Profondo rosso per gli assicuratori italiani

Assicurazioni 2011

Si chiude un anno assai negativo. Con 3,7 miliardi si è registrata la maggior perdita degli assicuratori italiani. Gelata nella raccolta vita e stasi nei danni. L’auto si riprende, ma rolla l’utile da investimenti. Più equilibrato l’ambiente tecnico, ma in base alle previsioni la ripresa è ancora lontana

Autore: Fausto Panzeri
ASSINEWS 234: settembre 2012

Nel corso del 2012 Assinews, in diverse occasioni, aveva accennato alle gravi difficoltà che stavano caratterizzando l’andamento delle compagnie di assicurazione. Ci pareva infatti di tutta evidenza che fosse assai difficile ipotizzare un esercizio in utile o in sostanziale pareggio, come era avvenuto nel 2010, tenuto conto del perdurare della crisi finanziaria e della correlata volatilità dei mercati. Temevamo in particolare che questi eventi sfavorevoli avrebbero generato impatti negativi sui bilanci dei rami vita e ci pareva altresì che il miglioramento del ramo auto sul versante della sinistralità non avrebbe compensato questi fattori negativi.
Avremmo preferito essere in errore per un eccesso di pessimismo, ma purtroppo così non è stato; e quando Aldo Minucci, Presidente dell’ANIA, nel celebrare il 3 luglio l’Assemblea annuale, ha presentato i risultati a un attento uditorio, le evidenze numeriche hanno confermato le nostre previsioni.
Il risultato del settore assicurativo italiano nel 2011, infatti, evidenzia una perdita netta di 3,7 miliardi rispetto a quella di 700 milioni dell’anno precedente, con la conseguenza che il ROE complessivo del settore è stato pari a -7,2%. Così come va rilevato che degli ultimi quattro esercizi ben tre si sono chiusi in perdita.
Nel 2011 la raccolta premi complessiva del mercato è diminuita dell’11,9% rispetto all’incremento dell’8,4% registrato nel 2010. Questo calo si è concentrato nei rami vita, i cui premi sono diminuiti del 18%, mentre i premi dell’assicurazione danni sono aumentati del 2,5%.
Il risultato tecnico complessivo dei rami danni è stato pari a 103 milioni, equivalente allo 0,3% dei premi raccolti.
Il risultato tecnico complessivo dei rami vita è stato negativo per 3,4 miliardi. Questo risultato è stato determinato essenzialmente dalle perdite contabili registrate sugli investimenti finanziari e più in particolare sui titoli di Stato. Va ricordato che per le polizze linked le perdite sugli investimenti finanziari sono sopportate dagli assicurati, mentre per le polizze tradizionali di ramo I e V queste perdite contabilizzate in bilancio ancorché non realizzate, sono sopportate dalle imprese di assicurazione. Ciò spiega perché il risultato tecnico è stato fortemente negativo per questi due rami, mentre quello del ramo III è risultato lievemente positivo.
Con riferimento alle sole imprese quotate è possibile effettuare un confronto del ROE delle imprese italiane rispetto a quello dei principali paesi europei. Dobbiamo ricordare che siamo di fronte a bilanci consolidati e quindi comprensivi dell’attività svolta dalle controllate estere così come va ricordato che questi bilanci sono redatti secondo i principi IAS.
Sulla base di questi dati risulta che il ROE mediano delle imprese italiane quotate è stato pari al 3%, mentre nel 2010 era del 4,9%. Questo valore è inferiore rispetto a quello osservato negli altri paesi; in particolare la profittabilità delle compagnie britanniche è scesa dal 14,2% del 2010 al 7,4% del 2011, mentre quella delle imprese tedesche passa dal 12,3% all’8,8% e quella delle compagnie francesi dall’11,8% al 9,9%. CONTENUTO A PAGAMENTO
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