratto di assicurazione, ma che parte della dottrina più autorevole non ritiene applicabile al contratto di assicurazione sulla vita per motivi che non è il caso di illustrare in questo contesto.
Sempre sotto la voce Tecnica assicurativa il programma prevede la conoscenza delle caratteristiche e delle condizioni generali delle polizze infortuni, malattia, responsabilità civile rischi diversi, incendio e furto, credito e cauzioni, assistenza, tutela legale e trasporti, il tutto senza fornire un testo di riferimento. L’estrema varietà di tali assicurazioni offerte dal mercato per garanzie prestate, per rischi assicurati o esclusi o assicurabili opzionalmente, per condizioni generali e particolari di assicurazione, ecc., rende assolutamente indeterminabile tale aspetto del programma e, quindi, arbitrario ed inaccettabile in un pubblico esame.
Permangono nel programma argomenti già lo scorso anno oggetto di severa critica. Ad esempio sotto la voce Disciplina dell’attività agenziale continua ad essere previsto l’istituto della coagenzia, il quale con l’entrata in vigore del Codice delle assicurazioni private non è più praticato, né è più praticabile dal mercato, perché dà luogo a società di fatto o irregolari, alle quali è persino inibito lo svolgimento di intermediazione assicurativa in quanto non iscrivibili al RUI.
Fra le Nozioni di diritto privato persiste la voce Negozio giuridico, locuzione individuante un’elaborazione dottrinale risalente alla seconda metà del 1800, ancora riportata in qualche manuale universitario, ma che non trova riscontro in nessuna norma nel codice civile, quindi per questi motivi assolutamente non rilevante per l’accertamento dell’idoneità professionale dei candidati.
Per gli opportuni riferimenti il programma d’esame viene più avanti integralmente riprodotto.

La prova scritta
Quella riguardante il Modulo assicurativo, ossia quella preordinata al conseguimento dell’idoneità all’esercizio dell’intermediazione assicurativa (Sezioni A e B del RUI), è da alcuni anni articolata su 50 domande, in relazione a ciascuna delle quali il candidato deve individuare la risposta esatta fra le tre proposte. L’esame scritto si considera superato con il raggiungimento di almeno 30 punti mediante assegnazione di un punto ad ogni risposta esatta, ma con deduzione di mezzo punto per ogni risposta errata. La deduzione ha lo scopo di evitare che il raggiungimento del punteggio minimo avvenga in modo casuale. Nessuna deduzione, infatti, ha luogo in assenza di risposta.
Le domande nei test consegnati ai candidati non seguono un unico ordine sequenziale, bensì più ordini diversi e ciò al fine di evitare copiature e suggerimenti. Analogamente e per le stesse finalità le tre risposte, pur rimanendo le stesse per ciascuna domanda, vengono anch’esse riportate nei vari test, utilizzando tutte le combinazioni sequenziali possibili.
I test d’esame pervenutici e pubblicati sono stati rilasciati dall’ISVAP a richiesta di candidati che avevano partecipato alla prova e sono corredati dall’indicazione della risposta considerata esatta dall’Istituto di Vigilanza. Il Test Y – Versione 1 si riferisce alla prova scritta del mattino, mentre il Test X – Versione 1 si riferisce a quella del pomeriggio.
Ad ogni domanda ed alle relative risposte abbiamo aggiunto il nostro commento, al quale rimandiamo il lettore.
Di seguito riportiamo invece per entrambe le prove (mattino e pomeriggio) i quadri riepilogativi della suddivisione numerica per argomento delle domande proposte e, separatamente, i quadri riepilogativi dei dati numerici delle domande formulate in modo erroneo, delle domande esulanti dal programma d’esame e delle risposte errate. tab1

Entrambe le tabelle rivelano dati sconcertanti, solo se si pensa che la prova d’esame ha come scopo, come prevede la legge, di accertare l’idoneità del candidato ad esercitare l’attività di agente o di mediatore di assicurazione. Una sola domanda su 100 è incentrata sulla disciplina dell’attività agenziale e di mediazione. Ma ben 45 domande su 100 hanno per oggetto il diritto delle assicurazioni e la normativa secondaria dell’ISVAP, mentre solo 11 domande su 100 riguardano la tecnica assicurativa. Alla disciplina della tutela del consumatore sono state dedicate 2 domande su 100, delle quali 1 fuori programma. tab2

L’elevata entità complessiva dei vizi essenziali presente in ognuna delle due prove scritte, se rapportata al totale delle domande, è stata sicuramente decisiva nel determinare l’esito negativo della prova per un numero elevatissimo di candidati. E non si può sottacere che vi sono errori talmente grossolani da ingenerare seri dubbi sulle qualità professionali di chi li ha commessi e di chi aveva l’obbligo di rilevarli.

Conclusioni
Quanto accaduto è gravissimo, perché ha frustrato fatiche e costi sopportati da molti giovani, che aspiravano ad entrare in un settore del mondo del lavoro, quello dell’intermediazione assicurativa, ancora caratterizzato da una domanda vivace, in parte sostenuta dal freno alle idoneità frapposto per gli stessi motivi qui illustrati anche dalle precedenti prove d’esame, in parte dal fisiologico ricambio generazionale ed in parte dalle richieste provenienti dal settore bancario, che per collocare affari assicurativi non standardizzati deve avvalersi in ogni filiale di iscritti nella Sezione A del RUI. CONTENUTO A PAGAMENTO
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