Le consulenze pagate a Salvatore Ligresti e le altre operazioni tra la compagnia e la famiglia riesaminate senza riscontrare irregolarità. L’investitore Usa accreditato di una quota del 3% di Fondiaria e Milano Ass 

di Andrea Di Biase

L’ultima parola spetterà al cda di Fondiaria-Sai, cui lo scorso luglio il fondo Amber Capital ha inviato una lettera per avere una serie di chiarimenti in termini di governance e di operazioni con parti correlate.

 

Nel frattempo, però, la compagnia presieduta da Jonella Ligresti e guidata dall’ad Emanuele Erbetta sarebbe già al lavoro per predisporre le possibili risposte da fornire al fondo attivista. Risposte che dovranno poi essere esaminate dal cda (la prossima riunione è in agenda il 21 settembre), che deciderà se replicare in forma scritta o se invece incaricare il management di illustrarle ai rappresentanti di Amber in un incontro one-to-one. In questo caso non si tratterebbe del primo incontro tra i vertici di FonSai e quelli del fondo Usa, considerato che nelle ultime settimane ci sarebbero già stati alcuni contatti (l’ultimo risalirebbe a pochi giorni fa), nel corso dei quali si sarebbe discusso però dell’operatività del gruppo assicurativo e si sarebbero illustrati i conti del primo semestre, chiuso con un rosso di 61,5 milioni, ma in miglioramento rispetto ai 144,8 milioni del giugno 2010.

La risposta ai quesiti di Amber, che dichiara una quota del 2,01% di Fondiaria-Sai ma che secondo alcuni analisti avrebbe addirittura il 3% sia di FonSai sia di Milano Assicurazioni, non dovrebbe comunque tardare ad arrivare.

 

I temi sollevati dal fondo ricalcherebbero infatti alcuni dei rilievi formulati dall’Isvap, cui il cda della compagnia ha già dettagliatamente risposto tra luglio e agosto. Anche per questo motivo le repliche in corso di elaborazione da parte di FonSaidovrebbero riprendere in buona parte quanto contenuto nelle risposte già inviate all’Authority guidata da Giancarlo Giannini e dovrebbero evidenziare anche i correttivi già apportati sia alla governance sia alla gestione delle operazioni con le parti correlate (a partire dalla famiglia Ligresti) e dei potenziali conflitti di interessi.

Quest’ultimo tema, in particolare, sarebbe stato evidenziato con forza nella lettera inviata al cda da Amber. Il fondo, a titolo di esempio, avrebbe anche citato alcune operazioni realizzate in passato che non considererebbe in linea con le migliori pratiche previste in caso di transazioni con parti correlate.

Tra queste ci sarebbero le parcelle milionarie pagate da Fondiaria-Saial presidente onorario Salvatore Ligresti a fronte di consulenze prestate per operazioni realizzate in campo immobiliare (principalmente City-Life a Milano e l’Area Castello a Firenze), il contratto di sponsorizzazione alla società Laità srl, titolare della scuderia di cavalli di Jonelle Ligresti, e altre operazioni immobiliari tra la compagnia e le società di famiglia, di cui è stato dato ampio risalto sia nel prospetto informativo dell’aumento di capitale di FonSai sia sulla stampa. Tutte operazioni che, come già risposto all’Isvap, l’attuale cda della compagnia (in cui ora siedono anche i rappresentanti di Unicredit) avrebbe accuratamente riesaminato, arrivando a condividere l’interesse della compagnia stessa al compimento di tali operazioni al momento in cui furono eseguite. Questa, a meno che il cda decida diversamente, dovrebbe essere la risposta che FonSai dovrebbe dare anche al fondo Amber. Tutto regolare dunque, anche se già dal 2011 è stato deciso di sospendere le sponsorizzazioni (di qualunque tipo) e di gestire in maniera più trasparente eventuali transazioni con gli azionisti di riferimento. Anche perché nel dicembre 2010 è stato approvato un regolamento per le operazioni con le parti correlate in linea con le disposizioni Consob. Il nuovo organigramma, predisposto a inizio agosto, ha inoltre introdotto l’Unità attività infragruppo, che risponderà all’ad e avrà il compito di sovrintendere a questo tipo di operazioni.

 

Per quanto riguarda invece la composizione del cda e il numero di amministratori indipendenti (uno degli altri punti sollevati da Amber), FonSai dovrebbe sottolineare come il numero dei consiglieri sia stato fissato in 19 dall’assemblea senza che nessun azionista avesse nulla da eccepire e che ad oggi gli indipendenti sono 9 a fronte di un numero di consiglieri non esecutivi pari a 16. La compagnia intenderebbe inoltre procedere a verifiche periodiche sui requisiti di indipendenza dei consiglieri, sulla base delle disposizioni del Tuf e del Codice di autodisciplina. Sotto il profilo dei compensi agli amministratori, invece, le compagnia dovrebbe sottolineare che già da qualche tempo è in corso una revisione della politica di remunerazione per adeguarla al regolamento emanato dall’Isvap nel corso del 2011. Ampie giustificazioni dovrebbero inoltre essere date alla presenza nel capitale di Fondiaria-Sai e di Milano di azioni di risparmio non convertibili, giudicate da Amber anacronistiche. Mentre, per quanto riguarda l’operatività da parte di FonSai e di Milano sui titoli propri e della controllantePremafin, la risposta ad Amber sarebbe tesa a sottolineare come già dal 2008 il gruppo ha sospeso ogni tipo di attività di questo tipo. (riproduzione riservata)